Valcamonica, l’11 giugno apre il Museo Archeologico Nazionale della Valle Camonica

L'assessore Galli ha espresso "grande soddisfazione per la nascita del nuovo Museo archeologico della Valle Camonica che si appropria così di una sede e di un allestimento all'altezza dei tesori rinvenuti e custoditi da molti anni. Regione Lombardia sostiene concretamente da molto tempo il lavoro archeologico e i progetti di valorizzazione dei reperti romani emersi nei pressi di Cividate e in Valle"

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Incisioni rupestri in ValcamonicaIncisioni rupestri in Valcamonica
Incisioni rupestri in Valcamonica

L’assessore regionale all’Autonomia e Cultura, Stefano Bruno Galli, ha preso parte, da remoto, alla conferenza stampa di presentazione relativa all’apertura del nuovo Museo Archeologico Nazionale della Valle Camonica. Dall’11 giugno, infatti, la Valle avrà un nuovo Museo archeologico, in una più grande e adeguata sede. I lavori sono ormai completati a Cividate Camuno, l’antica Civitas Camunnorum, per iniziativa del Comune e della Direzione Regionale Lombardia, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia, il contributo di Regione Lombardia e della Comunità Montana di Valle Camonica.

L’assessore Galli ha espresso “grande soddisfazione per la nascita del nuovo Museo archeologico della Valle Camonica che si appropria così di una sede e di un allestimento all’altezza dei tesori rinvenuti e custoditi da molti anni. Regione Lombardia sostiene concretamente da molto tempo il lavoro archeologico e i progetti di valorizzazione dei reperti romani emersi nei pressi di Cividate e in Valle”.

“L’imminente inaugurazione – ha aggiunto l’assessore regionale all’Autonomia e Cultura – cade non solo nel quarantennale della costituzione del primo e più sacrificato Museo Archeologico, ma avviene in un anno che la stagione pandemica ha reso drammatico sotto molti aspetti per i luoghi e gli istituti della cultura. Anche per questa ragione, la nascita del nuovo Museo rappresenta un’ottima notizia. È un atto molto coraggioso e si configura come un segnale di speranza per la ripartenza dell’intero settore museale, dimostrando come non si sia mai smesso di lavorare nella prospettiva della riapertura. È un’operazione che consegna alla Valle Camonica, e alla Lombardia intera, un luogo di cultura più grande e più moderno. E che consente, al tempo stesso, di valorizzare il patrimonio archeologico la cui rilevanza è testimoniata dai due capolavori esposti. Alludo, ovviamente, alla statua della dea Minerva del Santuario di Breno e al nudo eroico proveniente dall’area del foro di Cividate Camuno. La Valcamonica insomma è un territorio molto ricco di testimonianze del passato che, dalle incisioni rupestri in poi, non smette mai di stupire”.

“Da almeno un anno – ha concluso Galli – sostengo che la crisi del comparto museale potrà essere superata solo accrescendo l’attrattività dei luoghi della cultura. Per molto tempo ancora, i frequentatori dei siti museali lombardi saranno in larga parte espressione della domanda interna, visitatori di prossimità nei quali deve essere ridestata la curiosità e il desiderio di riscoprire i tesori culturali che caratterizzano l’offerta della nostra grande regione. E il nuovo Museo Archeologico Nazionale della Valle Camonica va esattamente in questa direzione”.

Nelle otto sezioni del nuovo Museo, realizzato su progetto architettonico e di allestimento dello Studio di Architettura Volta di Brescia, sono proposti i materiali di età romana trovati a Cividate Camuno e nel territorio: una ricca collezione epigrafica, importanti elementi architettonici e scultorei e ricchi corredi funerari dalle necropoli, con pendenti e amuleti anche in oro e argento, non solo preziosi ma anche carichi di valenze simboliche.
Dalla modestia quotidiana all’enfasi monumentale il Museo raccoglie oggetti d’eccezione: la porta carbonizzata in legno risalente al II-I secolo a.C., ritrovata a Pescarzo di Capo di Ponte, una delle meglio conservate per il periodo di tutto l’arco alpino, la statua della dea Minerva dal santuario di Breno, in marmo greco, e un pregevole ritratto maschile in nudità eroica dall’area del foro di Cividate Camuno in marmo locale di Vezza d’Oglio.
A rimarcare il legame tra Museo e storia del luogo una piccola area archeologica, di recente valorizzata cortile interno dell’edificio, offre uno sguardo sulla città antica.

Il Museo è perciò cuore, punto di partenza e di arrivo del percorso della Valle Camonica romana che a Cividate Camuno, antica Civitas Camunnorum, ha come altre tappe l’area del foro e il Parco Archeologico del teatro e dell’anfiteatro e non lontano, attraverso un piacevole percorso ciclo-pedonale lungo fiume, il Parco Archeologico del Santuario di Minerva in località Spinera di Breno. La visita al Museo e alle aree e ai Parchi della Valle Camonica romana, nel cuore della Valle dei Segni, caratterizzata dalla millenaria tradizione dell’incidere sulle rocce, è un viaggio alla scoperta di uno degli itinerari archeologici più affascinanti di tutto l’arco alpino.

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Ultimo aggiornamento il 1 Maggio 2021 05:04

 

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