🎧 Musica: i bresciani Supercollider festeggiano i primi dieci anni con un nuovo album

Disponibile dal 25 settembre, l’album è la raccolta di dieci anni di lavoro, in studio e dal vivo, per i quattro musicisti bresciani

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I Supercollider: Giorgio Gabusi, Matteo Magatelli Andrea Bastiani e Fabio Minari, foto da ufficio stampa

(f.m.) Dopo un EP e svariati singoli, dopo collaborazioni e live, la dei SUPERCOLLIDER arriva al turning point: la band originaria di Brescia, nota per il sound brit-rock e le sue melodie reminiscenti dei gloriosi anni ’90, pubblica per l’etichetta TRB di Andrea Tognassi NOBODY ANYWHERE (qui il link per ascoltarlo su Spotify), un album di dieci brani (più uno, la ghost track Girl, assolutamente imperdibile per intensità e poesia) che testimonia l’evoluzione artistica e tematica dei quattro musicisti, saldi componenti della band fin dagli inizi. Una comunione di intenti e di suoni che traspare inequivocabile fra le canzoni di questo lavoro imperdibile.

È un viaggio sonoro coinvolgente e mai stancante, fra atmosfere anche molto distanti fra loro (per esempio l’hard rock più spinto di Burn This Love contrapposto alle sognanti sonorità della strumentale Orange Juice), che in poco più di 40 minuti sa dare un’istantanea multicolore della musica dei SUPERCOLLIDER. Le chitarre di Andrea Bastiani sono la base sulla quale si costruiscono gli intrecci di assoli suggestivi di Matteo Magatelli (qui ancora al lavoro anche sulle tastiere con risultati emozionanti, come nella ballata Ghosts On Thursday Evening), mentre il timone ritmico rimane saldamente ancorato fra le mani del rodato duo composto da Giorgio Gabusi (eccellente il drumming sul funk di Strange As Usual) e Fabio Minari (il cui basso dai suoni saturi troneggia nel remix di uno dei brani più amati dai fans, ovvero Same Old Me).

L’esperienza non si improvvisa né si compra, e i SUPERCOLLIDER lo dimostrano completamente con questa prova di forza: NOBODY ANYWHERE è a tutti gli effetti un disco frutto del lavoro in studio e dal vivo di una band che ha fatto dell’approccio old-school il proprio vessillo; il risultato finale è un prodotto privo di fronzoli, integralmente “suonato”, capace di conservare tutto il sapore di un live. Fra la magnetica intro strumentale A Moody Storm, il cavallo di battaglia 4:47 – Thoughts Undone e la doverosa riproposizione dell’ultimo singolo del 2019 (il languido blues God Only Knows), menzione speciale merita l’inedito che chiude l’album, Not Undone, piccolo capolavoro di sonorità eighties dalla trama ritmica complessa – ma mai inaccessibile – e dotato di un’atmosfera generale che sembra esplodere nel ritornello grazie all’ipnotico riff di chitarra dal gusto pinkfloydiano.

In un panorama musicale che sembra essersi dimenticato degli album, quasi fossero esperienze musicali ridondanti se confrontate con quelle mordi-e-fuggi dei singoli, NOBODY ANYWHERE dei SUPERCOLLIDER rappresenta sì una mosca bianca, ma dalla qualità non sottintendibile e che ci ricorda come le eccezioni non solo esistano, ma addirittura servano. E, per fortuna, ci sono ancora.

>>>> ASCOLTA NOBODY ANYWHERE CLICCANDO QUI (SITO ESTERNO)

>>>> LEGGI L’INTERVISTA AI SUPERCOLLIDER SUL NUOVO ALBUM

Nobody anywhere, il nuovo album dei Supercollider, foto da ufficio stampa

CHI SONO I SUPERCOLLIDER?

SUPERCOLLIDER è un progetto nato nel 2010 grazie alla volontà di 2 amici: l’idea di partenza era assemblare il lavoro svolto in molti anni di passione musicale. Fabio e Andrea, impegnati musicalmente in alcune band con repertorio cover, decidono di chiamare un compagno di vecchia data, Giorgio, per sperimentare nuove tipologie ritmiche su pezzi nati durante alcune jam sessions: i brani sono in Inglese, le sonorità invece mescolano i gusti variegati e le immortali passioni per il sound inglese e americano dei membri della band. Immediatamente l’urgenza di una più profonda dimensione sonora ha portato Fabio a contattare un altro amico dei tempi dell’università, Matteo. Il nucleo dei SUPERCOLLIDER è nato e pienamente funzionante: ecco quindi i primi brani e le prime esibizioni live su palchi di qualsiasi tipo e dimensione. La band registra un EP omonimo contenente 4 brani che iniziano a girare sulle radio indipendenti della provincia di Brescia, raccogliendo consensi: è il momento della massima presenza live della band, che fra 2013 e 2014 inanella una serie di 15 spettacoli culminanti con la finale dell’Emergenza Festival del 2014. Seguono partecipazioni a diversi festival e contest, l’approdo alle fasi finali di SanRemo Rock 2018, con annessa esibizione sul palco del Teatro Ariston, e il palco milanese di Rock Targato Italia. Nell’estate del 2018 arriva la firma del loro primo contratto discografico con la TRBrec di Andrea Tognassi: con un repertorio nuovo e ampliato e un disco in lavorazione, i SUPERCOLLIDER tornano quindi a calcare i palchi con un tour nell’estate 2019 utile al rodaggio dei nuovi inediti, pronti a finire in studio. Dopo i singoli All Your Time e Sunlight (2017), Joke (2018) e la remaster del loro omonimo EP (2018), la band pubblica il singolo God Only Knows (2019) che fa da apripista all’album NOBODY ANYWHERE (2020), in uscita sotto il marchio TRBrec.

