A2A, nei primi due anni del Piano decennale investimenti infrastrutturali per 3,5 miliardi

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Esterni della sede di A2A a Brescia in Via Lamarmora. Brescia 17 novembre2017 Ph Christian Penocchio (foto da ufficio stampa)

Nei primi due anni del Piano decennale A2A ha realizzato investimenti infrastrutturali per il Paese pari a 3,5 miliardi di euro.

Il Cda, presieduto da Marco Patuano, ha esaminato e approvato l’aggiornamento del Piano Strategico 2021-2030 che rinnova l’impegno del Gruppo verso la decarbonizzazione, in anticipo rispetto agli obiettivi comunitari. L’aggiornamento del Piano 2021-2030 conferma Economia circolare e Transizione energetica come pilastri della strategia di A2A, a cui contribuiscono tutte le Business Unit (Energia, Ambiente e Smart Infrastructures1). Restano invariati gli obiettivi di investimento del primo Piano decennale presentato a gennaio 2021, con una loro rimodulazione focalizzata sullo sviluppo nei business distintivi del mercato domestico prevalentemente attraverso crescita organica.

Nell’ambito dell’Economia circolare il Gruppo ha finalizzato investimenti strategici in impianti per il trattamento di rifiuti organici e scarti agroalimentari (Lacchiarella e Cavaglià con capacità di produzione di circa 13 Mmc di biometano), per il trattamento dei fanghi (Corteolona con capacità di trattamento 55 kton), per la depurazione (Gavardo, Alfianello e Val Trompia con capacità di trattamento di circa 130 mila abitanti equivalenti) e nella conversione dell’impianto Biofor (capacità di circa 5 Mmc di biometano). In ambito M&A sono state finalizzate due rilevanti operazioni. Nel comparto dei rifiuti industriali è stata conclusa l’acquisizione di TecnoA, azienda leader nel Centro-Sud Italia, il cui polo impiantistico ha una capacità di trattamento di circa 300 kton all’anno di rifiuti, finalizzata al di recupero energetico. Nel recupero di calore è stata portata a termine l’operazione di acquisizione di Sea Energia, società che fornisce energia elettrica e termica agli aeroporti di Milano Linate e Milano Malpensa e che ha l’obiettivo di favorire il loro processo di decarbonizzazione.

A supporto della transizione energetica, nella prima fase di attuazione del Piano sono stati acquisiti portafogli di impianti di generazione green per 436 MW di potenza nominale attraverso due rilevanti acquisizioni: il portafoglio Octopus, esclusivamente fotovoltaico di 173 MW, e i portafogli eolici e fotovoltaici Ardian pari a 263 MW. Queste operazioni hanno consentito al Gruppo di diventare il quarto player industriale nel settore delle energie rinnovabili.

Nel corso del 2022 è stata acquisita un’ulteriore piattaforma di sviluppo FER, con pipeline di progetti per 800 MW, fra i quali l’Impianto Eolico di Matarocco da circa 30 MW di cui è stato avviato il cantiere.

Per sviluppare nuova energia flessibile a supporto delle rinnovabili, sono state potenziate le centrali di Chivasso e Cassano; sono state inoltre realizzate due cabine primarie per garantire la resilienza della rete elettrica della città di Milano (Rozzano e San Cristoforo).
Infine, l’acquisizione di clienti retail da canali digitali ha superato le aspettative con oltre 180 mila nuovi clienti nei primi due anni di piano.

EBITDA E UTILE NETTO DI GRUPPO

L’aggiornamento del Piano Strategico 2021-2030 prevede un Ebitda in crescita da 1,4 miliardi di euro del 2021 a 1,45-1,50 miliardi nel 2022 a 2,1 miliardi nel 2026 a 2,6 miliardi al 2030, in linea con il primo Piano strategico annunciato ai mercati nel gennaio 2021. Oltre il 40% dell’Ebitda sia al 2026 che al 2030è regolato o contrattualizzato, ossia caratterizzato da bassa volatilità; per il restante 60% circa, composto principalmente dai margini relativi alla generazione elettrica, all’energy retail e agli impianti di trattamento rifiuti non regolati, la rischiosità è mitigata dall’hedging offerto dalla diversificazione delle fonti di generazione di elettricità, dalla base clienti consolidata e dalla posizione di leadership nel settore del trattamento dei rifiuti in un mercato sottodimensionato dal punto di vista impiantistico.
L’Ebitda della Business Unit Energia è atteso passare da 0,6 miliardi nel 2021 e nel 2022F a 1,1 miliardi al 2026 e a circa 1,2 miliardi di euro nel 2030, principalmente grazie al contributo della nuova capacità rinnovabile (+2,5GW rispetto al 2022 grazie alla crescita organica), agli sviluppi negli impianti finalizzati ad incrementare la flessibilità del sistema elettrico e alla base clienti (5 milioni di clienti gas e power al 2030) anche a seguito del termine del mercato tutelato.

