Referendum, il perché di un Sì di sinistra | di Claudio Bragaglio

CONTRO L'AGGIRAMENTO IN ATTO DELLA DESTRA, I RISCHI DELLA DIFESA DELLA LINEA MAGINOT

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Claudio Bragaglio, opinionista BsNews

di Claudio Bragaglio – Nella cornice museale del lavoro in Val Trompia, a Tavernole sul Mella, con il “monumento” d’un maglio ad acqua in bella mostra, s’è svolto un interessante confronto – promosso dai giovani di Face to Face – sul Referendum. Un confronto con argomenti e stima reciproca tra il sen. Eugenio Comicini (Italia Viva) e Fabrizio Benzoni (Azione) per il No, Dario Violi (M5S) ed il sottoscritto (PD) per il Sì. Moderato dal Presidente della Valtrompia  Massimo Ottelli. Nessuno s’è sottratto agli argomenti più noti di carattere costituzionale, ma volutamente ho sottoposto agli interlocutori un elemento che rappresenta per me una novità sostanziale delle ultime settimane, soprattutto con l’uscita dell’on. Giorgetti della Lega quando ha sostenuto che la vittoria del Sì avrebbe rafforzato il Governo Conte. Giorgetti è tra i più intelligenti della Lega ed ha colto la novità d’un clima cambiato. Infatti la riduzione dei Parlamentari era condizionata dal ritenere scontato il consenso del Paese. In base a ciò, chi per convinzione, chi per opportunismo s’è allineato ad un tale “idem sentire”, con un voto in Parlamento quasi al 100%. Con il PD che ha cambiato posizione in quarta votazione in fase di formazione di Governo con il M5S. All’interno poi delle varie forze, compreso il PD, sono emersi sempre più i distinguo dei No. Di vari costituzionalisti e poi di Giornali che han fatto – come un partito tra partiti – quel che sappiamo. Per molti la campagna elettorale si conclude sull’onda di come era cominciata, senza avvertire la potente virata in atto in questi giorni. Con la Destra che ha colto al balzo la novità sostanziale, mentre il Centro Sinistra traccheggia sul già detto e il ridetto. Compulsivamente. Con la conferma del No, buon ultimo, anche di Veltroni.

Il primo tempo vedeva in campo un No che per vari motivi (nobili o meno che fossero) voleva limitare l’ondata grillina e populista. Spuntare le ali al M5S, o al PD zingarettiano od a Conte. Quindi mutilare una vittoria data per scontata. Ma l’ultimo tempo, invece, offre tutt’altra situazione, con la Destra che passa dal Sì al No, seguendo il flauto magico di Giorgetti. Con il Centro Sinistra che neppure coglie la rischiosità della virata.

Nell’incontro di Tavernole sono ricorso ad una metafora militare che si rifà alla vicenda del 1940, quando i francesi s’attardavano in difesa della linea Maginot, mentre le armate tedesche la aggiravano dal Belgio vincendo la battaglia di Sedan, presso la Mosa.

La battaglia politica di queste ultime ore si combatte presso Sedan o in difesa della linea Maginot della Costituzione? Per me, questo Referendum non riguarda alcun fondamentale principio costituzionale, visto che nel ’70 quando si son fatte le Regioni ed eletti mille “parlamentari” regionali, con potestà legislative, già allora si sostenne il taglio dei “romani”. Dall’83 in poi, varie Commissioni bicamerali, da Bozzi a D’Alema, a Renzi tutti allineati per la riduzione. Ma così no, si dice, perché manca il “quadro”. Chiedo: ma che “quadri” eran mai quelli, dal ’70 in poi, visto che – in costanza del taglio dei Parlamentari – abbiamo cambiato cento volte, sposando quasi tutte le diverse forme di governo: semipresidenzialismi, cancellierati, premierati…molte contorsioni di varie leggi elettorali, dall’iper maggioritario al proporzionale. Comprese le liste bloccate che, ben prima del famigerato Porcellum di Calderoli, sono state introdotte da noi in Regione Toscana. Confermate poi con il Rosatellum. Questa la vera “nefandezza”, in fatto di rappresentanza, ha detto Letta. Concordo. E non già il numero.

Supponiamo pure che siano fondate le ragioni di principio e di ordine costituzionale, del No. Se perdiamo la battaglia tutta politica di aggiramento in atto che fine fa la stessa Costituzione-Maginot ed i soldati che son lì, con le armi in mano, senza spostarsi invece a Sedan? Parlo proprio della famosa “Costituzione materiale”, per riprendere la definizione di Costantino Mortati, una volta che venga aggirata dalla vittoria politica della Destra in Italia. Certo i Parlamentari saran rimasti in mille, ma con il rischio maggioritario di voti e volti di Salvini e di Meloni. Leggo Veltroni che ci dice che anche se perdiamo si va avanti. Bene. Come lui quando si dimise dopo la sconfitta della Sardegna? O come D’Alema quando perse le regionali? O come Renzi (la cui riforma ho sostenuto) sconfitto al Referendum? La politica ha le sue regole aspre e ferree. Solo nel “Paese delle meraviglie” un’Alice fa galleggiare in aria il tetto che ti crolla in testa.

L’amico Comicini ha osservato che nessun dirigente del PD sosteneva tale cosa. Gli ho risposto che non si deve aspettare la voce sincera d’un bambino per accorgersi quando un re può esser nudo.

Molti nel Centro Sinistra, su Regioni e Referendum, han fatto un uso disinvolto della sega infierendo su quel ramo dove tutti siam seduti. Chi per salvare la verginità della propria anima, chi per rifarsela dopo averla troppe volte persa, chi solo per dannare l’anima altrui nello stolido tentativo di poter salvare la propria.

La politica non sopporta parole scaramantiche. Il precedente dello stesso Renzi insegna. Se vincono o debordano i No può reggere un Governo basato su un impegno smentito da esponenti del PD, prima che dal voto dei cittadini? Può reggere un Parlamento che quasi unanime vota una riforma costituzionale travolta poi dal voto dei cittadini? Penso di no. Per questo, per condividendo alcune serie preoccupazioni del No, peraltro fatte proprie da Zingaretti quando ha accolto la proposta di Violante per il rilancio del Bicameralismo differenziato, per quel che mi riguarda, mi tengo i miei dubbi, ma scelgo di combattere la Destra a Sedan e non l’attendismo del No di sinistra sulla linea Maginot.

SI PRECISA CHE IL PRESENTE ARTICOLO NON RAPPRESENTA L’OPINIONE DEL SITO, MA DEL SUO AUTORE. QUESTO SPAZIO, OVVIAMENTE, E’ A DISPOSIZIONE ANCHE DI AUTOREVOLI FIGURE BRESCIANE CHE VOGLIANO RAPPRESENTARE PUBBLICAMENTE LE RAGIONI DEL NO.

Ultimo aggiornamento il 20 Ottobre 2020 09:18

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