🔴 CORONAVIRUS, in Lombardia studenti delle superiori in Dad fino al 24 gennaio

Filippo Ferrari, Consigliere Provinciale delegato alla Pubblica Istruzione: «Stiamo danneggiando una generazione intera, che da ormai un anno segue le lezioni davanti a un PC, senza un contatto diretto con gli insegnanti e senza la disciplina scolastica fondamentale e intrinseca nella partecipazione diretta che da sempre caratterizza la nostra formazione»

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studente in DAD - foto generica Foto di StartupStockPhotos da Pixabay
studente in DAD - foto generica - foto di StartupStockPhotos da Pixabay

Scuole superiori con didattica a distanza fino al 24 gennaio: a determinarlo è un’ordinanza di Regione Lombardia che dovrebbe essere ratificata in giornata.

«Preso atto delle valutazioni e delle risultanze di carattere sanitario, connesse all’attuale diffusione del Covid, condivise con il Comitato Tecnico Scientifico lombardo, Regione Lombardia ha assunto l’orientamento di proseguire le lezioni per le scuole secondarie di secondo grado con la didattica a distanza al 100%» annuncia infatti una nota della Regione.

La decisione acutizza la confusione della ripresa delle attività dopo le festività, con scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado aperte per didattica in presenza e superiori ancora in Dad. Per questo già ieri erano partite le proteste di alcuni degli istituti superiori di Brescia e di altre città italiane.

Contrario alle nuove disposizioni anche , Consigliere Provinciale delegato alla Pubblica Istruzione, che afferma: «Stiamo danneggiando una generazione intera, che da ormai un anno segue le lezioni davanti a un PC, senza un contatto diretto con gli insegnanti e senza la disciplina scolastica fondamentale e intrinseca nella partecipazione diretta che da sempre caratterizza la nostra formazione». Come per altre categorie e come auspicato da molti, Ferrari propone «che i ragazzi dai 16 ai 18 anni, dopo il personale sanitario, siano sottoposti a vaccinazione. È impensabile che la , gli studenti, e di conseguenza il nostro futuro, sia costretto a pagare le conseguenze di una emergenza sanitaria senza che l’istruzione sia considerata prioritaria a livello regionale».

«Mi auguro – conclude il consigliere provinciale – che si trovino presto soluzioni adeguate soprattutto in una provincia come quella di Brescia, che conta oltre 50mila studenti, che hanno pieno diritto allo studio e per i quali la Provincia non ha negato sforzi non solo per quanto riguarda la manutenzione degli Istituti e la sicurezza, anche anti-covid, grazie all’impegno dei dirigenti scolastici, ma anche per quanto riguarda il TPL».

 

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Ultimo aggiornamento il 11 Gennaio 2021 09:40

 

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