CORONAVIRUS, ecco le richieste e le proposte del Pd camuno

Un elenco di richieste e richieste molto dettagliato, ma sintetizzato da un hashtag molto semplice: #BastaTagli alla Sanità e al Sociale

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Pier Luigi Mottinelli, BsNews.it
Pier Luigi Mottinelli, BsNews.it

Con un lungo documento diffuso ieri, il portavoce del camuno – ed ex presidente della Provincia – sottolinea le priorità del Partito democratico per far fronte all’emergenza di . Un elenco di richieste e richieste molto dettagliato, ma sintetizzato da un hashtag molto semplice: #BastaTagli alla Sanità e al Sociale. Di seguito il testo integrale della nota.

IL DOCUMENTO INTEGRALE DEL PD CAMUNO

In Sede di Assemblea di Zona per l’elezione del Portavoce di Zona, ci eravamo prefissi di intervenire ed esprimere le nostre opinioni sui temi di carattere generale e locale ed avevamo proposto ai Sindaci ed ai Comuni impegnati per il rinnovo degli Enti Comprensoriali un Decalogo, che aveva dato molta importanza alla sanità ed al sociale .

Purtroppo, gli accadimenti di queste settimane, dopo la proclamazione dello Stato di Emergenza Nazionale del 31 Gennaio e la dichiarazione della Pandemia Mondiale da parte dell’OMS, ci riportano di prepotenza alla nostra attenzione, come tali temi sono essenziali per la vita stessa delle nostre comunità e che vanno coniugati con attenzione e politiche lungimiranti, che dimostrino con l’adeguatezza delle risorse la priorità nelle politiche dello sviluppo.

#BastaTagli alla Sanità e al Sociale.

Tutti gli iscritti e simpatizzanti del Partito Democratico di Valla Camonica, dalla nostra Parlamentare agli Amministratori locali sino ai Portavoce di Circolo e ai singoli cittadini, stanno portando avanti in questi giorni una battaglia quotidiana contro il virus, ognuno di noi facendo la propria parte, ma uniti con un unico obiettivo comune.

Tutti noi siamo quindi impegnati ogni giorno a reperire e distribuire i dispositivi di protezione individuale necessari ai cittadini e agli operatori sanitari che combattono il virus in prima linea, a sostenere le RSA nella difficile gestione ordinaria dello svolgimento dei propri servizi, a promuovere iniziative per la distribuzione porta a porta della spesa e dei farmaci, a promuovere e portare avanti forme di aiuto per le persone sole o quelle in difficoltà, non solo dal punto di vista economico ma anche di sostegno e supporto umano e sociale, mossi dalla grande attenzione e sensibilità che ci contraddistingue da sempre verso le fasce più deboli.

Nelle Amministrazioni locali e negli Enti Comprensoriali stiamo lavorando con impegno e sacrificio per garantire la continuità dei servizi di cui la comunità ha bisogno quotidianamente, al fine di star vicini ai cittadini e fargli vivere i minori disagi possibili, rafforzando al contempo il senso di appartenenza ad una comunità, nella speranza che quanto prima la pandemia allenti la propria morsa e tutti noi possiamo tornare a riprenderci le nostre vite.

Stiamo portando avanti anche un lavoro di raccordo tra gli Enti e di informazione per tutti i cittadini, pubblicando di volta in volta sul nostro profilo facebook PD Vallecamonica tutti i link utili rispetto al Decreto “Cura Italia” e le misure che il Governo ha studiato finora, unitamente alle forme di aiuto e sostegno che il Partito Democratico ha portato avanti in Regione Lombardia.

Abbiamo ascoltato medici di medicina generale e ospedalieri, operatori sanitari , la Dirigenza di ATS e ASST, gli operatori e amministratori dei Servizi Sociali dei Comuni (ATSP), Sindaci e amministratori, CMVC e BIM, RSA, rappresentanti del Terzo Settore e delle forme organizzate del volontariato sociosanitario; tutti accomunati da un unico obiettivo: la tutela della salute di tutti i cittadini e che hanno a cuore l’efficacia e l’efficienza, in ogni condizione ed evento, del nostro Sistema Sanitario.

A Tutti loro va il nostro più caloroso ringraziamento e la nostra vicinanza e solidarietà proattiva.

In Veneto viene ricoverato il 26% dei casi infetti, in Emilia-Romagna il 47% e in Lombardia il 75%, ma i decessi sono meno del 3% in Veneto, mentre in Regione Lombardia si attestano intorno al 9%. Per contro l’assistenza domiciliare raggiunge appena il 14,5% in Lombardia contro il Veneto al 65% e l’Emilia Romagna al 46%. Questo dato insieme ad altre valutazioni fa emergere le criticità legate allo smantellamento in Lombardia della medicina territoriale per puntare esclusivamente sull’ospedalizzazione del malato ieri e oggi dei pazienti positivi al test.

