Votazioni o shopping? Quando la politica somiglia a un supermarket | 🟢 BRESCIA VISTA DALLA PSICOLOGA

Il partito dell’astensione è il partito che, senza alcun dubbio, è risultato il vincitore nelle recenti votazioni, sia quelle referendarie, sia quelle amministrative nella stessa giornata di domenica 12 giugno.

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Doriana Galderisi, opinionista BsNews

di Doriana Galdrisi* – Il partito dell’astensione è il partito che, senza alcun dubbio, è risultato il vincitore nelle recenti votazioni, sia quelle referendarie, sia quelle amministrative nella stessa giornata di domenica 12 giugno.

Non sarà che ha ragione il ragionier Ugo Fantozzi quando esclama alla moglie: “Pina, stammi a sentire: se io sbaglio il voto questa volta va a finire che non mangiamo e non mangiate per una decina d’anni!”

Battute a parte, sono due gli aspetti importanti da considerare: il primo è che l’espressione del voto e l’astensione dal voto sono entrambi comportamenti portatori di conseguenze, cioè producono degli effetti.

Il secondo aspetto da considerare è che, dal momento che ci sono vari tipi di votazione (presidenziali, parlamentari o cosiddette politiche, primarie, amministrative, europee…) la partecipazione si può diversificare, a volte in modo considerevole.

La diserzione delle urne è un fenomeno che trova l’Italia in buona compagnia!

Infatti è la Francia ad avere mostrato una situazione in certo senso simile: proprio lo stesso 12 giugno si è svolto il primo turno delle elezioni legislative e la percentuale di astensionismo ha oltrepassato il 52%. Questo dato si è ulteriormente confermano domenica scorsa, il 19 giugno al secondo turno.

Anche a Brescia, così come su tutto il territorio italiano, l’affluenza elettorale è stata molto scarsa. Nella nostra città, infatti, le persone che si sono recate a votare per i referendum sulla giustizia sono state pochissime (circa il 21%), ma scarsa è stata anche la partecipazione al voto nei Comuni della provincia dove sono state rinnovate le amministrazioni.

I numeri relativi all’esercizio di voto sono risultati inferiori (di circa il 6 per cento con picchi anche del 13%) al dato delle precedenti elezioni di 5 anni fa. A Desenzano, per esempio, ha votato il 48,44% degli aventi diritto e un forte calo si è registrato anche in Comuni come Palazzolo, Gussago e Darfo.

Al di là delle letture di tipo prettamente statistico, che cosa ci indica questo trend di così scarsa partecipazione al voto?

La risposta ci viene fornita dalla psicologia politica, un settore della psicologia che, intersecando studi di neuroscienze, di psicologia cognitiva e di psicologia sociale, ci aiuta a capire le basi del comportamento di voto e gli atteggiamenti elettorali ma studia anche il modo in cui le persone (cittadini, politici, militanti, giornalisti) si rapportano con la politica stessa, analizzando movimenti di massa, ideologie, fenomeni di propaganda, campagne elettorali.

Quello che è importante aver ben chiaro è che, in particolare nel comportamento di voto, vi sono “dispositivi psicologici” che si rifanno ai complessi processi di decisione, i cosiddetti decision making.

Votare, infatti, è una scelta, un atto intenzionale, così come intenzionale è l’azione di non votare, quindi il comportamento di voto è una decisione deliberata.

Ciò a cui assistiamo è la mancanza di azione attiva di molti cittadini, di partecipazione degli abitanti del nostro Paese e questo segnala una serie di problematiche ma soprattutto il “distacco”, la disaffezione dalla politica ma anche, come molti studi ci dicono, il rifiuto, l’ostilità e talvolta di vero e proprio disgusto verso il mondo della politica.

Per tutti coloro che, oltre che leggere apprezzano ascoltare e guardare, è disponibile un mio video preparato appositamente per questo argomento, in cui, chi lo desidera, potrà trovare approfondimenti proprio sugli aspetti cognitivi e psicosociali presenti nelle dinamiche di voto.


Una serie di ricerche e di studi evidenziano nella partecipazione che potremmo definire ristretta, “asciutta, ed abbottonata” (in stile tight!) uno dei sintomi del cattivo stato di salute della nostra democrazia (L. Di Gregorio) ammalata di “demopatia”.

La demopatia è una patologia del mondo della politica, in cui sono coinvolti cittadini, politici e istituzioni e prende forma nella volatilità e mobilità del voto, nei continui cambi dei governi, nelle modifiche veloci e spesso molto profonde all’interno dei settori politici, nella difficoltà di accogliere l’overloading di necessità e richieste dei cittadini…

La demopatia è quindi l’espressione concreta della perdita di valore e di autorevolezza della politica in generale.

