*️⃣ Ddl Zan, un voto lontano dagli occhi | di Donatella Albini

Il 27 ottobre il Senato ha censurato il libero confronto parlamentare, utilizzando lo strumento del voto segreto non su questioni di merito, ma procedurali, rifiutando di riconoscere i drammatici fenomeni dell'omo-Lesbo-bi-transfobia e dell'abilismo.

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Donatella Albini

di Donatella Albini – Il 27 ottobre il Senato ha censurato il libero confronto parlamentare, utilizzando lo strumento del voto segreto non su questioni di merito, ma procedurali, rifiutando di riconoscere i drammatici fenomeni dell’omo-Lesbo-bi-transfobia e dell’abilismo.

Nello stesso giorno gli Stati Uniti hanno rilasciato il primo passaporto per chi non si identifica come maschio o come femmina, opzione già in vigore in Australia, Nuova Zelanda, Canada e Nepal.

Si è votato, lontano dagli occhi, in segreto, per chiudere la vita a centinaia di migliaia di cittadini e cittadine, che ogni giorno, in ogni luogo, reale e virtuale sono costretti a subire insulti, discriminazioni, violenze, anche e soprattutto quando sono molto giovani, incerti, soli.

Il cinismo dell’applauso al comparire dei voti che hanno affossato il DDL Zan provoca infinita tristezza e sancisce la lontananza dalle esistenze di tanti uomini e tante donne.

Il mio, il nostro paese rimane uno dei pochi paesi europei senza una legge contro i crimini d’odio e le discriminazioni: si tratta di una decisione arrivata dopo mesi di rinvii, di propaganda fuorviante da parte degli oppositori di destra, di pressioni indebite del Vaticano, di ambiguità da parte di alcune parti politiche, che con opportunismo e cattiveria sacrificano il dolore di tante esistenze sul piccolo e ben misero tavolo delle trattative politiche.

Tra 6 mesi si potrà presentare un’altra proposta di legge, un’altra, diversa.

6 mesi sono un tempo infinito per le vite di tanti uomini e donne, e se questa si chiama “strategia politica” questa politica non mi appartiene.

Il pregiudizio non è innocuo, è un’ideologia che unisce gli uguali contro chi quegli stessi uguali indicano come diversi, non è innocente, umilia tutti e tutte.

Oggi siamo tutti e tutte più soli.

* Capogruppo in Loggia del Gruppo Consiliare “Sinistra a Brescia”

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