🔴 Verso il voto, Casasco (Fi): io in campo per dar voce a imprese e famiglie, che sono la stessa cosa |*️⃣L’INTERVISTA

Ho 67 anni, sono bresciano, rappresento un'importante organizzazione imprenditoriale e ho 40 anni di esperienza lavorativa sulle spalle. A convincermi è stata la necessità di fare qualcosa di concreto e di utile in un momento tanto difficile per l'Italia e per Brescia

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Maurizio Casasco, foto da ufficio stampa

di Andrea Tortelli – La sua investitura è arrivata dall’alto e lo stesso Berlusconi, in un’intervista lasciata a Bresciaoggi, ne ha elogiato pubblicamente la discesa in campo, che “rafforza il legame di Brescia con il mondo dell’impresa”. Maurizio Casasco (classe 1954), il 25 settembre, sarà candidato con Forza Italia nell’uninominale cittadino e nel plurinominale, sempre per la Camera. Una corsa a elezione “certa”, che imprime una netta svolta netta al suo già ricco curriculum: presidente di Confapi dal 2012, presidente della confederazione europea Cea-Pme (che raccoglie 2,1 milioni di imprese), presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana, presidente dell’Executive Board della Federazione europea di medicina dello sport e membro del Coni. BsNews l’ha intervistato.

DOMANDA – Cosa l’ha convinta a candidarsi?

RISPOSTA – Ho 67 anni, sono bresciano, rappresento un’importante organizzazione imprenditoriale e ho 40 anni di esperienza lavorativa sulle spalle. A convincermi è stata la necessità, in un momento tanto difficile, di fare qualcosa di concreto e di utile per l’Italia e per Brescia. Il Paese, oggi, non ha bisogno di teoremi astratti, ma di soluzioni urgenti a problemi concreti. È il momento della responsabilità: la società civile ha il dovere di scendere in campo. Il presidente Draghi e il Papa hanno invitato tutti ad andare a votare: credo sia essenziale, oggi più che mai, farlo per non rinunciare alla libertà e al futuro. Se non si vota saranno altri a decidere per noi.

D – Cosa risponde a chi teme che lei, indipendente e scelto dai vertici, dopo l’elezione si possa “dimenticare” di Brescia e del centrodestra?

R – Mi viene da sorridere. Lascio la confederazione che guido da 10 anni per dedicarmi interamente alla città in cui sono la mia famiglia e la mia impresa. Non credo serva aggiungere molto altro: sarò sul territorio e il mio impegno prioritario sarà per Brescia. Il fatto di poterlo fare, da indipendente, con una forza che incarna i valori del Partito Popolare Europeo, europeista e atlantista, è una garanzia in più.

D – Quali sono, secondo lei, i temi prioritari in questa campagna elettorale?

R – Vanno date risposte concrete alla sfiducia di imprese e famiglie, che sono la stessa cosa e hanno esigenze di fatto coincidenti. Servono risposte convincenti a partire dal caro energia, che è la questione più urgente, e dall’abbattimento del cuneo fiscale per dare soldi ai lavoratori e aumentarne il potere d’acquisto, e alle imprese, perché possano investire nello sviluppo. Bisogna varare misure per il sostegno della natalità, che è una sfida per il futuro, anche sul versante dello sviluppo economico. Nello specifico di Brescia, poi i temi da affrontare urgentemente sono numerosi. Penso alla viabilità, anche quella secondaria, alle infrastrutture come la metropolitana (da sviluppare verso Est e verso Nord) e all’aeroporto, che Brescia merita anche per il valore del suo sistema produttivo. Penso ancora alle fiere, all’ambiente e alle bonifiche Caffaro, al problema carcere, alla cultura (su cui bisogna coinvolgere anche la Provincia), alle scuole pubbliche e paritarie, con medesima dignità. Da anni sento parlare di questi temi e nessuno è riuscito ad affrontarli in maniera convincente. Io, con la mia storia, credo di aver dimostrato di prendere le cose sul serio e di essere concreto nel cercare di affrontarle.

D – Concretezza e responsabilità sono due delle parole che lei usa più spesso. Come valuta l’esperienza del governo Draghi? Non crede che Forza Italia avrebbe dovuto sostenerlo fino alla fine?

R – L’esperienza di Draghi è venuta meno per le scelte folli e irresponsabili di Giuseppe Conte. Forza Italia ha sostenuto lealmente il Governo e io ne ho apprezzato molto l’azione. Anche se si sarebbe potuto fare di più. Da tempo – già dai primi gennaio, prima della guerra – andavo dicendo pubblicamente che il problema dell’inflazione era strutturale e non passeggero a differenza di quanto detto da Christine Lagarde (presidente Bce, ndr), e che il tema dell’energia era preoccupante, proponendo un patto tra le associazioni e interventi sugli extra profitti. Il 26 luglio, con Confapi, avevo incontrato Draghi chiedendo l’intervento dello Stato sul costo dell’energia e sostegni concreti a imprese e famiglie: sono temi ancora urgenti e attuali. Come, per Brescia, è essenziale avere l’autorevolezza e la capacità di aumentare gli investimenti sul territorio.

D – Lei, nel collegio uninominale di Brescia, se la dovrà vedere soprattutto con l’ex presidente nazionale di Acli Roberto Rossini: è una sfida tra sindacato e impresa?

R – Affatto. Ho sempre avuto un rapporto straordinario con il sindacato: già nel 2012, con Confapi, feci inserire nel contratto di lavoro contributi extra per i lavoratori finalizzati al Welfare (sostegno al reddito, natalità, asili nido, libri scolastici e PC per i giovani, disabilità, contributi per le lauree etc). Non vedo questa contrapposizione. Io voglio rappresentare gli interessi di tutti – imprese, artigiani, lavoratori, agricoltori, commercianti, famiglie – che non sono affatto in conflitto tra loro. Il mio ruolo è quello di essere l’anello di congiunzione tra politica ed economia reale.

D – Per farlo al meglio lascerà, dunque, la presidenza di Confapi in caso di elezione?

R – Si, perché serve serietà e, come detto, io non voglio rappresentare gli interessi di una sola confederazione, ma di un territorio intero.

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