Da da. Da da… E voilà siamo ancora in DAD! Studiare In Pandemia: consigli ad hoc per chi fa scuola e per chi ha figli che ci vanno. | 🟢 BRESCIA VISTA DALLA PSICOLOGA

Il cambiamento non è mai facile, per alcune situazioni e per alcune persone è ancora più difficile, però in questo momento è un transito necessario verso il quale è importante - pur nelle perplessità e difficoltà - mantenere un atteggiamento mentale proattivo e positivo

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Doriana Galderisi, opinionista BsNews

di Doriana Galdrisi* – A partire dal 24 febbraio scorso l’intero territorio della di Brescia, insieme ad alcuni comuni della Lombardia, è entrato come ben sappiamo in zona “arancione rinforzata”, che aggiunge alle limitazioni che abbiamo ben imparato a conoscere (come il divieto di muoversi dal proprio Comune e l’apertura di bar e ristoranti solo per asporto e consegne) anche l’obbligo di mantenere la scuola in DAD, ovvero Didattica a Distanza, per ogni ordine e grado con l’eccezione di studenti e alunni con disabilità.

Quanto questo provvedimento sia un peso per molte famiglie è dimostrato anche dalle vicende di cronaca, come la necessità di un intervento dei nel comune di Casto dove i genitori hanno deciso di mandare i figli a scuola nonostante il divieto.

È passato un anno dall’emergenza che ci è piombata addosso all’improvviso, quando nel marzo del 2020 tutte le scuole di ogni ordine e grado sono state chiuse senza che fosse definita una data di riapertura. Anche stavolta c’è stata una chiusura quasi improvvisa, soprattutto per le scuole primarie che finora tranne poche eccezioni erano rimaste aperte per le lezioni in presenza. Sono proprio le primarie ad essere le più critiche dal punto di vista della gestione famigliare, perché spesso richiedono la presenza di una persona di supporto all’alunno soprattutto nelle fasi iniziali di collegamento quotidiano o di passaggio da una lezione all’altra.

Questo cambio di passo e questa situazione in cui la scuola viene vissuta in modo diverso, a distanza, comporta tutta una serie di difficoltà logistiche, pratiche, strumentali per le famiglie e per le istituzioni scolastiche che abbisognano di aiuti e di supporti per poter essere gestite al meglio. In ogni cambiamento, soprattutto quando il cambiamento è repentino, gli assestamenti chiedono tempo per essere ammortizzati.

La DAD è una realtà in cui ci troviamo forzatamente, per necessità, ma bisogna saper vedere questa esperienza in un’ottica positiva e anche un po’ creativa.

Ecco quindi alcuni consigli su come organizzare al meglio la vita quotidiana per le famiglie, di cui ho parlato anche nel mio libro “il Dopo è Ora”, scritto proprio durante il primo lockdown del 2020.

  1. Stabilire dei turni, quando possibile, per mamma e papà per la gestione dei bambini e lo svolgimento dei compiti scolastici.
  2. Impostare routine simili a quelle scolastiche: alzarsi, lavarsi, fare colazione, vestirsi “bene” come se la didattica fosse in presenza per essere pronti davanti alla telecamera.
  3. Prevedere dei momenti di lavoro personale per il genitore: quei padri e quelle madri che lavorano da casa per gestire i figli in DAD, devono cercare di trovare momenti di lavoro soprattutto quando i figli sono in linea in DAD, nel caso i figli avessero bisogno durante i compiti autonomi.
  4. Trovare il momento di preparazione della lezione on line, prima che inizi, per essere sicuri che tutto il materiale (link, app, programmi, inviti alla lezione) sia pronto quando il bambino deve collegarsi. In particolare dedicare del tempo a spiegare come si archiviano i dati, visto che molti bambini sono abituati alla fisicità del materiale (quaderno blu o rosso a seconda della materia), e come ritrovarli.

Quali consigli invece dare agli insegnanti, che in questo momento hanno un importante ruolo di mantenimento sia della relazione che del percorso formativo?

  1. Cambiare il ritmo. La didattica a distanza non ha lo stesso ritmo di quando si lavora in presenza. È importante raggruppare in segmenti di durata e capienza diversa ciò che viene sviluppato durante la lezione. È importante avere chiaro che una lezione a distanza non è una trasposizione di una lezione in presenza.
  2. È importante che gli insegnanti utilizzino dei contenuti che passino soprattutto attraverso l’ del fare, in modo da sviluppare un apprendimento attraverso l’azione learning by doing, per consentire di sviluppare delle attività trasferibili in contesti diversi. Questo passaggio è importante perché il fare anche se virtuale è uno dei principi alla base del pensiero computazionale, cioè la capacità di affrontare i problemi e di risolverli. Per pensiero computazionale si intende l’insieme dei processi mentali coinvolti nella formulazione di un problema e della sua sua risoluzione.
  3. È importante che gli insegnanti siano ridondanti in DAD, come se dovessero essere poliglotti, ovvero presentare lo stesso contenuto con più linguaggi e più codici.

Il cambiamento non è mai facile, per alcune situazioni e per alcune persone è ancora più difficile, però in questo momento è un transito necessario verso il quale è importante – pur nelle perplessità e difficoltà – mantenere un atteggiamento mentale proattivo e positivo. Ciò è di esempio e di stimolo anche per i più giovani che necessitano di trovare nell’adulto un riferimento incoraggiante e positivo.

CHI E’ DORIANA GALDERISI?

Doriana Galderisi è padovana d’origine e bresciana d’adozione: lavora nel campo della psicologia da più di 27 anni con uno studio in via Foscolo, a Brescia. Esperta in: Psicologia e Psicopatologia del Comportamento Sessuale Tipico e Atipico, Psicologia Criminale Investigativa Forense, Psicologia Giuridica, Psicologia Scolastica, Psicologia dell’Età Evolutiva, Neuropsicologia. E’ inoltre autorizzata dall’ASL di Brescia per certificazioni DSA (Disturbi specifici di Apprendimento). E’ iscritta all’Albo dei CTU, all’Albo dei Periti presso il Tribunale Ordinario di Brescia e all’Albo Esperti in Sessuologia Tipica e Atipica Centro “il Ponte” Giunti-Firenze.

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Ultimo aggiornamento il 24 Marzo 2021 22:07

 

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