Il cuccioletto dove lo metto, dove lo metto… non si sa | 🟢 BRESCIA VISTA DALLA PSICOLOGA

Il lockdown e l’isolamento pare siano sulla via del tramonto e che la vita stia tornando ai suoi ritmi e alle sue forme più conosciute e rassicuranti. Tra queste si affacciano i pensieri delle vacanze che implicano, per molte persone, anche fare i conti con la presenza in casa di un animale

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Doriana Galderisi, opinionista BsNews

di Doriana Galdrisi* – Il lockdown e l’isolamento pare siano sulla via del tramonto e che la vita stia tornando ai suoi ritmi e alle sue forme più conosciute e rassicuranti. Tra queste si affacciano i pensieri delle vacanze che implicano, per molte persone, anche fare i conti con la presenza in casa di un animale.

I dati ci dicono infatti che, in pandemia, si è verificato un aumento dell’acquisto o dell’adozione di un animale. I piccoli a quattro zampe hanno rappresentato una forma importante di compagnia e, inoltre, come ci confermano gli studi e gli interventi di Animal assisted therapy e di Pet therapy, un animale ha una funzione sussidiaria molto importante nei trattamenti dei disturbi emotivi e comportamentali, soprattutto in situazioni in cui vi sono forti stati di ansia, attacchi di panico o, comunque, situazioni depressive.

Quanto sia importante l’intervento di una terapia con l’animale, in supporto a quella sanitaria o psicologica già in atto, è noto ormai da decenni, cioè dagli studi iniziati negli anni Cinquanta dallo psicologo clinico Boris Levinson, al quale si deve, appunto, la nascita della pet therapy. Il rapporto con un amico a quattro zampe, per chi è sofferente, rappresenta una sorta di veicolo di trasmissione pratico di comunicazione e, soprattutto, di fiducia. Ma anche chi non è sofferente, con un animale può stabilire una relazione speciale, di amicizia, di amore, in una parola, di felicità.

In pandemia in effetti la presenza di un cane o un gatto (ma anche altre specie domestiche) ha contribuito a ridurre le sensazioni di solitudine, depressione o ansia. Il problema è che, il ritorno alla normalità comporta anche una revisione e un po’ un accantonare queste situazioni positive di compagnia e di benessere e, con la ripresa della vita l’animale, purtroppo, può essere considerato un”di più”, un peso, un ostacolo alla rinnovata libertà e, quindi, pure un problema nella gestione per le vacanze.

Non è un fenomeno nuovo, come conferma lo slogan «L’amicizia è una cosa seria» che rappresentava lo spot dell’estate scorsa della Polizia di Stato contro l’abbandono degli animali, che, tra l’altro, costituisce un vero e proprio reato punito dal codice penale. Ciononostante anche quest’anno c’è il forte rischio di vedere un forte ritorno del fenomeno degli abbandoni estivi.

Il rapporto tra animale e essere umano è stato il tema dell’incontro del 28 maggio della seconda edizione de “La scienza di eccellenza” che potete riascoltare sul mio canale YouTube e Facebook. Da questo confronto con la dottoressa Sara Finesso (medico veterinario,  membro del Consiglio direttivo dell’ordine dei Medici Veterinari di Brescia) e la dottoressa Annamaria Manzoni (autrice del libro “Sulla cattiva strada, il legame tra la violenza sugli animali e quella sugli umani”) è emerso un duplice aspetto: da un lato si è messo in luce il fatto che in pandemia vi è stato un rapporto diverso tra le persone e la propria bestiola, dall’altro si è visto come ci siano state differenze anche nella relazione del medico veterinario con il paziente.

Per quel che riguarda il primo aspetto, cioè il rapporto padroni-animali, si è notato come la convivenza forzata abbia portato ad un approfondimento della relazione con il proprio animale, che ha permesso di accorgersi precocemente di problematiche di salute e, anche, di intervenire in modo precoce.

Per quel che riguarda invece i veterinari, questi si sono trovati di fronte ad un nuovo modo di lavorare, a distanza, con quindi maggior distacco. Questo ha fatto sì che si complicasse anche la gestione della malattia o di complicanze pervenute all’animale: in fase di lockdown era molto più difficile per le persone riuscire a far sottoporre il proprio amico a quattro zampe a cure di cui necessitavano.

