Movida e Covid-19: niente grida, serve responsabilità | di Roberto Cammarata

"No, le cose complesse non si risolvono con sterili accuse né con facili ricette, né individuando e additando il nemico di turno o scaricando colpe su altri"

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Roberto Cammarata

di Roberto Cammarata* – È passato anche il primo fine settimana dopo le riaperture. Quello che si è visto non è né bello, né rassicurante. Da diversi punti di vista. Non lo è per le situazioni di incoscienza e scarso rispetto a cui abbiamo assistito, e nemmeno per la qualità del dibattito che da esse è scaturito.

Io credo che dopo tre mesi sia ora di finirla con l’atteggiamento di chi due giorni prima grida “basta! è ora di riaprire tutto! non ce la facciamo più” e due giorni dopo pontifica che si doveva tenere chiuso questo o quello e che è da irresponsabili aver riaperto.

Non se ne può più dei professionisti della semplificazione, che sull’onda di una foto che diventa virale hanno già pronta dopo due minuti la ricetta salvifica da proporre urbi et orbi, ricetta ovviamente impraticabile, o inefficace, ma chi se ne importa… l’importante è far vedere che si è più bravi degli altri e più veloci nello spararla grossa.

No, le cose complesse non si risolvono con sterili accuse né con facili ricette, né individuando e additando il nemico di turno o scaricando colpe su altri. Si risolvono con il lavoro di comprensione del fenomeno, di studio e di condivisione delle misure più efficaci da assumere, che non sono mai una sola, ma necessariamente diverse e coordinate: alcune generali e alcune mirate, a seconda dei contesti, dei luoghi e dei soggetti a cui sono rivolte.
Così, ad esempio, quando il rimpallo tra apertura e chiusura mostra la corda, ecco emergere la nuova parolina magica: contingentamento. Sì giusto, contingentiamo gli ingressi. Ma dove? In piazzale Arnaldo forse è fattibile (anche se non certo semplice) e verrà tentato. Ma poi? Pensiamo che la questione sia risolta? Contingentiamo anche piazza Tebaldo? e tutto il comparto di via Trieste/Tosio/Cattaneo? E poi, contingentiamo piazza Duomo, e il Carmine e Brescia Due e Via Crocifissa?

Lo sappiamo vero che la movida si sposta, come i liquidi nei vasi comunicanti? Se abbiamo diecimila persone (non solo ragazzi) in cerca di svago e divertimento e se le norme che glielo consentono sono già loro ambigue e difficilmente applicabili (chi misura il mancato rispetto dei 100 cm minimi di distanza per comminare eventuali sanzioni? chi mi dice se la mascherina me la sono tolta 10 secondi prima o 4 minuti prima del sorso di birra?) capite che il rischio è che il problema lo risolvi (forse) da una parte e ti si crea dall’altra. E a quale prezzo? Quello di discriminare preventivamente alcuni esercizi pubblici rispetto ad altri, sulla base di un processo alle intenzioni?

No, non è sostenibile. Lo può essere come sanzione, o azione puntuale, non come strategia generale. No, l’unica parola veramente magica (ma tutt’altro che semplice da tradurre in azione) è responsabilità. Da parte di tutti: dei clienti, dei gestori, di noi amministratori e delle forze dell’ordine. Laddove questa è praticata, e lo abbiamo visto perché per fortuna non pochi lo hanno fatto, la cosa funziona. Dove si pensa di poterne fare a meno, il disastro è servito in pochi minuti.

Allora, per favore, abbassiamo tutti i toni e condividiamo lo sforzo con cui il Sindaco, l’amministrazione comunale, la stampa locale e la maggior parte dei gestori dei locali, stanno cercando di costruire quella consapevolezza diffusa che l’unica strada percorribile è quella di una libertà responsabile. Non solo all’ora dell’aperitivo o dello svago serale.
Moderazione, gradualità, prudenza sono le categorie da applicare nelle nostre interazioni. Chi non le pratica deve sapere che va incontro non solo al rischio del contagio (cosa che, purtroppo, sembra interessare sempre meno) ma anche a quello della sanzione. Sapendo che quando la sanzione non riuscirà ad essere individuale dovrà, per forza di cose, essere collettiva (che significa ulteriori chiusure e restrizioni per tutti).

A noi la scelta.

Presidente consiglio comunale di Brescia

(Versione ampliata del contributo su Opinions)

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