🍷 La quarantena? Meno Champagne e più Barbera per tutti… | BARBERA E CHAMPAGNE/16

Con ristoranti, locali e bar chiusi era facile aspettarsi un crollo della richiesta di vino. Ma così sembra non essere andata...

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Vino in quarantena, rielaborazione grafica BsNews.it
Stefano Bergomi
Stefano Bergomi

di Stefano Bergomi* ([email protected]) – Nei giorni scorsi Vinitaly (Verona Fiere) e Nomisma hanno rilasciato una interessante indagine sugli effetti del lockdown sui consumi di in Italia.

Non mancano gli spunti di riflessione rispetto al particolare periodo storico che stiamo vivendo, in funzione delle risposte rilasciate dagli oltre mille intervistati.

La richiesta non crolla. Con ristoranti, locali e bar chiusi era facile aspettarsi un crollo della richiesta di vino. Ma così sembra non essere andata. Buona la tenuta, con il 55% degli intervistati che ha dichiarato di aver mantenuto inalterato il proprio livello di consumo di vino. E se il 34% ammette la riduzione, ben il 14% in media segnala un incremento.

Quote maggiori, fino al 18% di incremento, si sono registrate per le categoria dei lavoratori in Smart Working, per i Millenials e per gli abitanti del Centro Italia.

Consumo di vino in quarantena, tabella Stefano Bergomi

Motivi dell’aumento. Tra le principali motivazioni addotte a giustificazione dell’aumento ben il 42% degli intervistati ha segnalato la maggiore operosità in cucina e, quindi, la volontà di accompagnare con un buon vino gli sforzi fatti ai fornelli.

Il 23% ha invece indicato come il vino fosse un ottimo compagno con il quale rilassarsi, avendo più tempo a disposizione.

Da non sottovalutare infine il 9% che ha dichiarato di aver bevuto di più grazie agli aperitivi a distanza, attraverso videochiamate con amici e parenti.

Se a livello di quantitativi la domanda, nella sostanza, si conferma, gli effetti maggiori del lockdown sono riscontrabili nella modalità di approvvigionamento. Oltre alle consegne a domicilio effettuate direttamente da cantine, enoteche, bar e ristoranti, si sono imposte nuove tendenze di acquisto e la riscoperta di vecchie consuetudini

Boom del commercio on line attraverso piattaforme specializzate. Si è registrato un incremento esponenziale di richieste e consegne attraverso le piattaforme specializzate dell’e-commerce di vino. Ad esempio Tannico, tra le più importanti e strutturate realtà del settore, ha dichiarato che nel periodo di blocco i volumi sono triplicati rispetto all’anno precedente, con prospettive di fatturato a fine anno di 30 mln€ (+ 50% sul 2019). Numerosi gli utenti che si sono accostati a tale esperienza di acquisto per la prima volta, proprio in conseguenza delle limitazioni imposte dai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Incremento della GDO. Il canale di vendita che ha svolto la parte da leone a supporto della richiesta, rigorosamente famigliare e domestica, è stata la Grande Distribuzione Organizzata. E’ proprio sugli scaffali dei supermercati dove gli italiani hanno trovato le bottiglie per soddisfare la propria sete.

Attraverso specifica ricerca, Vinitaly segnala come nel periodo fra Gennaio e Pasqua 2020 nella Distribuzione Moderna (iper, super, discount) le vendite di vino abbiano registrato una crescita a volume del 7,9%, e del 6,9% in valore. Su tutti in evidenza i vini IGP/IGT (indicazione geografica) con un +10,5% a volume e + 7,7% in valore.

Sul podio dei vini a maggior tasso di crescita nella GDO solo bianchi, con il Lugana a primeggiare su Ribolla e Pinot grigio.

I venti di crisi economica che aleggiano in conseguenza del dilagare della pandemia hanno portato molti consumatori a rivedere le proprie politiche di acquisto, tralasciando etichette di fascia “premium” per concentrarsi sulla scoperta di vini quotidiani, economicamente abbordabili, comunque di qualità, per accompagnare pranzi e cene casalinghi.

Vistoso il crollo di consumo di bollicine pregiate soprattutto nel periodo delle festività pasquali, a significare evidentemente la poca voglia di festeggiare degli italiani.

In fin dei conti, si può affermare che in lockdown si è bevuto meno champagne, ma più barbera!

Barbera 2016, foto Stefano Bergomi

Barbera DOC, LE GINESTRE (Grinzane Cavour – Piemonte)

Le Ginestre è una cantina a conduzione famigliare sita a Grinzane, piccolo comune a sud di Alba, famoso per aver dato i natali al fù Camillo Benso.

Se capitate da quelli parti irrinunciabile la visita al castello, sede dell’enoteca regionale piemontese.

La loro barbera è frutto di un vigneto situato a Monforte d’Alba, soleggiato e con fondo marnoso.

Nel calice il vino si presenta con un granato intenso e riflessi violacei.

Al naso il timbro è intenso, i consueti richiami di frutta a bacca rossa, ciliegia soprattutto, sono ammantati da note di cioccolato e tabacco, frutto del passaggio in legno di rovere per un anno.

In bocca parte contratto, con una dominante freschezza, per poi spiegare le vele riempiendola con un gusto pieno, di buon equilibrio, su un finale speziato.

Buona degustazione!

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Ultimo aggiornamento il 31 Maggio 2020 11:23

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