🔴 Impianti da sci fermati all’ultimo, tutti (o quasi) contro Speranza anche a Brescia

Non è piaciuta a nessuno, o quasi, la decisione diRoberto Speranza che - tra i primi atti del suo rinnovato mandato da ministro della Salute - ha deciso di rimandare l'apertura della stagione sciistica al 5 marzo

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Sport e montagna, sciatore, foto generica da Pixabay

Non è piaciuta a nessuno, o quasi, la decisione di Roberto Speranza che – tra i primi atti del suo rinnovato mandato da ministro della Salute – ha deciso di rimandare l’apertura della stagione sciistica amatoriale al 5 marzo, motivando la decisione con i “recenti dati epidemiologici comunicati venerdì 12 febbraio dall’Istituto Superiore di Sanità, attestanti che la variante VOC B.1.1.7, detta variante UK e caratterizzata da maggiore trasmissibilità, rappresenta una percentuale media del 17,8% sul numero totale dei contagi”. La firma è arrivata a sorpresa, poche ore prima della riapertura prevista. E le polemiche sono state immediate.

In molti hanno chiesto le dimissioni o un dietro-front del ministro. Parole dure contro Speranza sono state utilizzate dai gestori degli impianti (molto nette, in particolare, quelle di Borno Sky Area, che trovate di seguito) e da numerosi esponenti della politica bresciana, compresi diversi rappresentanti del centrosinistra, come l’assessore cittadino . L’unica voce bresciana fuori dal coro è quella di di Articolo Uno.

Di seguito riportiamo alcuni interventi.

IL POST SU FACEBOOK DI BORNO SKY AREA

Domani saremo ancora chiusi. Perché qui c’è qualcuno che non ha rispetto del lavoro, dell’impegno, umano ed economico, delle parole. Il Cts ha fatto dietrofront oggi dopo aver approvato con Anef il protocollo per la ripartenza, dopo l’ordinanza di Regione Lombardia e dopo la conferma della zona gialla. Abbiamo aspettato venerdì per vendere i biglietti, abbiamo rispettato i tempi e non siamo mai andati oltre, nel rispetto dell’emergenza sanitaria, della salute e delle regole. Ma questo è troppo. Perché lo ribadiamo, lo non è solo divertimento: è una macchina impegnativa e costosa che coinvolge intere famiglie. È gente che lavora sodo e con passione. È economia. È vita per interi territori sempre più dimenticati. Siamo incazzati, delusi, amareggiati, scoraggiati: i ristori tanto chiacchierati non sono mai arrivati, eppure ci siamo rimboccati le maniche, felici di ripartire. Invece no, e lo scopriamo a 12 ore dall’apertura. Vorremmo dirvi che è uno scherzo di Carnevale, ma purtroppo i pagliacci sono veri e noi, ancora una volta ne facciamo le spese.

IL POST SU FACEBOOK DI MANIVA SKI

ATTENZIONE INFO IMPIANTI
Buonasera a tutti.
Non pensavamo di darvi questa notizia. Non così e soprattutto non adesso.
L’apertura degli impianti prevista per lunedì 15 febbraio è annullata.
Inutile dire quanto siamo amareggiati e delusi, sicuramente ci capite.
Chiediamo quindi un po’ di pazienza a tutti coloro che avevano acquistato online i nostri skipass.
Verrete rimborsati tutti ma, siccome in tantissimi ci avete dimostrato la voglia di tornare in pista, ci vorrà un momento per concludere i rimborsi
Per chi ha effettuato solo una prenotazione invece non ci sono problemi, semplicemente i biglietti verranno disattivati. Questo vale ANCHE PER I BIGLIETTI DELL’AREA BOB. Anche il tapis roulant della pista bob non sarà attivo
Ricordiamo a coloro che hanno acquistato gli skipass durante il Black Friday che verranno resi validi per la stagione sciistica 2021.2022
Lo Chalet Maniva, l’Hotel Bonardi e lo Chalet Dasdana vi aspettano regolarmente a pranzo e con il servizio bar
Un sentito grazie a tutti voi che ci avete creduto fino all’ultimo, come noi dopotutto.
Non vediamo l’ora che torni l’inverno.

IL COMUNICATO STAMPA DI

“Grave. Anzi, gravissima e inaccettabile”. Così Viviana Beccalossi, consigliere regionale della Lombardia (Gruppo Misto) e presidente dell’associazione ‘RifareItalia’ giudica la decisione di rinviare l’apertura degli impianti da sci. “Quello che più amareggia – conclude Viviana Beccalossi – è il disprezzo che viene riservato a tutti gli operatori settore. A meno di 24 ore dalla riapertura degli impianti, viene comunicata una decisione comunque discutibile. Un calcio negli stinchi a tutti coloro che vivono in questo comparto”.