Consideriamo prioritario esprimere la convinzione che la Valle, anche in questa drammatica pandemia, costituisce un esempio importante ed esemplare di Valle Alpina Resiliente e possa rappresentare un Bacino Ottimale peri Servizi Sanitari e Assistenziali, come dalle felici intuizioni che avevano portato all’ottenimento dell’Autonomia Sanitaria- ndr. L.R 15/98 (dovremo chiedere con forza che venga ripristinata alla conclusione dell’emergenza) e alla nascita dell’Azienda Territoriale Servizi alla Persona.

Pertanto:

  1. Bisogna tornare a dare spazio alla sanità territoriale, da troppo tempo trascurata a vantaggio delle strutture ospedaliere, un territorio che oggi vede uno scarso personale sanitario dei DIPARTIMENTI DI PREVENZIONE E DAGLI MMG, che vanno supportati con risorse economiche, informatiche e umane e tutelati nella loro sicurezza.
  2. Grande sostegno va dato alle CURE DOMICILIARI, TENENDO SOTTO STRETTA SORVEGLIANZA I PAZIENTI con tutti i mezzi, compresa la telemedicina, soprattutto i pazienti anziani e quelli particolarmente fragili per essere pronti al trasferimento in caso di peggioramento delle condizioni (follow up), alle strutture sanitarie e potenziare le informazioni in merito ai casi sospetti. È necessario facilitare la nascita di centri servizi in cui operatori addestrati informare e monitorare la popolazione a rischio, pazienti dimessi oppure con sintomatologia sospetta anche attraverso l’utilizzo di app. Occorre attivare anche da noi le Unità Speciali di Continuità Assistenziali per valutare sul posto la condizione polmonare dei pazienti
  3. Occorre fornire ai Medici Medicina Generale, oltre ai supporti generici (le risorse e le mascherine chirurgiche) anche tutti i DPI specifici (occhiali, maschere fpp2 e fpp3 camici, calzari visiere, ecc.) e affiancare al MMG la figura dell’infermiere di comunità o di famiglia, istituito dalla Legge Regionale 23 dell’11-08-2015. Definito all’Art.10.par. 10 “Nell’ambito del settore delle cure primarie… è istituito il servizio dell’infermiere di famiglia e delle professioni sanitarie singolo o associato a disposizione del cittadino.

Anche nel documento OMS “HEALT 21” viene introdotta la figura dell’infermiere di Famiglia: Professionista chiave nella salute primaria, che può dare un contributo sostanziale nella promozione della salute, prevenzione delle malattie, gestione della cronicità/fragilità, svolgendo il suo ruolo nell’assistenza diretta (OBIETTIVO 15).

  1. La soluzione di mandare nelle CASE DI RIPOSO (RSA) non solo i sintomatici positivi, ma anche quelli che vengono dimessi clinicamente guariti, ma ancora infetti (al fine di interrompere la catena del contagio) è sbagliata e non va bene, perché è molto pericolosa, sia perché produce contagio in comunità estremamente fragili e a rischio, sia perché rappresentano fonte possibile di focolaio. Questo senza contare la preparazione necessaria e la necessità di utilizzare un quantitativo sufficiente dispositivi di protezione individuale da parte del personale sanitario, che andrebbe necessariamente rafforzato in termini di numeri.
  2. Diventa improcrastinabile valutare L’OPPORTUNITÀ DI REQUISIRE o AFFITTARE GLI ALBERGHI VUOTI con camere e bagno, sia per evitare il ricovero in RSA, sia perché non tutte le persone dispongono di abitazioni con bagno e stanza da letto dedicata.
  3. Si chiede quindi di documentare in via brevissima e diretta quanti sono i posti reali disponibili di Terapia intensiva tra Sanità Pubblica e Sanità Privata, intervenendo d’autorità su quest’ultima, nella rete ospedaliera Bresciana e Lombarda, per concentrare i pazienti con Covid-19 (in particolare con necessità di terapia intensiva e sub intensiva) e per prevenire la disseminazione di questi pazienti in tutti gli ospedali lombardi con ulteriori rischi di contagio.

