Palazzolo, con un software israeliano si monitora la rete fognaria

Non è la prima volta che Acque Bresciane “prende in prestito” tecnologia israeliana per affrontare in maniera efficace alcuni ambiti della gestione del servizio idrico

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Scarichi fognari
Scarichi fognari

Controllare gli scarichi delle attività produttive e prevenire, in tempo reale, problemi agli impianti di depurazione. Questa la missione numero uno del progetto pilota ”kando” che dalle concentrazioni di carico organico verifica in maniera più puntuale ed approfondita la situazioni inquinanti oltre a garantire una mappatura della rete fognaria codificandone le utenze. Un procedimento complesso e snello allo stesso tempo che prevede dapprima una fase di analisi delle utenze collegate alla rete fognaria, e conseguentemente la redazione di un’ipotesi di “matrice dell’acqua” derivante dai big data ricavati su diversi punti monitorati. Da queste operazioni si riesce dunque a rilevare il coefficiente di rischio di ogni singola utenza. Il prelevamento in maniera continuativa di campioni di refluo e l’utilizzo della tecnologia con invio dati in IOT (Internet of things) rende possibile un monitoraggio istantaneo della rete, nonché di trasferire dati ed incrociare i vari parametri. In questo modo risultano facilmente rintracciabili eventuali anomalie, oltre ad identificare sin da subito lo scarico responsabile, contrariamente a quanto avviene con i sistemi di rilevazione tradizionali. Un aspetto ed un vantaggio non di poco conto soprattutto se si valuta il tutto in un’ottica di tutela del corretto funzionamento degli impianti di depurazione nonché di massima prevenzione dai rischi connessi all’inquinamento.

«L’input ad innovare i sistemi di monitoraggio e di controllo a tutela dei cittadini che serviamo – spiega il Direttore di Acque Bresciane Paolo Saurgnani- rappresenta certamente una delle priorità che come azienda ci siamo posti in questi ultimi anni. La crescente presenza di contaminanti nelle acque reflue di scarico, urbane e non, rappresenta un fenomeno di inquinamento sempre più evidente. Tutto questo è un elemento di rischio per il sistema idrico nel suo complesso, se non è pensato in una prospettiva di resilienza, cioè capacità di far fronte a cambiamenti, anche inattesi, garantendo una continuità del servizio, reale e percepita».

Non è la prima volta che Acque Bresciane “prende in prestito” tecnologia israeliana per affrontare in maniera efficace alcuni ambiti della gestione del servizio idrico, come accadde ad esempio nella rilevazione satellitare delle perdite reti che permise nel 2018, in soli due mesi, di monitorare circa 700 km di rete e riparare 42 punti critici. Una collaborazione mediata anche in questo caso da BM tecnologie, azienda leader nell’applicazione di Tecnologie Industriali e che opera da anni nei processi di ottimizzazione del servizio idrico integrato e, in particolare, nel monitoraggio delle reti fognarie e idriche.

«L’impegno di Acque Bresciane per la sostenibilità passa anche da qui, attraverso questi progetti pilota, innovativi, che ci portano ad essere tra le prime aziende pubbliche a tracciare gli scarichi in maniera così puntuale e soprattutto in un’ottica di prevenzione» commenta il Presidente di Acque Bresciane «grazie alla collaborazione delle Amministrazioni Comunali proviamo insomma a fare da “diga” cercando di sensibilizzare e contagiare in maniera positiva le diverse realtà (produttive e non) presenti sui territori gestiti». Ed è proprio il Sindaco di Palazzolo Gabriele Zanni a a precisare di come «l’intervento sia utile ad acquisire elementi importanti per le Amministrazioni e le imprese al fine di adottare politiche di salvaguardia ambientale, a tutela della cittadinanza. Il progetto, infatti, non ha finalità inquisitorie né tanto meno punitive, ma è volto ad attivare collaborazioni costruttive tra il pubblico e le varie realtà private coinvolte. Ringraziamo pertanto Acque Bresciane per questa sensibilità e attenzione anche verso la nostra Comunità. »

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