IL POST SU FACEBOOK DELL’ASSESSORE REGIONALE (LEGA)

Rinviare l’apertura degli impianti sciistici crea un danno enorme al settore. Serve un cambio di squadra al ministero.

IL POST SU FACEBOOK DI ALESSANDRO CANTONI

È pura follia bloccare 24 ore prima l’apertura delle piste da sci.
Ed è una presa per i fondelli rimandare al 5 marzo quando sappiamo bene tutti che la stagione in quel periodo è finita.
Gli operatori sciistici ( e turistici) stanno preparando le piste da un mese, hanno assunto persone, hanno investito, hanno preso tutto l’occorrente per i ristoranti, bar, hotel,hanno messo in sicurezza tutte le partenze delle seggiovie.
Hanno alberghi prenotati, skipass già venduti, investito in pubblicità, in sicurezza e molto altro.
Sulle piste da sci si possono tenere anche distanze di 20 metri in sicurezza.
Dovevate prendere subito una scelta sapendo bene che la chiusura forzata va coperta con adeguati ristori.
Che fino adesso non sono arrivati nemmeno per molte altre attività.
Pressapochismo e superficialità.

IL COMUNICATO STAMPA DELL’ASSESSORE REGIONALE GUIDO GUIDESI (LEGA)

“Non si può dalla sera alla mattina dire a chi si è rifornito, a chi si è organizzato, a chi ha formalizzato contratti stagionali che non può lavorare. Ci vuole buon senso e avere buon senso è conoscere il mondo del ‘lavoro’. Così il danno economico è doppio: con sole 12 ore di anticipo è stata cancellata una programmazione di settimane. È davvero inaccettabile il fatto che qualcuno non se ne renda conto”.

Lo scrive sulla sua bacheca Facebook l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi.

IL COMUNICATO STAMPA DI ATTILIO FONTANA E MASSIMO SERTORI

“Trovo assurdo apprendere dalle agenzie di stampa la decisione del ministro della Salute di non riaprire gli impianti sciistici a poche ore dalla scadenza dei divieti fin qui in essere, sapendo che il Cts aveva a disposizione i dati da martedì, salvo poi riunirsi solo sabato”.

Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana commenta la decisione del ministro Speranza di non consentire la ripresa delle attività sciistiche.

“Una decisione – aggiunge il presidente – dell’ultimo secondo che dà un ulteriore colpo gravissimo a un settore che stava faticosamente riavviando la propria macchina organizzativa. Ancora una volta si dimostra che il sistema delle decisioni di ‘settimana in settimana’ è devastante sia per gli operatori, sia per i cittadini.

Solo sette giorni fa lo stesso Cts nazionale aveva dato il via libera a un regolamento molto severo per poter riaprire. Su quella base avevamo consentito la riapertura”.

“Ci sono due cose – aggiunge quindi l’assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori – che il ministro Speranza deve fare: chiedere scusa alle migliaia di operatori turistici e ai cittadini per questa incredibile vicenda e, soprattutto, indennizzare immediatamente gli uni e gli altri che si sono fidati delle loro decisioni. È arrivato il momento di rivedere questo sistema dei ‘semafori settimanali’: una richiesta formale che facciamo al nuovo Governo”.

IL COMUNICATO STAMPA UFFICIALE DI ARTICOLO UNO

L’assessore Rolfi chiede un cambio di squadra al Ministero della salute, a seguito della riconferma della chiusura degli impianti di sci. Ordinanza emessa sulla base di valutazioni scientifiche del comitato tecnico-scientifico, a fronte di una diffusione preoccupante della variante inglese. Rolfi deve farsene una ragione: la riconferma del ministro Speranza significa che il presidente della repubblica e il presidente del consiglio hanno dato un giudizio positivo sulla gestione della pandemia. E deve farsi una ragione che anche in futuro la linea sarà quella della massima precuazione e della priorità della difesa della salute. Invece di chiedere un cambio di squadra alla sanità, inviti il ministro competente a predisporre in fretta i necessari ristori. E cambi il suo registro polemico, altrimenti hanno ragione quanti ritengono l’assunzione di responsabilità nazionale della Lega una pura finzione. Se si è risposto di si all’appello del capo dello stato, bisogna essere conseguenti.Paolo Pagani segretario provinciale di Articolo Uno

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Ultimo aggiornamento il 17 Febbraio 2021 14:28

 

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