Cannabinoidi: cosa è e cosa non è legale in Italia?

La Corte di Cassazione italiana ha recentemente stabilito che la coltivazione di piccole quantità di erba in casa per uso privato è legale, ma la legislazione ufficiale rimane ancora poco chiara

0
Primo via libera all'utilizzo della Cannabis per uso teraupeutico, il relatore della proposta è il deputato Alfredo Bazoli di Brescia
Cannabis per uso teraupeutico, foto archivio

La Corte di Cassazione italiana ha recentemente stabilito che la coltivazione di piccole quantità di erba in casa per uso privato è legale, ma la legislazione ufficiale rimane ancora poco chiara.

In una sentenza storica la Corte Suprema italiana ha stabilito poco prima di Natale che “coltivare piccole quantità di cannabis in casa per uso esclusivo del coltivatore” non è più un reato penale nel paese.

La sentenza ha fatto seguito a un appello di un uomo che si trovava ad affrontare accuse penali per avere due piante di marijuana che aveva coltivato in casa.

Piccolo sguardo al percorso di questa legge

La coltivazione e la vendita di marijuana è stata illegale secondo una legislazione che risale agli anni ’90, ma da allora decisioni giudiziarie incoerenti hanno causato confusione intorno alla legge.

L’ultima di queste è arrivata solo poche settimane fa, quando il parlamento italiano ha votato per legalizzare la produzione e la vendita presso tabaccherie e altri negozi specializzati di una forma più debole di cannabis soprannominata “cannabis light“, solo che il Senato italiano ha bloccato la legge pochi giorni dopo.

Può darsi che con questa nuova legislazione che prevede la coltivazione di piccole quantità di cannabis per uso personale ci sia anche un’ulteriore legalizzazione che deve ancora arrivare, dato che i dettagli della sentenza della Corte Suprema non sono ancora stati resi noti e potrebbero volerci settimane o mesi prima che una sentenza più ufficiale e dettagliata venga rilasciata.

Per esempio, rimane ancora la questione di cosa costituisca una “coltivazione su piccola scala”. Avere tre piante è legale ma non quattro?

Non è ancora chiaro se la sentenza della Corte Suprema distingue tra le piante di cannabis che vengono chiamate canapa o marijuana.

Differenza  tra le piante canapa e marijuana

La prima è più comunemente associata all’olio di CBD e ai suoi molti altri usi, mentre la seconda è nota per avere più dello 0,3% del composto di THC che può indurre effetti psicotropi ed euforici se fumata o ingerita.

Oltre ad essere una questione complessa da comprendere appieno, la legislazione sulla cannabis è anche una questione altamente divisiva nella sfera politica italiana.

Matteo Salvini, leader del partito di estrema destra ed ex ministro dell’Interno, ha recentemente affermato che “la droga fa male e bisogna dimenticarsi di coltivarla o di comprarla nei negozi”. Per altri, come Matteo Mantero, senatore del Movimento a 5 stelle co-regolatore, invece, la questione ha un’enorme potenziale per lo stato, le autorità e i privati.

Quindi, che si tratti di comprarla, coltivarla o fumarla, la verità rimane che nessuna legislazione sulla cannabis è ancora ben radicata e chiara in Italia. Come ha detto il senatore Maurizio Gasparri di Forza Italia, “la stessa corte di cassazione ha recentemente emesso sentenze ben diverse, che hanno tagliato il commercio della cosiddetta cannabis light”.

Quindi, prima di iniziare una qualsiasi piantagione casalinga, dovremo prima capire bene cosa è stato scritto nella legge, al fine di evitare una qualsiasi multa o denuncia.

 

Clicca per votare questo post
[Total: 0 Average: 0]

Comments

comments

Lascia una risposta (la prima volta la redazione deve accettarla)

Per favore lascia il tuo commento
Per favore inserisci qui il tuo nome