Ddl Zan, l’ipocrisia della sinistra bresciana nel rapporto con la Chiesa | di Fabio Rolfi

La levata di scudi di una parte della sinistra bresciana contro la presa di posizione ufficiale della Chiesa sul ddl Zan è il segno tangibile dell’ipocrisia che da sempre contraddistingue i cattocomunisti della nostra città, che un po’ tirano la giacchetta all’elettorato cattolico, erigendosi spesso a unici interpreti di questo pensiero, e un po’ giocano a fare i rivoluzionari alla Festa di Radio Onda d’urto

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Fabio Rolfi, opinionista BsNews

di Fabio Rolfi – La levata di scudi di una parte della sinistra bresciana contro la presa di posizione ufficiale della Chiesa sul ddl Zan è il segno tangibile dell’ipocrisia che da sempre contraddistingue i cattocomunisti della nostra città, che un po’ tirano la giacchetta all’elettorato cattolico, erigendosi spesso a unici interpreti di questo pensiero, e un po’ giocano a fare i rivoluzionari alla Festa di Radio Onda d’urto.

Insomma, per la sinistra bresciana il Vaticano non deve permettersi di proferire parola contraria sul ddl Zan, altrimenti è una ingerenza insopportabile, ma le opinioni di alti esponenti della Chiesa sono benaccette e da prendere come monito quando si parla, per esempio, di immigrazione. L’opinione della Chiesa va bene solo quando è utile al loro tornaconto elettorale. Se qualche esponente ecclesiale critica Salvini per le battaglie sull’immigrazione clandestina piovono lodi anche dalla sinistra più oltranzista, se invece ci sono critiche al nuovo “vangelo” della sinistra, che non è più Marx, ma la teoria Gender, allora arrivano tutti gli anatemi possibili e si accusano i vescovi di essere evasori. Personalmente credo ci voglia più misura e un briciolo di coerenza, ribadendo certamente come il nostro sia uno Stato laico (bada bene, non laicista) come ha fatto con eleganza Draghi, ma accettando l’autorevole diritto di espressione anche del mondo cattolico e delle sue alte rappresentanze. Diritto che è fatto anche di critica, anche se dai parrucconi di sinistra questa viene vissuta come lesa maestà.

Il mondo cattolico peraltro non è solo il clero che popola la Città Eterna: è l’insieme di associazioni di volontariato, di scuole, di oratori e di cittadini. È parte fondamentale del tessuto sociale di Brescia e di tutto il Paese. Bollare l’opinione di monsignor Gallagher come una interferenza mi sembra quindi riduttivo, per non dire banale.

Aggiungo, a proposito di coerenza ed equilibrio, che su questo tema, a fronte dei diversi interventi letti anche su questo sito, è rumoroso il silenzio del sindaco Del Bono, solitamente molto loquace, così come di altri esponenti cittadini del Pd che dovrebbero rappresentare il mondo cattolico dentro il centrosinistra. Un silenzio imbarazzato, forse rinunciatario, evidenza di una resa culturale dentro il Pd alla sinistra ideologica e laicista che ha preso il sopravvento, spostando anche culturalmente e nell’elaborazione valoriale il Pd a sinistra, in una posizione post grillina, certamente lontana anni luce da ciò che furono il Partito Popolare e la Margherita.

Per concludere, la strumentalizzazione mediatica che si tenta di far passare è facile: essere contro il ddl Zan significa essere omofobi e contro gli omosessuali. Nulla di più sbagliato. Ognuno deve poter amare chi vuole, e questo non è nemmeno in discussione. Ma In questo disegno di legge ci sono troppe zone d’ombra che dobbiamo considerare. Non lo dice solo il centrodestra, non lo dice solo la Chiesa: è l’allarme lanciato, su tutti, da Cesare Mirabelli, ex presidente della Corte costituzionale, il quale sostiene che gli articoli 4 e 7 di questo disegno di legge lascino un margine interpretativo troppo ampio sulle libertà di pensiero e religiose. C’è il rischio di limitare la libertà di insegnamento, la libertà di parola. Io voglio poter continuare a esprimere senza conseguenze penali la mia contrarietà all’utero in affitto, voglio poter continuare a dire che insultare o aggredire un eterosessuale o un omosessuale sia altrettanto grave e voglio poter continuare a scegliere l’educazione da dare alle mie figlie. Chiedo troppo?

  • Assessore regionale all’Agricoltura


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Ultimo aggiornamento il 2 Luglio 2021 06:27

 

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