Piano Cave, l’opposizione rovatese dice no al raddoppio della Bonfadina

Il piano cave provinciale continua a far discutere e non passa giorno senza che qualcuno (soprattutto tra le forze della maggioranza politica del Broletto) manifesti il suo dissenso rispetto alla proposta dell'ente

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Una ruspa al lavoro, foto generica da Pixabay

Il piano cave provinciale continua a far discutere e non passa giorno senza che qualcuno (soprattutto tra le forze della maggioranza politica del ) manifesti il suo dissenso rispetto alla proposta dell’ente. Gli ultimi, in ordine di tempo, a sollevare obiezioni sono stati i rappresentanti delle minoranze nel di Rovato, che hanno depositato le loro osservazioni, contestando il “raddoppio della Cava Bonfadina”. Di seguito riportiamo il comunicato stampa integrale.

“Presentazione osservazioni di contrarietà al raddoppio della cava Bonfadina”

Come consiglieri comunali di opposizione abbiamo deciso di partecipare all’iter di formazione del nuovo Piano Cave Provinciale ghiaia e sabbia dopo che l’amministrazione comunale rovatese ha deciso di annullare la mozione consigliare con la quale chiedevamo che il Comune di Rovato si facesse parte attiva dell’iter presentando le dovute osservazioni di contrarierà alle ulteriori concessioni previste sul nostro territorio.

Abbiamo pertanto protocollato nei termini in Provincia un corposo documento con osservazioni puntuali su diversi aspetti.

In primo luogo abbiamo contestato il metodo di calcolo utilizzato dalla Provincia per stimare il fabbisogno di inerti del prossimo decennio: considerando che negli ultimi 15 anni ne sono stati estratti meno di 35 milioni, la proposta provinciale di 51 milioni di metri cubi risulta largamente sovrastimata.

In secondo luogo abbiamo rilevato anche come sia ampiamente sottostimata la volumetria di inerti che si intende ricavare dal trattamento di rifiuti operato dalle decine di impianti autorizzati sul territorio provinciale, molti di essi previsti all’interno di cave. Tali impianti sono autorizzati a trattare volumetrie di rifiuti inerti di gran lunga superiori a quanto considerato nell’odierna proposta provinciale di Piano cave.

Sul caso specifico della cava Mercurio-Bonfadina (ATEg09 il nome tecnico assegnatole nel piano) abbiamo osservato che è inaccettabile che si preveda di consentire l’escavazione di altri 1.960.000 mc, oltre al 1.600.000 mc già autorizzati nel piano del 2005 (a questi vanno poi aggiunti altri potenziali 2.240.000 mc di volumi di riserva, escavabili qualora partisse qualche opera pubblica ad oggi non prevista). Qualora le nostre osservazioni non verranno accolte e la proposta di piano presentata fosse approvata, l’escavazione sul territorio di Rovato continuerà per almeno i prossimi 40 anni. Fatto, quest’ultimo, che riteniamo in palese contrasto con quanto previsto dalle linee di indirizzo del nostro Piano Territoriale Regionale d’Area (PTRA) che hanno lo scopo di riqualificazione territoriale; l’obiettivo perseguito dalla legge regionale sarebbe, infatti, il contenimento del consumo di suolo, di valorizzazione del contesto agricolo e ambientale della .

Dal nostro punto di vista, pertanto, la proposta del nuovo Piano provinciale delle cave è insostenibile: il nostro territorio sconta già la presenza della discarica ex Rovedil a meno di un km, il traffico dovuto al centro logistico di società per consegne pacchi in lato Nord e una vasca di raccolta di acque stagnanti, con relativi problemi di odori a poche decine di metri in lato Nord-Ovest.

Ricordiamo che nella cava Bonfadina-Mercurio, oltre all’attività estrattiva, sono autorizzati già oggi impianti di: betonaggio e conglomerato bituminoso; gestione rifiuti inerti per un quantitativo pari a 180.000 t/anno;  estrazione di inerti extra piano cave per una volumetria di addirittura 251.000 mc consentita con permesso rilasciato dal Comune di Rovato nel 2019.

Il solo impianto di gestione rifiuti consentirebbe di recuperare quasi 1.000.000 mc di inerti nel decennio. Se si considera l’inerte che verrà ricavato nella prevista realizzazione della vasca di laminazione del torrente Carera è indiscutibile che il territorio comunale di Rovato partecipi già enormemente al fabbisogno provinciale di inerti, senza necessità di consentire nuova escavazione all’interno della cava.

Pertanto auspichiamo che la Provincia accolga le nostre osservazioni in toto e consenta nella cava Bonfadina-Mercurio l’escavazione solo delle volumetrie residue autorizzate nel 2005 a oggi non cavate e non aggiunga un metro cubo in più. Riteniamo necessario, piuttosto, un recupero ambientale ad uso naturalistico e/o agricolo e non un ulteriore uso insediativo dell’area, come previsto per una zona, peraltro, a ridosso di rinomati vitigni. È ora che si restituisca al territorio rovatese ciò che è stato tolto in questi lunghi anni, riportando il rispetto dell’ambiente al centro delle scelte amministrative.

I Consiglieri comunali di Rovato

Elena Zoppi (Capogruppo La Civica)

Valentina Remonato (Capogruppo Rovato 2020)

Luciana Buffoli (Consigliere Comunale Rovato Vale)

Stefano Fogliata (Capogruppo Rovato Vale)

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Ultimo aggiornamento il 30 Aprile 2021 00:35

 

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