Rafforzare il governo per evitare la tempesta… anche locale | di Claudio Bragaglio

"Solo se si parte dal Paese reale poi…l’Intendenza – ovvero gli abitanti di alcuni Palazzi e di relativi caveau – seguiranno"

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Claudio Bragaglio, opinionista BsNews

di Claudio Bragaglio – Cosa ha detto di eclatante l’on. Andrea Orlando? Che “nelle prossime settimane vedremo attacchi al governo finalizzati alla sua caduta, ispirati anche da centri economici e dell’informazione”. Condivido, è la fotografia dei fatti.

Ma se l’attacco è di tale insidiosità è pure indispensabile porsi il problema di “come “ fronteggiarlo. Basta una chiamata alle armi in difesa di Fort Apache? Ciò che è necessario – ma ancora carente – è la risposta politica e di governo alla profondità della crisi, che non può rimanere la stessa predisposta nella fase pre-Covid.

“Resistere, resistere, resistere” potrebbe essere la bandiera d’una coalizione, quand’anche minoritaria, ma sorretta da uno spirito “eroico” di resistenti animati da ferrea convinzione, unità, determinazione e capacità. Ma è di tal fatta il nostro “spirito del tempo”?

L’evocazione stessa delle elezioni anticipate sarebbe efficace se la maggioranza – PD, M5S, Leu, IV – si presentasse unita a tale appuntamento. Ma già sappiamo – senza alcun dubbio amletico – che per ora non è così. Quindi ci si ritroverebbe pure con un PD solitario al 22% e con questo suo fallimento di Governo.

Ritengo che la forza dell’attacco – evidenziato da Orlando – sia data proprio dalle debolezze della maggioranza di Governo. Ed è proprio questo fatto che rende più agguerriti gli avversari, che confidano proprio nello sbrego delle palizzate di Fort Apache. Ed agiscono di conseguenza.

Ritengo inadeguate le risposte finora date. Due anni ancora così non si reggono ed il PD si ritroverebbe messo poi al giogo obbligato o d’un voto privo d’una alternativa democratica, o come l’appendice d’un “governissimo” imposto dalla Destra.

Da questa realistica convinzione, e non da illusioni, si deve ripartire. L’offensiva in atto – certo alimentata anche dagli appetiti finanziari – s’incunea nello squilibrio esistente tra le enormi risorse messe in campo ed il deficit di autorevolezza del Governo. Parlo d’una autorevolezza in rapporto al Paese, ancor prima che al Palazzo. Con ricorrenti divisioni che stanno stringendo il laccio al collo anche degli stessi protagonisti d’una tale politica corsara, di Italia Viva e M5S.

Ecco perché ritengo che proprio dall’emergenza, debba venire oggi la spinta – di fronte al Paese – d’una risposta politica di rafforzamento della attuale maggioranza, di un suo allargamento, a maggior ragione in presenza di un Centro Destra sempre più diviso. Per una riqualificazione, anche programmatica, del Governo Conte, consapevoli che alcuni ministri – anche del PD e non solo del M5S – sono inadeguati. Parlo del recupero d’un deficit di governo agli occhi del Paese, che viene addirittura aggravato dalla enorme quantità delle risorse anti-crisi messe in campo!

Renzi vuole un nuovo “contratto”? Senza ingenuità, ma pure senza paura della propria ombra si apra un confronto vero e …si veda! Se c’è del buono lo si colga, se c’è del trucco lo si lascia! Il recupero d’un rapporto con Bonino e Calenda di cui non si colgono segni. Il valore dei Sindaci, espresso da un civismo che si è misurato – si veda in Lombardia, Milano, Brescia, Bergamo…- nell’emergenza Covid. Con quel rilievo da “classe dirigente nazionale”, su cui è intervenuto anche il sindaco Del Bono in un convegno agli Artigianelli. Per dire poi anche del mondo dell’impresa e del lavoro, di Cgil, Cisl e Uil, con il ruolo decisivo da loro svolto in fasi cruciali. E su cui si sta cimentando con incisività anche la nuova leadership di Maurizio Landini.

Insistente è l’obiezione che anche un semplice “rimpasto” di Governo ci esporrebbe al rischio d’una crisi. Sono convinto del contrario. A maggior ragione dopo il voto di maggioranza – molto significativo proprio sul piano politico – che ha respinto le mozioni di sfiducia per il ministro Bonafede.