ANDREA BASTIANI (guitars)

Andrea nasce a Brescia nel 1985. Ha iniziato a suonare fin da subito, appena quindicenne, ma già da piccolo era un attento ascoltatore dei chitarristi più virtuosi: il suo colpo di fulmine con lo strumento è avvenuto con “Sultans of Swing” dei Dire Straits. E’ sempre stato un ottimo amico di Fabio, con il quale ha sovente elaborato numerose idee musicali ed artistiche. E’ il 2000 quando Andrea inizia a prendere le prime lezioni di chitarra, cercando fin dai primi passi uno stile che possa definirsi davvero suo: subito vuole mettersi alla prova, e guadagna delle esibizione sporadiche su qualche palco come chitarrista d’appoggio. La sua prima avventura musicale in un vero gruppo è con i LFC (Little Fried Chickens), band che forma insieme a Fabio e che si propone dapprima con un repertorio di covers, ma che ben presto inizia a elaborare pezzi propri, alcuni dei quali sono ancora oggi vivi e vegeti nel repertorio di SUPERCOLLIDER. Andrea suona sia la chitarra elettrica che acustica e adora trovare strane e suggestive parti da interpretare senza soluzione di continuità. Spesso usa un capotasto mobile per trovare nuovi standard d’intonazione, così come accordature alternative. Andrea ama la voce di Mina e gli assoli di David Gilmour (curiosamente, Andrea trova emozionanti le espressioni facciali di Gilmour mentre suona); adora guardare le cose da una prospettiva elevata, la buona birra e godersi i film di Woody Allen. Fra i suoi sogni nel cassetto quello di poter un giorno lavorare alla colonna sonora di un film. Odia invece le persone false, la matematica e le minestre.

GIORGIO GABUSI (drums)

Giorgio nasce a Brescia nel 1983. E’ performer dal 1999, ma la sua esperienza con la musica comincia quando è ben più giovane: suo padre era un avido ascoltatore di musica, e Giorgio inizia subito a rovistare fra la sua sterminata collezione di dischi, fra i quali può godere di alcune delle gemme del rock anni ’70. Suo fratello maggiore, Andrea, giocherà altresì un ruolo importante nella sua formazione musicale introducendo Giorgio alle influenze grunge tipiche delle band del periodo contingente, gli anni ’90. Da ragazzo, comunque, Giorgio si limita ad ascoltare; la sua curiosità nei confronti della batteria è già presente, ma ben nascosta. Diciassettenne, decide di iscriversi a un corso di batteria presso un maestro della zona: per più di un anno Giorgio impara le basi tecniche, e non appena compie diciott’anni i suoi genitori gli regalano lo strumento che ancora oggi suona in sala prove, una Shure Action originale dei ’70. Da qui in poi inizia la vera avventura musicale, dapprima con prove solitarie nel seminterrato di casa, anche se i vicini sembrano non riuscire a gioirne… Nel 2003 Giorgio lavora come impiegato part-time e prosegue i suoi studi, ma la musica lo chiama e con i suoi primi risparmi corre a prendersi la tanto desiderata Pearl Export Set, equipaggiata con piatti assortiti Sabian e Zildjian: questa nuova strumentazione viene subito messa all’opera quando Giorgio forma un nuovo progetto musicale chiamato “Mirror Games”, un power trio con Nicola al basso e Gabriele alla chitarra e voce. La band è contraddistinta da sonorità rock/grunge, e molte delle critiche raccolte sono positive (spesso il parere del pubblico è che il gruppo esprima moods vicini a quelli dei Verdena): i “Mirror Games” vivono un periodo di 4 anni contraddistinto da performance live nel nord Italia e due album autoprodotti, “Il Decadimento della Traccia Mnestica” (2004) e “Through You” (2007). Dopo questa avventura, il gruppo si scioglie: Giorgio decide di prendersi una pausa e si sposa con la sua amatissima Francesca, ingrandendo la famiglia con l’arrivo dei piccoli Samuel e Noemi. Arriva la calda estate del 2010 e una telefonata di un paio di vecchi amici, Andrea e Fabio, riguardo un possibile progetto musicale tutto nuovo lo colpisce in piena fronte: niente cover e revival, ma qualcosa di completamente nuovo e da lavorare integralmente. Giorgio è entusiasta e accetta, dando di fatto il via alla primordiale formazione di SUPERCOLLIDER. Giorgio ama leggere, ascoltare la musica (nota la sua predilezione per i Radiohead) e starsene spaparanzato su divani di ogni forma e colore; adora la vera amicizia (magari bevendosi una birretta o due… ) e le spiagge. Disprezza profondamente i politici (con chiaro riferimento alla sola parte xenofoba) e la religione (quando questa diventa più un’azienda che altro); odia Wall Street e il capitalismo selvaggio, la TV-spazzatura, i broccoli e le diete.

