🔴 Coronavirus, hotel già in crisi: prenotazioni a zero in città, sui monti e sul Garda

Federalberghi - l'associazione che rappresenta circa 450 strutture sulle 700 bresciane - nelle scorse ore ha divulgato numeri inquietanti

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Hotel
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Le stanze degli bresciano sono vuote. E le prenotazioni non arrivano. E’ già drammatico, sul versante economico, il bilanco degli effetti del sugli alberghi bresciani. E purtroppo le conseguenze si sentiranno per diversi mesi, perché nelle località più turistiche molte prenotazioni per l’estate sarebbero dovute arrivare proprio in questi giorni.

Anche Federalberghi – l’associazione che rappresenta circa 450 strutture sulle 700 bresciane – nelle scorse ore ha diffuso l’allarme e divulgato numeri inquietanti. Attualmente il grado di occupazione delle strutture ricettive bresciane, infatti, è attorno al 5 per cento, contro il 60 per cento abituale.

Ma non solo. Nelle valli e nelle località sciistiche (Tonale, Maniva etc) sono già arrivate disdette da tutta Italia (le gite sono sospese in tutta Italia e molte scolaresche avevano in programma la settimana bianca), ma anche da tutta europa. I tedeschi, gli austriaci, ma anche francesi e belgi e i più benestanti dell’Europa dell’Est (che negli ultimi anni avevano conquistato una quota significativa rispetto al totale) hanno deciso di annullare le loro vacanze nel timore del contagio.

Sul Garda, ancora, gli alberghi sono vuoti e molti hanno deciso di chiudere temporaneamente. E non solo sulla sponda bresciana. Perché – racconta a BsNews.it il titolare di un hotel di Malcesine – “di solito in questo periodo arrivavano in media due prenotazioni al giorno dalla Germania, mentre da qualche giorno siamo a zero”.

Sul lago e in città si sono fermati anche tutti (o quasi) coloro che lavorano con convegni e meeting aziendali. Nel Capoluogo sarebbero già cinque gli hotel chiusi e tra questi c’è anche l’hotel Vittoria, l’unico cinque stelle cittadino.

Il settore – che dà lavoro a ben 8mila persone (senza considerare l’indotto su , negozi, bar e via dicendo) – è già in forte difficoltà. E invoca a gran voce sostegni. Ma il timore è che bisognerà attendere la stabilizzazione del problema Coronavirus in tutta Europa prima di ripartire.

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