Pandemia, anche le farmacie sono sempre più online

Il 2020 è stato un anno terribile per l'Italia e per il mondo. La pandemia ha fatto centinaia di migliaia di vittime e ha inciso sulle abitudini di vita di milioni di persone, obbligandole a rimanere chiuse in casa per lunghi periodi e condizionandone il futuro. Ma anche nel dramma ci sono elementi di speranza. E uno di questi passa certamente per il web.

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farmacia - Foto di moakets da Pixabay
farmacia - Foto di moakets da Pixabay

Il 2020 è stato un anno terribile per l’Italia e per il mondo. La pandemia ha fatto centinaia di migliaia di vittime e ha inciso sulle abitudini di vita di milioni di persone, obbligandole a rimanere chiuse in casa per lunghi periodi e condizionandone il futuro. Ma anche nel dramma ci sono elementi di speranza. E uno di questi passa certamente per il web.

La permanenza forzata in casa (anche per lavoro e per studio) ha aumentato l’attenzione degli italiani per la tecnologia, obbligando molti a studiare e ad aggiornarsi. Ha spinto sempre più persone a informarsi attraverso portali web, a relazionarsi tramite app di messaggistica-video, a fare acquisti (perfino la spesa, una prassi che prima era per pochi) via internet e ad utilizzare software a fini lavorativi. Ma non solo. Le farmacie, ad esempio, sono state per mesi tra le poche attività mai chiuse dai vari Dpcm, ma molti hanno comunque preferito rivolgersi al web anche su questo versante.

Già a inizio del 2020 alcune stime indicavano per l’anno passato una crescita del 30 per cento negli acquisti alle farmacie-web: una crescita trainata dalla comodità dell’acquisto in pochi clic, ma anche dal fattore prezzo. Questa previsione, con l’arrivo della tempesta Coronavirus, è stata smentita: ma al rialzo.  Dal 2016, anno della prima autorizzazione in Italia, le farmacie su internet sono cresciute costantemente nel numero, passando da poco più di 300 unità a oltre 1.000 e il 2020 è stato – secondo alcune stime di settore – l’anno del maggior balzo percentuale in avanti dopo la liberalizzazione. Mentre i fatturati sono passati in dodici mesi da 240 a oltre 320 milioni di euro (nel 2017 la cifra era inferiore ai 100 milioni). Parliamo ancora di una nicchia, ma sempre più significativa nel settore.

Le farmacie online, come detto, sono operative ormai da un quinquennio. Ma il mare magnum del web non offre ai navigatori soltanto realtà legali ed è buona prassi – prima di fare un acquisto – controllare sempre che dietro lo spazio virtuale ci sia una realtà inserita tra quelle che il ministero della salute autorizza “alla vendita a distanza al pubblico dei medicinali mediante i servizi della società dell’informazione e l’indirizzo dei loro siti web” (a dimostrarlo c’è anche un marchio che, secondo legge, dovrebbe comparire sulle home page dei siti del settore). Troppo spesso, infatti, nella rete può capitare di imbattersi in portali sanitari truffaldini o che vendono medicinali senza adeguate autorizzazioni e, dunque, senza alcuna garanzia di sicurezza per chi li compra.

L’unico rimedio contro i rischi di acquistare farmaci di dubbia provenienza è quello di verificare bene l’origine dei siti a cui ci rivolgiamo e, a tal proposito, il fatto che dietro all’interfaccia virtuale ci sia una farmacia vera, con una sede fisica e personale specializzato, è sempre una buona garanzia del fatto che siamo nel posto giusto. Realtà come Farmavola (solo per fare un esempio tra i tanti) hanno alle loro spalle un gruppo fatto di ben cinque attività con sedi fisiche sul territorio (in questo caso le città di Ancona e di Sirolo): la prima nata nel 1912.

Ovviamente, lo ricordiamo a tutti, negli spazi virtuali italiani non è possibile la vendita di farmaci con ricetta, per i quali la legge impone di recarsi in una farmacia fisica muniti di ricetta. Nelle farmacie online si possono trovare prodotti per il benessere, i cosiddetti medicinali da banco e i farmaci senza obbligo di prescrizione, che non possono essere esposti ma vengono acquistati su consiglio del farmacista.

Se una farmacia online vende farmaci con obbligo di prescrizione  – come ricorda lo stesso Farmavola in un’apposita sezione del sito – meglio tenersene al largo, perché potrebbe trattarsi di una realtà completamente illegale (e dunque truffaldina) oppure di un sito straniero che non potrebbe operare legalmente in Italia, con tutte le complicazioni potenziali che ne seguono. I rischi per chi compra su siti non autorizzati, infatti, sono significativi: farmaci falsificati, mal conservati, con principi attivi non adeguatamente dosati possono essere molto pericolosi per la salute umana. Il rischio non è  solo quello che non facciano alcun effetto, ma che siano addirittura tossici.

Insomma: il web è un’opportunità per tutti e l’ultimo anno ha aiutato molti a capirlo. Ma come tutte le opportunità va gestita e la diminuzione del rischio passa certamente attraverso diversi elementi, tra cui l’educazione informatica e la consapevolezza degli acquirenti.

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