MATTEO MAGATELLI (guitars)

Matteo nasce a Gardone Val Trompia nel 1978. Si avvicina al mondo della musica grazie a sua madre, che quando è ancora bambino gli fa ascoltare ripetutamente i classici italiani degli anni ’60 e ’70. La chitarra lo affascina a tal punto che a 14 anni decide di farsene prestare una da un amico, cominciando da autodidatta a mettere sulla tastiera i primi accordi. Le lezioni successivamente prese e qualche manuale per soddisfare le curiosità più particolari gli permetteranno di affinare tecnica, orecchio e gusto. Mark Knopfler, Steve Lukather, Brian May, Steve Vai e tanti altri diventano i suoi eroi adolescenziali. Dopo aver acquisito le basi dello strumento a sei corde, Matteo decide quindi di iscriversi alla scuola di musica Paideia non per approfondire ulteriormente la chitarra, ma per imparare a suonare il re degli strumenti: il pianoforte. Da allora suona l’uno e l’altra con ugual gusto, ed è sempre in cerca di nuove idee e sonorità. Fra i tanti progetti musicali trascorsi ama ricordare i “Fuori Forma”, con i quali tra il 2003 e il 2004 ha girato la provincia di Brescia con uno spettacolo musicale dal titolo “La vera storia di CR”, i “Rust&Dust” e i “DaddyGottaGo”.  Matteo ama lasciarsi andare quando esegue un brano, avvertendo l’emozione nel sentire il suono di una chitarra in un nuovo pezzo mentre questo prende forma. Fra i suoi interessi ci sono il graphic design e il mondo dei colori, la fotografia e la lettura, il comprendere le cose che ancora non conosce e l’ascolto della musica che non ha mai sentito prima. Ad affascinarlo sono le cose semplici e belle come la sua famiglia, composta da Nicoletta e dai piccoli Andrea e Cecilia. Odia invece il non riuscire a trovare la soluzione giusta quando serve, chi dà consigli senza ascoltare, la superficialità di chi giudica senza comprendere l’altro, il dover aggiustare le cose rotte e gli imprevisti negativi.

FABIO MINARI (vocals, bass)

Fabio nasce a Brescia nel 1980. Diventa musicista nel 1989 grazie al “tempo libero” diretta conseguenza di un incidente stradale che lo rende paraplegico, ma le vibrazioni della musica lo accompagnavano fin da bambino, quando sgattaiolava nel soggiorno per giochicchiare di nascosto con lo stereo del padre, anch’egli bassista. Fabio comincia a studiare la musica da autodidatta a 9 anni con il flauto traverso, ma presto il suo interesse lo porta altrove: tutto cambia quando papà gli regala a 10 anni un vetusto basso Status usato… è amore all’istante. Da allora Fabio inizia a strimpellare altri strumenti (come le chitarre e le percussioni), ma il suo feeling con il basso rimane unico e distinto. E’ il 1993 quando, appena tredicenne e armato di tanta voglia di fare, fonda la sua prima band, gli Intruders, insieme a 4 grandi amici (Stefano, Alessio, Paolo e Nicola): si tratta di una band di ragazzini che all’inizio propongono covers, ma la loro tenacia è tanta e tale da portarli a suonare dappertutto nella provincia bresciana e far durare l’esperienza sonora per anni, fino all’autoproduzione di due album d’inediti (“Into the Blue” e “Psychedelic”) e allo scioglimento nel 1999. Dopo ciò, spinto dal desiderio di musica a tutti i costi, Fabio entra in altre formazioni fino a fondare, insieme ad Andrea, i LFC (Little Fried Chickens), un’altra cover band che, insieme ad altri amici di vecchia data, riporta su numerosi palchi del nord Italia il suo basso e la sua voce. Attivissimo nel panorama musicale bresciano (compare in diverse formazioni live sia tribute che cover), Fabio adora gli strumenti vintage e fra le sue passioni ci sono la letteratura e la poesia a tutto tondo, la lavorazione del legno e il restauro (in particolare proprio di strumenti antichi e vintage), gli sport (calcio e basket in particolare), lo studio delle culture mondiali e gli animali di tutto il globo terracqueo. Odia invece la caccia indiscriminata, l’ignoranza (peggio quando non riconosciuta), il tecnicismo fine a sé stesso (nella musica come nella vita), gli smartphones, il trash metal e chiunque prevarichi con il proprio atteggiamento chiunque altro.

I Supercollider, foto da ufficio stampa
Ultimo aggiornamento il 20 Ottobre 2020 10:39

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Ultimo aggiornamento il 20 Ottobre 2020 10:39

 

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