Ribadiamo, ancora, con orgoglio, essendo stati protagonisti dell’Autonomia Sanitaria della Valle Camonica, riconosciuta con l.r.15/98, cancellata dalla Legge Regionale 23 dell’11-08-2015, che ha realizzato la felice intuizione del Sistema Ospedaliero di Valle Camonica, articolato nei presidi Ospedalieri di Esine e Edolo, che oggi dimostra di essere una risposta adeguata all’emergenza, meglio di altre zone lombarde, calibrato sulle esigenze della popolazione della nostra Valle.

  1. Provvedere da subito alla CARENZA DI DISPOSITIVI SANITARI DI SICUREZZA (DPI) per gli MMG, le persone di supporto, gli operatori ospedalieri, ed extraospedalieri (MMG, Infermieri, personale ausiliario…), il personale delle RSA ed i pazienti delle stesse, al personale dell’ATSP e del Terzo Settore che assistono in strutture e domicilio famiglie e persone con fragilità, disabilità. Ne va garantita l’adeguata fornitura agli operatori esposti sulla base delle condivise indicazioni sia dell’OMS che di ISS.
  2. OSPEDALI DEDICATI, DA CAMPO O ALTRI (BERGAMO e BRESCIA)

E’ opportuno ripercorrere le iniziative messe in atto nelle zone più a rischio (ex zona rossa di Codogno, Piacenza e Cremona) al fine di identificare eventuali specificità e/o errori nel sistema e intervenire immediatamente per mitigare gli effetti dell’epidemia in atto e attivare urgentemente personale, posti letto intensivi ed attività di monitoraggio dei contatti sani e malati nelle provincie di Brescia e Bergamo. Su questo va sostenuta l’iniziativa del Comune di Brescia con gli Spedali Civili di Brescia.

  1. TEST e TAMPONI.

Per prevenire le infezioni e salvare vite umane occorre (come prevede il VADEMECUM DELL’OMS e come ribadito a metà Marzo da Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale Dell’organizzazione Mondiale Della Sanità) EFFETTUARE I TAMPONI DI CONTROLLO SU TUTTI I SOSPETTI POSITIVI, ANCHE A DOMICILIO E SUI CONTATTI STRETTI DI COLORO CHE HANNO UNA POSITIVITA’ ACCERTATA (FAMIGLIARI, CONVIVENTI), ISOLANDOLI A DOMICILIO E SE IMPOSSIBILITATI IN STRUTTURE DEDICATE. Questi poi devono essere costantemente controllati al domicilio tramite anche con il contact tracing (anche se negativi nell’immediato perché possono sviluppare la positività successivamente).

Va da sé i Test della temperatura corporea vanno effettuati su tutte le situazioni a rischio, tutto il personale sanitario e non SOLO delle strutture ospedaliere, ma anche tra i MMG, il personale e i pazienti delle RSA e il personale dell’assistenza domiciliare integrata del Servizio Domiciliare Assistenziale.

  1. Individuare modalità di sostegno delle FAMIGLIE DEI DISABILI che hanno i figli a casa da scuola attraverso la rete dei Servizi Socio Assistenziali rese dai Comuni tramite l’Azienda dei Servizi Territoriali alla Persona. Anche su questo sono necessarie specifiche indicazioni regionali in materia di accreditamenti e libertà nell’erogare i servizi; indicazioni purtroppo che mancano del tutto.
  2. Cogliere questo momento per COLLEGARE DAVVERO ADI E SAD, non solo sulla carta. È una occasione fondamentale per le politiche di prevenzione e di realizzazione di reti territoriali integrate

Nel breve tempo occorre unire tutti gli enti erogatori di ADI suddividendoli equamente sul territorio e uniformando formazione del personale e condivisione di protocolli e procedure operative. Ciò permetterebbe, inoltre di rimanere connessi al fine di scambiare dati certi sulle reali esigenze e casi Covid del territorio.

In conclusione, ringraziando per l’attenzione, ci uniamo e condividiamo l’invito dei Presidenti delle Province di Brescia, Samuele Alghisi, e Bergamo, Gianfranco Gafforelli, rivolto a tutti i Sindaci delle due Province, affinché il prossimo 31 Marzo alle ore 12 espongano le bandiere a mezz’asta e di raccolgano , con indosso la fascia tricolore davanti ai Municipi, per un minuto di silenzio, a nome delle loro cittadinanze, per onorare i defunti colpiti dall’epidemia ed esprimere la vicinanza a tutte le famiglie colpite che soffrono.  

Ci sembra un segno di fratellanza tra le due comunità più colpite in Italia.

Il Portavoce di Zona

Pier Luigi Mottinelli

Valle Camonica, 29 Marzo 2019

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Ultimo aggiornamento il 6 Luglio 2020 17:02

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