L’astensionismo non è, dunque, l’unico sintomo dell’allontanamento degli elettori dalla partecipazione politica, perché anche il fenomeno migratorio del voto, cioè degli spostamenti di preferenza (quella che viene definita volatilità del consenso: all’interno  dello stesso settore dello spazio politico – volatilità  intra-blocco – o lo spostamento in un altro spazio politico – estra-blocco) segnalano nitidamente come sia in atto una serie di cambiamenti con i quali il sistema politico fatica a stare al passo, con la conseguente difficoltà a stabilizzare e consolidare il consenso, quindi a dare risposte soddisfacenti e credibili ai cittadini.

In tutto questo spesso assistiamo a “leader” politici che assumono le caratteristiche dei follower (inseguitori dell’opinione pubblica) e in cui “l’opinione si fa emozione pubblica, tanto è diventata volatile e volubile” (L.Di Gregorio), in una quasi ossessione per i sondaggi politici (“sondocrazia”: L. Di Gregorio).

Le emozioni e l’emotività hanno un peso e un ruolo importantissimo nei meccanismi di voto politico, al punto che gli stati d’animo degli elettori e, in generale, le atmosfere emotive nelle campagne elettorali, sono in grado di orientare gli elettori nelle valutazioni politico-ideologiche molto più che il ragionamento, la riflessione o l’analisi ponderata (e se non avete ancora guardato il video è il momento di farlo perché potrete trovare approfondimenti proprio su tutto ciò).

E di tutto questo la propaganda, in un clima civico ammorbato dalla demopatia, fa incetta!

Che poi siano la complessità dei temi, il loro sganciamento eccessivo dai problemi di ogni giorno, il pessimismo verso il futuro, la sfiducia verso la classe governativa attuale… insomma sia quel che sia… resta il fatto che il punto dolente è che i problemi non solo rimangono, ma, anzi, aumentano sia in qualità che in quantità.

Chi desidera approfondire questi aspetti può ascoltare la seguente intervista.

Oggi, 26 giugno, in Italia è in calendario il ballottaggio in una serie di Comuni in cui verrà definito l’assetto amministrativo e… chi vivrà vedrà!

Per il momento ci basiamo sull’aiuto che ci fornisce la psefologia, ovvero lo studio dei risultati e delle statistiche correlate alle elezioni, che, a sua volta, fatica moltissimo ad individuare linee previsionali di esito del voto, proprio per la mobilità e la volatilità del voto stesso.

Qualcuno potrebbe dire che “non ci resta che piangere”!

Che la situazione non sia la più rosea è un dato di fatto, ma ci sforziamo di vedere ciò che sta succedendo in modo un po’ più “brillante” e in tal senso potremmo pensare che, in fondo, in questo referendum ci è andata ancora bene (visto che non si è nemmeno raggiunto il quorum) perché c’era il rischio che finisse come ci racconta il notissimo comico Crozza, ovvero… “mai fidarsi troppo del giudizio dei cittadini… visto che nel referendum della storia hanno liberato Barabba!”

E per riprendere un commento di apertura, battute a parte, restiamo in attesa, più o meno con il fiato sospeso, di vedere che cosa accade oggi nella giornata del secondo turno elettorale.

Nel frattempo vi ringrazio per l’attenzione e vi aspetto tra due settimane con il prossimo articolo augurando buona vacanza e buona lettura a chi è sotto l’ombrellone.

Ricordo il sito scienzadieccellenza.it  e ai miei canali social, dove potete trovare approfondimenti sui tanti e complessi temi del nostro vivere oggi.

CHI E’ DORIANA GALDERISI?

Doriana Galderisi è padovana d’origine e bresciana d’adozione: lavora nel campo della psicologia da più di 27 anni con uno studio in via Foscolo, a Brescia. Esperta in: Psicologia e Psicopatologia del Comportamento Sessuale Tipico e Atipico, Psicologia Criminale Investigativa Forense, Psicologia Giuridica, Psicologia Scolastica, Psicologia dell’Età Evolutiva, Neuropsicologia. E’ inoltre autorizzata dall’ASL di Brescia per certificazioni DSA (Disturbi specifici di Apprendimento). E’ iscritta all’Albo dei CTU, all’Albo dei Periti presso il Tribunale Ordinario di Brescia e all’Albo Esperti in Sessuologia Tipica e Atipica Centro “il Ponte” Giunti-Firenze.

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Ultimo aggiornamento il 12 Agosto 2022 16:19

 

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