La crescita della Business Unit Ambiente è trainata sia dalla realizzazione di impianti di trattamento finalizzati alla chiusura del ciclo dei rifiuti, sia al potenziamento del recupero di materia e di energia. La marginalità operativa (Ebitda) è attesa crescere da 0,3 miliardi di euro nel 2021, a 0,4 miliardi nel 2022 a 0,5 miliardi nel 2026 e a 0,7 miliardi di euro nel 2030.

Nella Business Unit Smart Infrastructures, infine, l’Ebitda pari a 0,5 miliardi di euro del 2021, 2022F e 2026 è atteso in crescita a 0,7 miliardi di euro nel 2030 con un forte focus sulle reti elettriche, funzionali al sostegno dell’elettrificazione dei consumi.

L’Utile netto ordinario mostra un trend di crescita coerente con l’andamento della marginalità operativa, passando da 0,4 miliardi di euro nel 2021 a 0,34-0,38 miliardi nel 2022 a 0,6 miliardi nel 2026 a 0,7 miliardi nel 2030 (CAGR 2021-2030 pari a 6%), corrispondente a un EPS di 22 centesimi di euro per azione al 2030 (13 centesimi di euro per azione nel 2021).

INVESTIMENTI

L’aggiornamento del Piano Industriale, improntato alla flessibilità, alla prudenza, al governo del rischio, nonché all’ottimizzazione delle risorse finanziarie ha spinto verso la focalizzazione sui business distintivi del mercato domestico, attraverso crescita organica.
Nel biennio 21-22 il gruppo ha realizzato complessivamente investimenti per 3,5 miliardi corrispondenti a 1,7 miliardi medi annui.
Il quadriennio 2023-2026, prevede un cumulato di 5,8 miliardi di euro, corrispondente ad una media annuale di 1,4 miliardi di euro in riduzione di 0,3 miliardi di euro rispetto a quanto osservato nel periodo 2021-2022.
Il periodo successivo 2027-2030, invece, vede un cumulato di circa 6,5 miliardi di euro, pari ad una media annuale di 1,6 miliardi di euro, che consente di traguardare sul decennio 2021-2030 16 miliardi di euro, in linea con il target del primo Piano Strategico.
Dei 16 miliardi complessivi, circa 5 miliardi sono relativi all’economia circolare, con focus ai WtE (36%), al business del teleriscaldamento (19%) e alle bioenergie e FORSU (12%).
I restanti 11 miliardi sono destinati alla transizione energetica, focalizzati specialmente nella realizzazione di impianti rinnovabili (35%), reti di distribuzione (30%) e interventi a garanzia della maggiore flessibilità elettrica (12%).
Dal punto di vista delle BU:

– la BU Energia è destinataria di circa 6,3 miliardi di euro tra il 2021 e il 2030, di cui 2 miliardi attesi nel periodo 2023-2026 e 3,1 miliardi nel periodo 2027-2030. Lo sviluppo delle rinnovabili pesa per il 42% e per il 75% rispettivamente in ciascuno dei due periodi;

– la BU Ambiente investe 3,6 miliardi di euro nel decennio, di cui 1,5 miliardi tra il 2023 e il 2026 e 1,2 miliardi tra il 2027 e il 2030. Lo sviluppo di nuovi impianti WtE pesa per il 58% e per il 25% rispettivamente in ciascuno dei due periodi;

– la BU Smart Infrastructures è destinataria di 4,8 miliardi di euro tra il 2021 e il 2030, di cui 1,9 miliardi tra il 2023 e il 2026 e 1,8 miliardi tra il 2027 e il 2030. Circa il 70% degli investimenti in arco piano è destinato alle reti di distribuzione.


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