Rovato, “il Comune fa propaganda elettorale”: l’accusa finisce sul tavolo di Agcom e prefetto

Lo scontro riguarda in particolare la pagina Facebook Vivi Rovato (collegata a un sito omonimo), su cui compaiono annunci elettorali dei candidati e il cui gestore è un soggetto che ha recentemente ottenuto l'affidamento di 2.000 euro proprio per una campagna promozionale via social

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Il sindaco di Rovato Tiziano Belotti
Il sindaco di Rovato Tiziano Belotti

Dopo la polemica – e lo scambio di accuse reciproche – per il dibattito pubblico a cui erano presenti solo due candidati su sei, a Rovato infiamma nuovamente la polemica elettorale. E stavolta l’accusa (ovviamente tutta da verificare) che due candidati su sei muovono al Comune guidato dal ricandidato è quella di aver finanziato una pagina Facebook su cui di fatto verrebbe fatta propaganda elettorale. Una circostanza, quella ipotizzata, che rientrerebbe – secondo l’interpretazione di alcuni dei contendenti – tra quelle vietate dalla legge e che per questo è stata già oggetto di due segnalazioni distinte – una ad AgCom e prefettura, l’altra a a Corecom, Corte dei conti e prefetto – da parte dei candidati.

Lo scontro riguarda in particolare la pagina Facebook Vivi Rovato (collegata a un sito omonimo), su cui compaiono annunci elettorali dei candidati e il cui gestore è un soggetto che ha recentemente ottenuto l’affidamento di 2.000 euro + Iva per una generica campagna promozionale via social. Un’iniziativa pubblicizzata anche con manifesti comparsi nei giorni scorsi nel paese.

“Abbiamo presentato stamane un esposto al Prefetto di Brescia e all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCom) – si legge in una nota di RovatoW, lista civica guidata da che candida a sindaco Renato Bonassi – per il sito www.vivirovato.info e per la pagina Facebook Vivi Rovato, iniziativa finanziata dal Comune di Rovato”. Il gruppo punta il dito sullo stanziamento del Comune di 2.000 euro indicandolo come collegato, sulla possibile confondibilità di nome e logo con quello del movimento (il movimento si chiama RovatoW pronunciato Rovato Viva) e sul fatto che la pagina “si caratterizza per fare propaganda al Comune, al Sindaco Belotti e a tutte le iniziative del Comune”. “Abbiamo fatto presente la cosa – continua il comunicato – ma nessuno ci ha mai preso in considerazione (…). E la cosa continua (…). Ma c’è di più. L’iniziativa Vivi Rovato è pagata direttamente dal Comune con i soldi di tutti i cittadini (…)”. Da qui – citando l’art 9 della Legge 22 Febbraio 2000, n. 28, secondo cui è “vietato a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni” – la decisione di “presentare un ricorso al Prefetto di Brescia e ad AGCOM perchè questa roba finisca”.
Ma quasi in contemporanea anche la Liga (gruppo di ex leghisti che candida Maurizio Festa) ha attaccato l’amministrazione sullo stesso tema, annunciando di aver presentato ricorso a prefettura, Corecom e Corte dei conti. “Vivi Rovato è un prodotto del Comune o finanziato con i soldi del Comune?”, domanda la Liga in una nota citando delibere e post, chiedendo conto del rispetto del divieto di comunicazione promozionale ed elettorale ai Comuni, del perché “se siete finanziati dal comune sul vostro sito e sulla pagina Facebook non c’è nessun cenno a questo?” e del fatto se i diritti di affissione siano stati pagati dal Comune. “Tale pagina è uno strumento di propaganda elettorale con i soldi dei rovatesi? – domanda Festa nel post – Sono domande e vorrei avere risposte, visto che fino ad oggi non le ho avute”.

I FATTI

A giugno, con firma della dirigente, il Comune ha incaricato una società che si occupa di comunicazione alla realizzazione di una “campagna pubblicitaria social e servizi vari connessi, per un importo complessivo pari ad € 2.000,00 oltre Iva 22% di € 440,00 per un totale di € 2.440,00” (nella premessa si legge: “Preso atto che l’Amministrazione Comunale, ai fini della valorizzazione del territorio, della promozione del turismo e del commercio locale, sta organizzando diverse iniziative che intende pubblicizzare e divulgare per incentivare la partecipazione del pubblico”). A inizio agosto – secondo quanto segnalano i candidati – la stessa società ha pubblicato un post sulla propria pagina Facebook per annunciare la nascita di “Vivi Rovato nuovo progetto di comunicazione comunale, realizzato in collaborazione con la Città di Rovato”: sulla pagina citata – che nata il 30 luglio – si legge solo che l’intento è quello di diffondere “LE NOTIZIE BUONE DI ROVATO”. Nei giorni scorsi, quindi, sulle bacheche comunali di Rovato sono anche comparsi manifesti con il logo del Comune e di  “Rovato Eventi” per pubblicizzare il sito www.vivirovato.info (slogan “tutto il buono di Rovato”) con riferimento anche a Facebook. Secondo quanto si può osservare da un’analisi superficiale, va precisato, il sito e la pagina Facebook non riportano oggi riferimenti immediatamente visibili al Comune (si legge solo un riferimento nella privacy del sito alla società destinataria dei fondi comunali, indicata come “gestore del sito”), nè si esplicitano eventuali finanziamenti da parte dell’ente pubblico. A settembre, sulla pagina Facebook di ViviRovato è comparso anche un appello ai candidati a presentarsi in 60 secondi, con un ordine deciso  tramite “sorteggio” (hanno aderito cinque candidati su sei, con l’esclusione di Festa): uno degli oggetti della polemica.

Manifesto nelle bacheche comunali, foto da RovatoW

IL NODO DELLA PUBBLICITA’ ELETTORALE

L’accusa di alcuni dei candidati che si oppongono a Tiziano Belotti è quella che – sempre nell’ipotesi asserita che parliamo di un’iniziativa finanziata dal Comune – le attività della pagina non sarebbero compatibili con le leggi che stabiliscono per gli enti locali – dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto – il divieto “di svolgere attività di comunicazione, ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace svolgimento delle proprie funzioni”. Il divieto copre ogni forma di propaganda, prevedendo di fatto che le amministrazioni debbano astenersi non solo dalle manifestazioni volte ad appoggiare le liste o i candidati impegnati nel confronto elettorale (propaganda elettorale in forma diretta), ma anche da tutti gli interventi che, avendo come finalità principale la promozione dell’immagine politica o dell’attività istituzionale dell’ente, favoriscano una rappresentazione positiva o negativa di una determinata opzione elettorale.

Resta ovviamente da capire se quanto accaduto rientri o meno in queste fattispecie, così come rimangono da verificare le altre accuse mosse dai due candidati (a partire dall’eventuale collegamento diretto o indiretto tra pagina citata e Comune), su cui saranno chiamate ad esprimersi le autorità destinatarie delle segnalazioni.

Rimaniamo come sempre a disposizione del Comune e dei soggetti coinvolti a qualsiasi titolo per pubblicare repliche o chiarimenti ([email protected]).

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