Se in presenza d’una discontinuità e d’una nuova fase di ricostruzione anti Covid non si è in condizione di rafforzare la maggioranza di Governo – chiudendo i varchi aperti con una nuova e più robusta palizzata – vuol dire che non siamo neppure in grado di reggere l’offensiva in atto contro il Governo e che il destino nostro è bell’e che segnato.

Da parte mia resto convinto del contrario, a condizione di interpretare lo spirito della ricostruzione, che non è quello di imboscarsi, ma di far fronte all’emergenza sociale. Di rafforzare Governo e maggioranza, guardando proprio al Paese delle forze sociali, civiche e delle comunità locali. Ma, qui ed ora, questo va fatto! Prima che l’attacco al Governo già annunciato si trasformi in tempesta. Infatti solo se si parte dal Paese reale poi…l’Intendenza – ovvero gli abitanti di alcuni Palazzi e di relativi caveau – seguiranno. Come da tempo: democrazia “versus” economia. Quindi anche poco di nuovo sotto il sole.

* Presidente Direzione lombarda PD

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7 Commenti

  1. Può darsi che il paradigma politico della modernità, checché voglia dire, resista ma tu Claudio ti preoccupi del presente e fai bene.
    Due annotazioni brevi da parte mia. La prima riguarda le parole di Orlando. I potentati economici sono, per struttura, sempre governativi e se brontolano contro il governo, usando anche tutti i mezzi, quindi anche quelli della comunicazione, a loro disposizione, è perché vogliono ottenere di più. Fanno il loro mestiere, cioè i loro interessi. Sta alle forze politiche arginarle. Quindi al governo. Decida.
    La seconda riguarda il terrore che ha la sinistra di ricorrere al voto “privo di una alternativa democratica”. Ecco è proprio questo atteggiamento di sfiducia nel buon senso di quell’elettorato che per anni ha votato DC o PCI che tiene la sinistra governativa ancorata ai vaneggiamenti grillini e impedisce quell’allargamento della maggioranza che auspichi.
    Della soluzione, da te più sostenuta, di un governo dei sindaci non ne parlo perché richiederebbe, da parte mia, maggior comprensione di quale potrebbe esserne lo svolgimento pratico: qualche sindaco ministro? Mi parrebbe una soluzione tecnica e non politica; quindi ne taccio.
    Ti leggo sempre con piacere, in questo deserto di silenzi.

  2. Elio solo un cenno, per messaggio ricevuto, e per un sentito ringraziamento e come sempre il mio apprezzamento. Ma oggi e domani mi debbo occupare solo di Trasporto Pubblico Locale, che ha la precedenza. Il cenno – po’ furbastro lo ammetto – rimanda nel tuo campo di gioco questa palla. Se le maggioranze di forze e di consensi, tra il Governo nazionale e numerosi Governi locali (parlo anche delle tante Brescie del caso, anche in Lombardia) che si può fare? Eppure nella situazione per noi peggiore, dal punto di vista politico, hai tutti i Comuni capoluoghi, a partire da Milano, Brescia, Bergamo….a maggioranza di centro sinistra… che vuol dire? Da parte mia tento una risposta. Il PD da più di 10 anni ha praticato due linee opposte, quella nazionale ed illusa del PD solitario, maggioritario e…suicidario (da me mai condivisa) e quella delle grandi alleanze politiche e civiche a livello locale. Un varco che ha fatto anche la fortuna del M5S (basta confrontare anche i loro diversi voti nazionali e locali). A volte (raramente) la Capitale è più avanti del Contado, ma da 10 anni è vero proprio il contrario! Quindi abbiam da risalire questa china….è non è facile!

