⚫ Bresciani illustri: la biografia di Adelio Terraroli (24 luglio 1931 – 5 marzo 2021)

Politico, esponente del Pci, è stato consigliere comunale, deputato per tre legislature, consigliere regionale

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candela - lutto - morti
Candela accesa per ricordare chi non c'è più - foto generica

Politico, esponente del Pci, è stato consigliere comunale, deputato per tre legislature, consigliere regionale

Adelio Terraroli nasce a Brescia il 24 luglio 1931 in una famiglia di operai, ma di origine contadina, della zona di Borgosatollo: il nonno Lorenzo, alla fine dell’Ottocento, si era trasferito a Brescia, con la moglie Emilia e i figli, per diventare operaio alla Sant’Eustacchio. La madre, Pierina Terraroli (nata nel 1897), operaia, non si era sposata, motivo per il quale Adelio prese il suo cognome, e viveva in casa con il padre Lorenzo e i due fratelli, Giovanni (nato nel 1900) e Enrico (nato nel 1905), comunisti sin dai tempi della lotta clandestina antifascista.

A.T. ha seguito gli studi classici presso il liceo Arnaldo e, dopo la maturità (1951), ha vinto un posto di alunno al collegio universitario Ghislieri di Pavia, nella cui Università ha frequentato la facoltà di Giurisprudenza. Mentre frequentava l’Università (1951-1955), a 21 anni si iscrive al Partito Comunista Italiano. Sul finire del 1954, proprio nella sede della Federazione Provinciale di Pavia, incontra Amedea Gianotti, membro della Federazione Provinciale di Reggio Emilia, e si sposano il 26 dicembre 1955. A. T. si laurea il 29 febbraio del 1956 e un mese dopo è già membro dell’apparato della Federazione Comunista di Brescia.

Inviato in Valle Camonica, si trasferisce a Cogno con la famiglia e avvia la costruzione del partito in quel territorio, lavoro che gli viene riconosciuto con l’inserimento nella lista nelle elezioni politiche del 1958. Nel 1959, in occasione del IX Congresso, viene richiamato a Brescia per essere nominato vice segretario della Federazione. Nel marzo 1960 diviene segretario provinciale del PCI e, con le elezioni amministrative di quell’anno, entra in consiglio comunale. In una fase politica dominata dallo scontro diretto con la Democrazia Cristiana e con una sorta di arroccamento del PCI sulle proprie posizioni, A. T. avvia un duro confronto, ma anche un dialogo con l’allora sindaco, Bruno Boni, e 1961 ottiene il voto disgiunto per il bilancio del comune e per il bilancio dei servizi municipalizzati, che allora si votavano contestualmente, atto che apre una stagione di discussione sui temi della gestione del territorio, dell’energia, del piano regolatore della città e dell’utilizzo delle aree fabbricabili pubbliche, e di conseguenza sul ruolo propositivo del Partito Comunista che era all’opposizione. Nel 1966 sostiene l’avvio del progetto per la costituzione dell’Università statale a Brescia e promuove la nascita di circoli culturali legati al PCI. Nel 1968 viene eletto deputato e dal 1968 al 1972 ricopre il ruolo di Segretario della Camera dei Deputati. Nel corso delle sue tre legislature lavora in Commissione Interni, poi in Commissione Finanza e Tesoro, infine in Commissione Agricoltura, dove avanza proposte di legge per la difesa del territorio e delle aree montane, fino al 1980. Nel 1980 viene eletto in Consiglio Regionale, dove ricopre, fino al 1985, il ruolo di capogruppo del PCI e termina la propria esperienza in Consiglio Regionale nel 1991. Nel 1993 assume la Presidenza del Comitato Regionale di Controllo per gli atti amministrativi (Co.Re.Co.) fino al 1996.

FONTE: COMUNE


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