🔴 Tecnici di radiologia, da Brescia un Sos al ministro: equiparateci ai colleghi europei

Crolla il numero dei laureati e si riduce l’organico che deve garantire le prestazioni diagnostiche sul territorio

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Un tecnico di radiologia, foto da ufficio stampa

Crisi di vocazioni, scarso appeal professionale e magre soddisfazioni economiche: i tecnici di radiologia di Brescia lanciano l’allarme e fanno appello al ministro della Salute Roberto Speranza, chiedendo l’equiparazione ai colleghi europei” per frenare la crisi della categoria e invertire la tendenza.

“Questa bellissima professione – commenta Francesco Zangari, presidente dell’Albo dei tecnici di radiologia medica di Brescia – si trova ormai da tempo in un potenziale corto-circuito: gli stipendi in Italia sono troppo bassi se paragonati ai colleghi europei e non proporzionati alle responsabilità che ne derivano. Ciò ha come conseguenza che siano sempre meno i giovani che scelgono questa specialità, basti vedere il numero di laureati nella Facoltà di Brescia”

In Italia non c’è possibilità di crescita professionale, scarse se non assenti del tutto la possibilità di poter intraprendere la carriera dirigenziale. Nonostante questo molti tecnici di radiologia hanno deciso lo stesso di investire nella propria formazione post-laurea conseguendo Lauree Magistrali e Master come per esempio in Senologia dove il TSRM è il primo sanitario con cui si interfacciano le donne che si avvicinano ai percorsi di screening mammografico, ma ugualmente non gli vengono riconosciute nel quotidiano. Speriamo che nell’imminente rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL Sanità) venga inserito un riconoscimento con percorsi di carriera avanzati, ai tanti colleghi che hanno investito nella loro formazione

“Ogni anno a Brescia formiamo validi Tecnici di Radiologia – continua Zangari – che decidono poi di intraprendere la loro carriera all’estero come in Inghilterra o in Germania per citare alcune delle mete europee. I bisogni di Salute della popolazione si stanno modificando, ed è proprio a questi bisogni che è necessario rispondere tramite una evoluzione professionale della figura del Tecnico Sanitario di Radiologia Medica in chiave Europea. Oltre ad essere il Presidente dell’Albo dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica di Brescia – precisa Zangari- sono anche il Referente per Regione Lombardia per il fabbisogno formativo dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e più volte ai tavoli regionali ho espresso le difficoltà della categoria e il dramma che stiamo vivendo.  Il gap con i colleghi europei è drammatico, basti pensare che superato il confine italiano il Tecnico Sanitario di Radiologia Medica, esegue l’ecografia, referta le radiografie, ovviamente solo se in possesso di un’adeguata formazione, tutte possibilità oggi precluse in Italia, ma che a mio avviso stimolerebbero i ragazzi ad iscriversi con maggiore convinzione e soddisfazione professionale all’università, ma soprattutto risponderebbero in maniera più efficace ai bisogni di salute dei cittadini”.

A confrontare con dati e cifre l’allarme di Zangari è Luigi Peroni, presidente dell’ordine di Brescia TSRM PSTRP e coordinatore regionale. “Nella sessione autunnale di Ottobre presso l’Università degli Studi di Brescia – dice Peroni – quest’anno, si laureeranno 16 dottori in “Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia”. Solo sedici futuri professionisti per una delle provincie più grandi d’Italia con una popolazione circa di 1,266 milioni di abitanti, ma è ancora più allarmante se pensiamo che l’Università degli Studi di Brescia è sede anche per le città di Cremona con 359.000 abitanti e Mantova con 412.000 abitanti. Per circa 2.000.000 di abitanti ci saranno soltanto 16 Tecnici di Radiologia Medica”

Il tasso di abbandono del Corso di Laurea è un campanello d’allarme e deve far riflettere la categoria a tutti i livelli, a Brescia circa il 50% degli studenti iscritti al primo anno decide poi di abbandonare gli studi cambiando corso di laurea con maggiori possibilità di crescita professionale ed economica. Un numero così limitato non basterà neanche a colmare il turn-over dei colleghi andati in pensione solo nel bresciano. Questo purtroppo appesantisce le liste d’attesa per le prestazioni radiologiche. La Regione Lombardia è partita ad aprile con una sperimentazione: gli ambulatori per eseguire tac, risonanze magnetiche, mammografie, saranno in orario serale durante i giorni infrasettimanali e il di sabato e di domenica ma non è la soluzione definitiva. Insomma, conclude preoccupato Peroni: “I Tecnici di Radiologia a Brescia, circa 500 professionisti sono allo stremo, non hanno ancora superato il dramma vissuto dalla Pandemia e ci vorrà ancora molto tempo per superarlo”.

Luigi Peroni, presidente dell’Ordine delle professioni sanitarie di Brescia, foto da ufficio stampa


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Ultimo aggiornamento il 27 Giugno 2022 19:23

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