Vincitori e vinti (tra le colline della Franciacorta) | 🍷🥂 BARBERA & CHAMPAGNE/23

Nello scorso mese di giugno BSNEWS, nell'ambito di questa rubrica, ha promosso il sondaggio per eleggere la cantina più bella della Franciacorta. Il commento ai risultati...

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Cantine della Franciacorta, foto di Stefano Bergomi

di Stefano Bergomi* ([email protected]) – Winners and losers (vincitori e vinti) è una canzone dei Social Distortion, contenuta nel loro sesto album di studio del 2004, intitolato Sex, Love and Rock’N’Roll. Un punk con striature di blues e una lirica intimista da esame di coscienza, a mettere in fila i propri errori e quanto fatto di buono, in previsione della valutazione finale che non spetta al sacerdote con il quale bisognerà confessarsi ma al giudice supremo della propria vita, se stessi.

Rappresenta la colonna sonora ideale per questo articolo, con le sue velleità di tirare le somme di ciò che è stato.

Nello scorso mese di giugno la mano che ha lanciato il sasso è stata proprio quella di BSNEWS, che nell’ambito di questa rubrica (Barbera e Champagne) ha promosso il “sondaggio” (che, lo ricordiamo, non ha valore statistico e rappresentativo della popolazione, ma punta solo a sondare l’opinione dei lettori del sito collegati, ndr) per eleggere la cantina più bella della Franciacorta.

L’intento perseguito non era di dare un giudizio definitivo. Solo uno stimolo per i lettori, solleticando la loro curiosità di conoscere le realtà viticole del territorio attraverso un’esperienza di visita diretta. Arrivavamo dai mesi di confinamento in lockdown, con possibilità di spostamento ancora contingentata; una scampagnata fuoriporta e l’andar per cantine poteva rappresentare una splendida possibilità di riappropriarsi della normalità di vita, minata dalla pandemia.

Il riacutizzarsi del contagio con lo sviluppo della seconda ondata ha dimostrato che si trattava di un effimero intermezzo, ma confidiamo in tempi futuri migliori e di riuscire a liberarci definitivamente, dal virus.

La partecipazione al “sondaggio” è stata buona, arrivando a sfiorare i 700 votanti, con rilancio di feed anche nell’ambito degli addetti ai lavori del mondo , su tutti la pagina Facebook dell’Associazione Italiana Sommelier delegazione di Napoli.

Visti i risultati raggiunti, ritengo doveroso scrivere queste righe per dar merito a chi ha primeggiato, ma anche per effettuare un’analisi più compiuta del voto.

Di seguito, quindi, la presentazione di chi si può ritenere soddisfatto dal numero di voti conseguiti e della relativa posizione in classifica, ma anche di chi lo può essere meno. Per alcuni potremmo parlare di “veri sconfitti” lasciati in eredità dal sondaggio, a differenza delle elezioni politiche nel nostro Paese, dove è sempre difficile trovare qualcuno che abbia effettivamente perso.

Vince Ca’ del Bosco – Duopolio in testa

Il primato spetta a Ca’ del Bosco, con il 15,5% delle preferenze. Una vittoria che non sorprende chi scrive, visto la continua ricerca, anche artistica, del gusto del bello, oltre del buono, effettuato da anni dalla cantina di Erbusco.

La leadership però è stata conseguita soltanto nelle ultime settimane di voto, mente nella parte iniziale si è prefigurato un testa a testa con Bellavista (13,8%), ammiraglia del gruppo Terra Moretti. In più occasioni le due cantine si sono strappate il primato della classifica, in un entusiasmante duello.

Dinamismo dei contendenti per il podio

L’ideale medaglia di bronzo spetta alla cantina Villa (9,3% delle preferenze di voto), probabilmente premiata anche per l’eccellenza assoluta raggiunta con alcune etichette di riserva.

Ottimo risultato anche per Barone Pizzini e Mosnel, appaiate in quarta posizione con il 7,7% delle preferenze.

I risultati raggiunti da questo terzetto di cantine mostra l’importanza di aver puntato da tempo sull’accoglienza diretta in cantina, quale valore aggiunto per far vivere un’esperienza appagante e completa al consumatore, incrementandone la fidelizzazione.

Altresì, misurare il divario che le separa dal duo di testa significa dar merito al loro dinamismo imprenditoriale, visto che la distanza risulta tutto sommato contenuta.

Possiamo affermare che in Franciacorta esiste una pluralità di voci, anche eterogenee, che arricchiscono il coro, in un’articolata strutturazione polifonica.

Cortefusia, prima tra le piccole

Tra le cantine di dimensione più contenuta spicca il risultato fatto registrare da Cortefusia, piazzatasi al 7° posto, in coabitazione con Bersi Serlini, con il 4,8% dei voti. La cantina situata a Coccaglio ha festeggiato in questo travagliato 2020 il decimo anno dalla fondazione. La contraddistingue un forte appeal verso i più giovani, elemento che potrebbe averla avvantaggiata in una competizione di sondaggio on-line.

Gli “scontenti”

Nel novero di chi non può essere contento del risultato raggiunto c’è sicuramente Guido Berlucchi, piazzatasi al decimo posto, a pari merito con Villa Crespia, con il 2,32% delle preferenze. Il risultato può essere considerato una sorpresa avendo la cantina di Borgonato tutte le carte in regola per ambire alle posizioni nobili della classifica, in termini di volumi produttivi, tradizione, bellezza della location di cantina, seguito social, come avevamo già visto in una precedente puntata della nostra rubrica, qui il link. Nell’attesa di nuovi “sondaggi” con esiti magari diversi, doveroso dare il giusto merito all’azienda per aver pubblicato nelle scorse settimane il suo primo report (bilancio) di sostenibilità. In campo vinicolo si tratta di un evento ancora raro; la Guido Berlucchi l’ha pensato per rendere esplicito il proprio impegno in particolare nel campo della sostenibilità ambientale, fatto di lotta all’impoverimento dei suoli, contrasto al cambiamento climatico, riduzione del consumo di risorse.

A più di venti anni dallo sbarco in terra di Franciacorta della famiglia Antinori, il successo commerciale sul pubblico sembra ancora mancare. La tenuta Montenisa si piazza al 31° posto della classifica, con solo lo 0,43% delle preferenze. I palazzi storici presenti nella tenuta hanno fascino per incantare i visitatori. Vedremo se la ridefinizione della linea di vini con il relativo rebranding saprà incuriosire e farsi apprezzare dai consumatori.

Verso il fondo della classifica, con una sola preferenza accordata, troviamo Le 4 Terre. Tra le attenuanti che possono essere concesse alla cantina di Corte Franca possiamo ricordare la giovane età di fondazione, e il fatto di essere attiva oltre che nel comparto vitivinicolo anche e soprattutto con l’attività di agriturismo (ristorante e banchetti) e locanda (camere). Il fine lavoro di restauro del cascinale del ‘700 effettuato dalla famiglia Vezzoli avrebbe meritato, nella valutazione di chi scrive, considerazione maggiore.

* Sommelier per passione

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Ultimo aggiornamento il 21 Gennaio 2021 19:49

 

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