Open Arms, Salvini rinviato a giudizio a Palermo

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FOTO DA FEED AUTOMATICO ITALPRESS

ROMA (ITALPRESS) – Matteo Salvini è stato rinviato a giudizio per il caso Open Arms. Il gup Lorenzo Jannelli ha deciso di accogliere la richiesta della Procura di Palermo, che accusa il leader della Lega di sequestro di persona rifiuto di atti d’ufficio per il caso dei 147 migranti a bordo della Ong catalana ai quali l’allora ministro dell’Interno negò per giorni un porto sicuro sulle coste italiane. L’avvocato di Salvini, Giulia Bongiorno, aveva chiesto il non luogo a procedere. Il senatore dovrà dunque essere processato nei prossimi mesi.

““La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. Articolo 52 della Costituzione. Vado a processo per questo, per aver difeso il mio Paese? Ci vado a testa alta, anche a nome vostro. Prima l’Italia. Sempre”, commenta Salvini.

“Ci sono navi certificate per svolgere attività di ricerca e soccorso. La Open Arms aveva queste certificazioni? No. Svolgeva sistematica attività di ricerca e soccorso? Sì”, aveva detto l’avvocato Giulia Bongiorno, legale del leader leghista, intervenendo all’udienza.
Bongiorno ha ricordato che lo stesso comandante di Open Arms “quando chiede disperatamente il Place of Safety (Pos), esaltando le difficoltà in cui versa, scrive una mail spiegando “che Open Arms è certificata solo per 19 persone”, eppure è sempre stata utilizzata per attività continue di ricerca e soccorso. E tutto questo si evince dalla scatola nera, cioè dal diario di bordo”.
“Salvini è stato ritenuto colpevole di tutto – ha aggiunto la legale -. Il comandante di Oper Arms ha rifiutato di sbarcare migranti a Malta, ha rifiutato numerosi aiuti da altri natanti, ha rifiutato di essere scortato in qualsiasi porto spagnolo, ha rifiutato di essere accompagnato in porti spagnoli. Eppure qui l’imputato è solo Salvini. Lui risponde di sequestro di persona, anche se la nave ha bighellonato per giorni. C’è una visione salvinocentrica. In questo processo c’è un errore basilare, è come valutare questo processo guardando dal buco della serratura: non si riesce a riscostruire il complesso”.
(ITALPRESS).

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