In questo senso un elemento molto significativo è stata l’esperienza della perdita del proprio animale in pandemia, paragonabile, per intensità e in un certo senso, a quella degli umani. Si stima infatti che in Italia 6 persone su 10 considerino il proprio animale come il miglior amico e, di queste, più di un terzo, come un vero e proprio figlio con il quale si condividono spazi e momenti molti intimi.

Ecco perché la perdita di un affetto di casa come il proprio cane o gatto per molti è un vero e proprio lutto, che purtroppo non è considerato nella sua reale profondità, tant’è che va sotto il nome di “lutto screditato”, cioè un qualcosa di cui è imbarazzante parlare e sui cui non è bene soffermarsi troppo a livello emozionale. Invece non c’è nulla di imbarazzante. Ringraziare chi, essere umano o di altra specie, ci ha donato gioia e amore è un’espressione di rispetto, riconoscenza e umanità a trecentosessanta gradi.

Ecco perché non ho avuto nessuna esitazione a partecipare all’idea lanciata dal giornalista Francesco Zambelli con la piattaforma ricordodi.it durante e appena dopo il primo lockdown del 2020, al fine di permettere di lasciare il proprio saluto alla persona cara deceduta durante quei mesi in cui non era possibile nemmeno portare l’estremo commiato, (e questo fatto ha avuto molte implicazioni psicologiche derivanti dalla mancata elaborazione del lutto).

Ebbene, su quella piattaforma ho lasciato il ricordo della mia Brigitte, una gatta che è stata mia compagna di vita per oltre 13 anni e che durante la pandemia si è incamminata verso i campi elisi dell’infinito. È stato un passaggio molto duro per me, non solo dal punto di vista emotivo, ma anche da quello pratico, perché è avvenuto in un periodo in cui c’erano molte difficoltà per gestire i rituali del lutto a causa delle restrizioni.

Nel bene e nel male insomma l’essere a quattro zampe vive e respira con la famiglia, provando sulla propria pelle anche gli aspetti positivi e quelli negativi della vita familiare. In questo senso, purtroppo, l’animale è spesso coinvolto in situazioni di violenza domestica. Si tratta di un aspetto molto delicato e profondo che riguarda il rapporto patologico che l’umano può sviluppare con l’animale e che è oggetto di osservazioni molto importanti.

Gli studi scientifici e i dati statistici relativi alla criminalità verso esseri umani e non ci evidenziano come molte donne, successivamente vittime di violenze, vengano prima minacciate tramite ipotesi di crudeltà verso gli animali, o addirittura violenze reali verso di questi ultimi. L’incrudelire sugli animali rappresenta dunque un elemento predittivo di violenze che vanno oltre, poi, l’animale stesso.

La violenza contro un animale è oggi un reato normato dal codice penale, così come un crimine è l’abbandono. Nella programmazione delle ferie, e in generale nell’intenzione di accogliere un animale nella propria vita, è opportuno valutare tutte le possibili situazioni di appoggio e di aiuto, nel caso in cui ci si debba assentare (come, appunto, nel periodo delle vacanze) o ci siano comunque delle condizioni che necessitano di un supporto esterno. Le possibilità sul territorio ci sono, per esempio è sempre più diffusa l’attività di dog sitting, che vede per altro coinvolti sia molti giovani sia pensionati e quindi….

Il cuccioletto dove lo metto, dove lo metto… ora si sa

Grazie per l’attenzione, appuntamento tra 15 giorni sempre con questa rubrica.

CHI E’ DORIANA GALDERISI?

Doriana Galderisi è padovana d’origine e bresciana d’adozione: lavora nel campo della psicologia da più di 27 anni con uno studio in via Foscolo, a Brescia. Esperta in: Psicologia e Psicopatologia del Comportamento Sessuale Tipico e Atipico, Psicologia Criminale Investigativa Forense, Psicologia Giuridica, Psicologia Scolastica, Psicologia dell’Età Evolutiva, Neuropsicologia. E’ inoltre autorizzata dall’ASL di Brescia per certificazioni DSA (Disturbi specifici di Apprendimento). E’ iscritta all’Albo dei CTU, all’Albo dei Periti presso il Tribunale Ordinario di Brescia e all’Albo Esperti in Sessuologia Tipica e Atipica Centro “il Ponte” Giunti-Firenze.

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Ultimo aggiornamento il 13 Giugno 2021 22:30

 

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