CORONAVIRUS, quattro progetti di ricerca del Civile finanziati dalla Regione

Sono stati recentemente resi pubblici gli esiti relativi all’assegnazione di finanziamenti alla ricerca in ambito sanitario connessa all’emergenza Covid-19, a seguito di bandi pubblici competitivi di Regione Lombardia – DG Welfare e DG Ricerca Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione, Fondazione Cariplo e Fondazione Veronesi

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Ospedale Civile, foto da Google Maps

Sono stati recentemente resi pubblici gli esiti relativi all’assegnazione di finanziamenti alla
ricerca in ambito sanitario connessa all’emergenza Covid-19, a seguito di bandi pubblici
competitivi di Regione Lombardia – DG Welfare e DG Ricerca Innovazione, Università,
Export e Internazionalizzazione, Fondazione Cariplo e Fondazione Veronesi. Quattro i progetti per i quali ASST Spedali Civili di Brescia è stata selezionata, come
Capofila (per il progetto “Risposta immune in pazienti con COVID-19 e co-morbidità”) o
come Partner (per i progetti “Neuro Virtual Hospital”, “Strokovid”, “COVitaminD trial”).

“I quattro progetti rientrano nella lista dei migliori progetti giudicati meritevoli da un panel
di revisori esperti per le specifiche tematiche di ricerca oggetto di studio – ricorda il Direttore Generale Massimo Lombardo – e si tratta di un importante traguardo per l’ASST Spedali Civili in materia di ricerca traslazionale, con immediate ricadute in ambito clinico. Grazie anche per conto di tutta la Direzione aziendale per questo importante riconoscimento che si somma a riconoscimenti simili ricevuti nel corso degli anni e che contribuirà di certo ad arricchire la già esistente rete di collaborazioni con altri Enti di ricerca nazionali ed internazionali”.

Sintesi dei Progetti

Il progetto “Risposta immune in pazienti con COVID-19 e co-morbidità”, alla guida della
Dr.ssa Luisa Imberti, si pone l’obiettivo di studiare l’assetto immunitario in pazienti con
infezione da Covid-19, che presentino specifiche co-morbidità, ovvero patologie che
influenzano la funzionalità del sistema immunitario (malattie autoimmuni come la sclerosi
multipla, immunodeficienze primitive e acquisite, patologie onco-ematologiche, nefropatie
e trapianti renali). Tali condizioni potrebbero alterare la risposta immune anti-virale.
Verranno inoltre studiati pazienti pediatrici, caratterizzati, per definizione, da un sistema
immunitario in evoluzione. Verrà studiata la caratterizzazione delle sottopopolazioni linfocitarie, la composizione del repertorio di cellule T e B e mappatura di antigeni-virus specifici, la risposta sierologica durante l’infezione acuta e la fase di convalescenza, l’analisi dei livelli di citochine e chemochine, oltre a studi di proteomica. Tale progetto permetterà di definire l’evoluzione della risposta immunitaria durante la fase acuta malattia e durante il periodo di convalescenza, e permetterà di valutare le possibili differenze nella risposta immune anti-SARS-CoV-2 nei pazienti con differenti co-morbidità. Lo studio finanziato vede l’ASST Spedali Civili di Brescia come Ente Capofila. Il progetto sarà svolto presso il Laboratorio CREA del dipartimento dei laboratori dell’ASST Spedali Civili di Brescia, in collaborazione con altri Enti Partner, quali la Divisione di Nefrologica dell’Università degli Studi di Brescia, la Clinica Pediatrica dell’Università degli Studi di Pavia, il Dipartimento di Patofisiologia e Trapianto dell’Università di Milano e vari laboratori del National Institute of Health di Bethesda.

