🔻 Bossolà: il ritrovato dolce tipico bresciano | 🔺DAL GRUPPO G9

Quale bresciano non più di primo pelo non ricorda i pranzi domenicali col bossolà di Camera o di Piccinelli proposto trionfalmente a fine pasto?

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Il bossolà di Iginio Massari, foto da ufficio stampa

di FEDERICA BIGLINO* Philippe Daverio definì Brescia “ città enciclopedica”. In effetti, nello spazio di 1,5 km si può ritrovare la classicità romana del Capitolium, l’austera sobrietà medievale del Duomo Vecchio e del Broletto, l’aggraziata monumentalità rinascimentale di piazza Loggia. Città antichissima quindi, con tradizioni altrettanto antiche e radicate. I bresciani sono, si sa, gente schiva e riservata e non sempre si è messa in evidenza una particolare propensione al buon cibo e alla buona tavola, che invero è parte integrante dell’humus anche culturale del nostro territorio. Del resto si sa, il tondino non si mangia…

Quindi, avvicinandosi l’atteso evento dell’inaugurazione di Brescia –  Bergamo capitale della cultura 2023, come denunciano  i cantieri ancora aperti e operativi in tutto il centro storico, urge rispolverare anche la tradizione gastronomica bresciana e considerarle parte integrante dell’offerta culturale del 2023.

Ed ecco che come dolce tipico e tradizionale si fa avanti il bossolà (qui il link alla ricetta di Iginio Massari). Del resto, quale bresciano non più di primo pelo non ricorda i pranzi domenicali col bossolà di Camera o di Piccinelli proposto trionfalmente a fine pasto?

L’impasto è molto semplice: burro, vaniglia, scorza di limone. Sembra addirittura che sia di origine celtica. Il dolce divenne molto popolare in età veneta. Esistono molte varianti proposte anche nella provincia bresciana. La forma circolare richiama l’idea di una biscia acciambellata. La biscia è tra l’altro un simbolo maschile, ma anche di protezione, a differenza del panettone che richiamerebbe nella forma un simbolo di protezione femminile.

Soffice, di facile masticazione, delicato e saporito, adatto a tutti e in grado di soddisfare i palati più esigenti. La fortunata forma a ciambella nasce nella storica pasticceria Piccinelli ed è poi diventata la forma, come si dice oggi, “ iconica”.

Le maggiori pasticcierie e fornerie cittadine lo propongono con minime varianti, poiché la particolarità del dolce è quella di essere sempre stato uguale a se stesso ( per fortuna). Niente cioccolato, ananas, uvetta, canditi, creme, ecc.

Il bossolà tipico è semplice e senza fronzoli, è un dolce da credenza dal sapore delicato e tuttavia particolare, riempie la bocca e accarezza il palato, invita al bis. Sorprende per la struttura non banale e il sapore inaspettatamente abbastanza deciso. Insomma, i visitatori che si auspica accorreranno nella  nostra città da gennaio 2023 potranno trovare che il dolce tipico bresciano è in effetti come Brescia, sorprendente e completa, antica ma sempre attuale, aperta al futuro ma orgogliosa delle proprie antiche tradizioni.

Ultimo consiglio, direttamente dal maestro Iginio Massari:  MAI SCALDARE IL BOSSOLA’ PRIMA DI GUSTARLO, è un dolce di burro e il burro deve sciogliersi in bocca…

*L’AUTORE DELL’ARTICOLO: FEDERICA BIGLINO


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