🐱 Aspettando… il gatto nero (17 novembre) | 🐶 ANIMALI & ANIMALI /62

ll perché della fama di portatore di cattive nuove va ricercato nelle superstizioni originate dal Medioevo, è proprio da lì infatti che è partita questa sciocca credenza...

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Gatto nera, foto generica da Pixabay

di Sara Ferrari – Manca poco più di una settimana alla giornata del gatto nero.

A suo malincuore protagonista di leggende e vicende che si tingono di macabro da secoli or sono. Figura felina legata nell’immaginario alle streghe, il gatto nero lo dice la denominazione stessa è caratterizzato da un pelo tutto nero, anche se a volte alcune zone del corpo possono essere marrone scuro o bruno rossastro. Queste sfumature, che di solito sono più visibili nell’addome, vengono messe in risalto dalla luce del sole. I suoi occhi sono gialli o color ambra a seconda della quantità di pigmenti di melanina.

I Paesi in cui si crede che il gatto nero porti sfortuna sono tra gli altri gli Stati Uniti, la Spagna e l’Italia mentre in Paesi come la Scozia, il Giappone e l’Inghilterra, tanto per citare alcuni esempi, il gatto nero è simbolo di fortuna e si pensa che averne uno in casa significhi prosperità.

ll perché della fama di portatore di cattive nuove va ricercato nelle superstizioni originate dal Medioevo, è proprio da lì infatti che è partita questa sciocca credenza. All’epoca ci si spostava con le carrozze. I gatti che di notte gironzolavano per i vicoli, da perfetti perlustratori quali sono, si imbattevano con questi strani trasporti e probabilmente nel tentativo di attraversare la strada rimanevano abbagliati dalla luce fioca della lampada della carrozza bloccandosi di colpo. Il cavallo vedendo soltanto i due occhi illuminati del gatto si spaventava creando scompiglio tra i passeggeri o magari addirittura provocando incidenti. Da qui la credenza che il gatto nero fosse indemoniato e considerato un animale satanico che spaventa persino i cavalli!

Ma a ricamare la storia nel 1200 ci fu anche la Chiesa con la figura di Papa Gregorio IX che aveva ribattezzato il gatto nero come fedele amico delle streghe, dando così il via libera ad una caccia spietata. E, visto che spesso a prendersi cura dei gatti erano delle vecchie signore che in tempi più recenti sarebbero poi state definite semplicemente gattare, molte volte finivano assieme ai mici neri sul rogo. Anche Brescia è stata protagonista di una feroce caccia alle streghe dove il nome di Benvegnuda Pincinella, considerata potente strega di Pisogne, ne è divenuta simbolo.

Un ulteriore motivo per cui si è diffusa la credenza che il gatto nero porti sfortuna è che un tempo nelle navi dei pirati venivano imbarcati dei gatti neri per tenere lontani i topi, per cui se  si vedevano dei gatti neri nei porti, significava che erano attraccati i pirati e la città era in pericolo.
Una serie di superstizioni insomma del tutto infondate che hanno dato vita difficile al gatto di questo colore, ma anche a tutti i gatti in generale, che quasi si estinsero dopo il Medioevo. E perché proprio il gatto di colore nero? Semplicemente perché il nero è per convenzione il colore del lutto.

Fortunatamente la storia ci insegna che non è sempre stata maledetta la sorte dei mici. Dobbiamo fare un salto nel passato più lontano. Nell’antico Egitto, il gatto nero e i felini in generale, venivano adorati. Non a caso, la Dea Bastet (siamo nel 2980 a.C.) viene rappresentata come un bellissimo gatto nero o una donna con una testa di gatto. Questa divinità era un simbolo positivo di armonia e felicità, protettrice della casa, custode delle donne incinte e capace di tenere lontani gli spiriti maligni. Nella mitologia egizia anche la sorella di Bastet, Sekhmet, è raffigurata con sembianze feline. Ma in generale, i gatti erano animali sacri e chi ne uccideva uno, era punito severamente.

Simbolo delle forze del bene, grazie ai loro occhi luminosi, il gatto nero veniva preservato in tutto e per tutto. In caso di incendio ad esempio, non si poteva scappare senza aver salvato prima il gatto e se malauguratamente ne moriva uno, la famiglia teneva il lutto. E, ad oggi, a onor del vero, secondo alcune ricerche, i gatti neri avrebbero addirittura una minore propensione a contrarre determinate malattie.

Ma dunque alla domanda: Come è stato possibile passare da un periodo di elogi ad uno di vera e propria persecuzione?

La risposta si trova nei culti pagani. Infatti le credenze elencate spiegano perchè il gatto, specie il gatto nero, veniva additato delle peggiori colpe.

Ai giorni nostri per sensibilizzare contro le superstizioni che ruotano attorno a questo tipo di felino sono organizzate diversi eventi, ad esempio l’Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali & Ambiente), ha creato il Gatto Nero Day, che si svolge ogni anno il 17 novembre, giorno simbolico, considerato anch’esso portatore di sventura. Questa festa è giunta alla ennesima edizione e vuole riabilitare la reputazione del gatto nero oggetto di credenze popolari ingiuste da svariati secoli, come abbiamo visto.

17 NOVEMBRE: si celebra In Italia e in quasi tutto il mondo e si invitano le persone ad adottare i gatti neri che proprio per il loro colore fanno più fatica a trovare una famiglia che li accolga.

La giornata ci fa riflettere su quanto sia importante abbattere il pregiudizio, tralasciare questo bigottismo decisamente datato ed adottare un gatto, senza pensare al suo manto.

Questa pantera nera in miniatura è un animale e in quanto tale essere senziente ma, soprattutto, lui non ci sceglierebbe in base al colore della nostra pelle. Tutt’al più in base al grado di fedeltà che gli umani potrebbero dargli, da bravi servitori.

Lodati siano i gatti. Sempre.

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CHI SONO?

Sara Ferrari Sara Ferrari… Laurea presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Brescia come educatore e specializzazione in colloqui clinici ed attività consultoriali presso l’Università Cattolica passando per il corso di perfezionamento in Psicologia Clinica perinatale. La formazione professionale improntata agli studi psico-socio-educativi è stata applicata lavorando in servizi formativi ed educativi, in particolare in centri rivolti a minori per prevenzione del disagio ed alle famiglie per interventi di riduzione dell’abbandono scolastico.La passione per il gioco con gli animali, che sono per me la dimensione della pace, insieme all’attrazione per l’osservazione e la comunicazione sono i fuochi che mi animano.

PER SEGNALAZIONI, PROPOSTE E SUGGERIMENTI SCRIVETE A: [email protected]

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