    • Giusto ed assolutamente legittimo occuparsi di equlibri, di tenuta del Governo e della maggioranza che oggi guida il Paese. Soprattutto per chi, come il Prof Bragaglio, ha dedicato l’intera esistenza ad occuparsi di politica e di gestione della cosa pubblica. Oggi però la sensazione è che l’emergenza sanitaria, con ciò che ne conseguirà, abbiano già spostato radicalmente attenzioni e priorità sulla tenuta sociale del Paese, a sua volta strettamente saldata alla tenuta economica pubblica e privata.
      Si può già cominciare ad intuire quali danni il virus possa produrre in un Paese come l’Italia che deteneva già prima dell’epidemia una serie di tristi record: entità del debito pubblico, peggiore dinamica percentuale del PIL negli ultimi vent’anni a livello europeo, alta disoccupazione giovanile, indici disarmanti di produttività ed efficienza sia pubblica che privata, bassa competitività delle imprese, burocrazia esasperata, scarsi investimenti e poca attrattività internazionale, assenza di piani industriali nazionali, sistema bancario appesantito dalle sofferenze e…chi più ne ha più ne metta.
      Questo per dire che esaurita la fase del cosiddetto “ristoro” a pioggia per privati, famiglie ed imprese (bonus, cassa integrazione, redditi straordinari, accesso garantito al credito, sanatorie, ecc.) da parte del Governo solo con ulteriore indebitamento dello Stato, si aprirà a breve una inevitabile fase recessiva e depressiva le cui conseguenze saranno talmente drammatiche a tutti i livelli da non consentire più spazi di manovra all’ Esecutivo.
      E così, quando salirà pericolosamente la tensione sociale, con migliaia di attività scomparse, milioni di disoccupati e l’escalation della povertà, raccattare un Renzi di qua e un Calenda di là, una Bonino di su o un D’Alema di giù, servirà davvero a ben poco. Quel giorno temo che sapremo con certezza solo di quanto Salvini e la Meloni avranno superato la soglia del 50% dei consensi (oggi sono già al 39,3%)…

  3. Non sono tanto pessimista ma l’unica strada che ha questo governo è una bella, improvvisa, decimazione del risparmio degli Italiano e poi elezioni. Ma non lo farà, decisione troppo progressista (gli ottocentisti direbbero “di sinistra”)

  4. Stradivarius sei uno dei pochi capace di mettermi a nudo le famose due (o più) anime che molti di noi, di sinistra, hanno in petto. Touché. Chissà che un giorno possa avere il piacere di conoscerti. La prima anima ti dà tutte le ragioni per quel che hai detto. Anche per quel rischio – con e dopo Conte – d’una destra che possa vincere. Vero poi che l’emergenza sanitaria ha già spostato priorità sulla tenuta sociale ed economica del Paese. Vero che esaurita la fase di “ristoro” a pioggia, vi sarà un enorme indebitamento, con una possibile fase drammatica di recessione. Con tensione sociale alle stelle e milioni di disoccupati. Come si fa – mi dici – a raccattare un Renzi, un Calenda od un D’Alema come una soluzione? Da ciò il rischio della vittoria della Destra. Questa è l’anima della tua (e pure mia) ragione! Ma…ma….è quell’altra anima – sì quella che appare ai tuoi occhi come l’anima del torto – che mi (ci) impone il “che fare” per impedirla. Vedo anch’io la fragilità (se poi ci metti pure la tua ironia…) delle nostre proposte in campo. Ma è a questa seconda anima (quella appunto del “che fare”) a cui mi aggrappo, facendo quel che si deve e che si può. La prima mi da ragione (e sono in tua compagnia), ma è solo la seconda che mi sprona alla speranza (persino: spes contra spem, come sai). Col ricorso anche a quel bricolage delle varie ma necessarie cose riguardanti persone, formule politiche ed a volte anche… miserie. Sono tra quelli che augurano al Paese di trovare sul proprio cammino Draghi. Ma chi lo evoca tutto e subito oggi – a condizioni politiche oggi impossibili – in realtà lo vuole utilizzare come un grimaldello per far saltare Conte e far precipitare tutto. Ho girovagato un po’ per dirti che non sempre la cosa più vera è anche la cosa di per sé più utile, necessaria e saggia per il Paese .

    • Sì, ma come finale c’è pure:” il sogno è l’infinita ombra del vero” (Pascoli in “Alexandros”)…

  5. Penso che il professore Bragaglio ha ragione a proporre il cambio di alcuni ministri, il PD non si sente, la scuola è in mano ad una persona inadeguata, e l’elenco può continuare. Il suo messaggio mi sembra chiaro che bisogna prepararsi al peggio.

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