Altra area oggetto di ricerca, sarà l’ambito neurologico, con i due progetti “Neuro Virtual
Hospital” e “Strokovid”. Le difficoltà nella gestione clinico-assistenziale dei pazienti neurologici emerse durante l’emergenza Covid-19 hanno portato l’attenzione su modelli alternativi di presa in carico (es. televisita, teleconsulto), applicabili anche in condizioni non emergenziali con potenziale beneficio nell’ottimizzazione delle risorse. Tuttavia, la gestione di pazienti complessi potrebbe beneficiare anche di sistemi che consentano a specialisti afferenti alla stessa o a più strutture ospedaliere di collaborare in modo “virtuale” tra loro (Virtual Hospital). Tali sistemi, ampiamente diffusi nei paesi anglosassoni, consentirebbero di proseguire anche in condizioni emergenziali la presa in carico dei pazienti affetti da patologie complesse per i quali un ritardo nell’inquadramento diagnostico-terapeutico potrebbe determinare conseguenze irreversibili e, al tempo stesso, di ridurre al minimo l’accesso dei pazienti in ospedale, ottimizzando le risorse sanitarie disponibili. Il presente progetto, alla guida del Prof. Alessandro Padovani, Direttore dell’UO Neurologia dell’ASST Spedali Civili, si propone di sviluppare e porre le basi per la validazione di un sistema di presa in carico multidisciplinare virtuale (Neuro Virtual Hospital) dei pazienti affetti da patologie neurologiche e neurochirurgiche complesse (incluse le manifestazioni neurologiche nell’ambito del Covid-19). Il modello verrà applicato attraverso l’utilizzo di una piattaforma dedicata che sarà implementata attraverso la collaborazione fra la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, quale Capofila e Unità Operative a diverso indirizzo specialistico afferenti a quattro centri ospedalieri lombardi (Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, U.O.C. Malattie Cerebrovascolari e Stroke Unit della IRCCS Fondazione Mondino di Pavia, ASST Spedali Civili di Brescia, ASST Nord Milano). Il Prof. Alessandro Padovani sarà la guida per l’UO Neurologia dell’ASST Spedali Civili.
Il progetto “Strokovid”, alla guida del Prof. Alessandro Pezzini dell’UO Neurologia, è stato strutturato con la finalità di definire l’associazione tra infezione da SARS-CoV-2 e ictus ischemico cerebrale. Il processo infiammatorio indotto dal virus SARS-CoV-2 sembrerebbe favorire il processo biologico di trombosi, ovvero la formazione di coaguli all’interno dei vasi sanguigni. Il virus potrebbe, inoltre, favorire l’insorgenza di ictus ischemico poiché in grado di infettare direttamente le cellule che rivestono le pareti dei vasi arteriosi (cellule endoteliali), determinando un’infiammazione del vaso stesso (vasculite) o, comunque, un danno dell’endotelio (vasculopatia). Inoltre, sono tuttora molte le questioni aperte relativamente all’associazione tra infezione da SARS-CoV-2 e ictus ischemico cerebrale.

Accanto alla valutazione delle manifestazioni e dei meccanismi alla base degli eventi ischemici cerebrali acuti in pazienti infetti e non, lo studio finanziato include anche la valutazione dell’impatto clinico relativo all’adozione di strategie terapeutiche di
ricanalizzazione per ischemia cerebrale acuta (trombolisi sistemica per via venosa o di
trattamenti endovascolari. Infine, la progettualità prevede anche la definizione dell’impatto dell’infezione da Covid-19 sulla prognosi a breve e lungo termine dei pazienti colpiti da ictus ischemico acuto. Il progetto scientifico sarà suddiviso in una fase iniziale di valutazione retrospettiva dei pazienti e raccolta dei dati relativi alla degenza intra-ospedaliera e in una fase successiva di valutazione degli stessi pazienti e della loro prognosi a distanza di 3 mesi e di 1 anno dall’evento acuto. I risultati che emergeranno da questo progetto di ricerca potranno contribuire a comprendere meglio i meccanismi responsabili di ictus cerebrale ischemico nei soggetti infetti e, pertanto, di definire strategie di trattamento il più possibile mirate in questi pazienti, tanto nella fase acuta della malattia, quanto nella fase post-acuta, per la prevenzione a lungo termine di nuovi eventi ischemici. Lo studio fornirà, inoltre, informazioni indispensabili per ridefinire – ove necessario – i percorsi organizzativi per la gestione extra ed intra-ospedaliera di questi pazienti. Lo studio vede la Neurologia dell’ASST di Mantova quale Capofila, in collaborazione con la UO Neurologia dell’ ASST Spedali Civili di Brescia quale Partner, insieme ad altri Enti fra cui ASST Papa Giovanni XXIII (Bergamo). ASST di Cremona, ASST di Monza.

L’ambito oncologico vede coinvolta l’UO Oncologia dell’ASST Spedali Civili, con il progetto “COVitaminD trial”, alla guida del Prof. Paolo Bossi. Obiettivo principale dello studio è indagare se l’integrazione di vitamina D possa aiutare ad aumentare la risposta immunitaria all’infezione da Covid-19, in pazienti con patologia oncologica attiva, con sintomi indotti dal virus che siano assenti o minimi e che non richiedano ricovero al momento della diagnosi. Si tratta di trial in doppio cieco, di fase II randomizzato, controllato con placebo di supplementazione con vitamina D in pazienti con patologia tumorale attiva e dimostrazione di positività al tampone per Covid-19. Questo studio vedrà coinvolti quei pazienti con patologia tumorale in trattamento attivo con terapia sistemica o radioterapia o che hanno ricevuto un intervento chirurgico nell’ultimo mese. Inoltre, una parte importante dello studio sarà poi costituito dalla valutazione traslazionale, su siero e plasma (ruolo delle citochine infiammatorie) e sulla composizione del microbiota. Inoltre, sarà indagato il tempo dell’eliminazione virale e della sieroconversione. Lo studio permetterà di studiare in maniera prospettica una coorte consecutiva di pazienti, che verranno inclusi nelo studio in caso di lsotiivtà del tampone. I risultati porteranno a definire il ruolo della vitamina D in questo setting di pazienti e legare ai risultati un dato di ricerca preclincia. Il progetto finanziato è frutto di una collaborazione tra Istituto Europeo di Oncologia (Capofila), ed ASST Spedali Civili di Brescia, ASST di Monza ed Università degli Studi di Milano-Bicocca, coinvolti come Partner.

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Ultimo aggiornamento il 14 Luglio 2020 22:56

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