Elezioni 2018, gli elettori di Brescia aspettano | di Elio Marniga

L'opinione di Marniga sulla situazione del centrosinistra, del centrodestra e del mondo civico in vista delle elezioni cittadine del prossimo anno

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Elio Marniga
Elio Marniga

di Elio Marniga – Mi ero ripromesso di dire la mia sul centrodestra bresciano, ma non ne trovavo l’appiglio. Qualche giorno fa BSNews pubblica uno scritto di Fausto Di Mezza, un mio mezzo compaesano, che è stato amministratore pubblico della nostra città per anni; e lo leggo subito, certo di trovarvi argomenti forti per strologarci sopra. Delusione!

Comincia con un giudizio sbrigativo e superficiale sull’operato della giunta Del Bono; constata la pochezza della dirigenza locale di FI; boccia il candidato civico per fare alcuni nomi stantii in nome dell’unità destra. Insomma, il solito tiritessi; nulla che stuzzichi il mio interesse; neppure uno spunto per tirarci sopra qualche illazione velenosa, o almeno saporita. Nulla. Rimando quindi a tempi futuri, nella speranza che nel centrodestra bresciano compaia qualche personaggio che abbia un po’ di sapore.

Riguardare allora il centrosinistra, di certo più vivace?  Qualche cosa si intravvede, ma troppo presto, per uno come me che non ha canali privilegiati, né curiosità esagerate. Do comunque un’occhiata dapprima alla sinistrasinistra, ma solo per una curiosità: indipendentemente dal rapporto con il PD, le sinistre bresciane si presenteranno unite sotto il simbolo dei Liberi e Eguali? Spero di sì, ma temo di no: vedo troppi che zappano il proprio orticello, ognuno sperando di dare una vangata in quello del vicino, il cui caco, frutto di stagione, ha rami che sporgono oltre i propri confini e allettano bocche lurche.

Nel frattempo Luca Trentini di Sinistra Italiana va sul concreto e avanza richieste che non mi paiono proprio rivoluzionarie e quindi non accettabili dal PD, che rivoluzionario non è. La sola richiesta che ritengo ostica, non solo al PD ma a tutti i gruppi che hanno guidato e guidano Brescia anche stando fuori dalla Amministrazione Comunale, è quella di rivedere i rapporti con A2A. E’ una richiesta santissima, ma toccare la mamma è sempre doloroso. Un particolare delle richieste di SI però non capisco: perché non gradisce la presenza, nella maggioranza pro Del Bono, di una lista capeggiata da Sberna? Mi sa che sia una posizione solo ideologica e quindi fuori luogo. Diversa sarebbe la presenza di una lista targata Ninì Ferrari; la signora è ambiziosa, come è giusto che sia ogni politico: essere ambiziosi di fare, non di essere; sa che rimanere a destra equivale ad essere relegata al solo ruolo di consigliera tenuta in poco conto e che invece con il centrosinistra avrebbe più di una possibilità di essere valorizzata. Però ha sempre guidato, civicamente, tenendo la destra e molti a sinistra non amerebbero una conversione a u.

Chissà quanto lavoro dovrà ancora fare Del Bono! Fortunatamente per lui, e per noi, il tempo c’è. Chiarite le incertezze della Albini, confortata, come minimo, dalla riconfermata funzione di consigliera delegata alla sanità, alla quale spero si attenga senza inopportune incursioni nel settore della cultura filosofica, il Sindaco dovrà affrontare, sempre a sinistra, il problema del mite Fenaroli e della rampante Parmigiani (“ambizione”, sempre intesa come scritto sopra, non a caso è s.f.).  E come risponderà alla richiesta del MDP (o sarà dei Liberi e Eguali?) che, in attesa di avere un programma, si accontenta di chiedere la “cabina di regia”, ossia il sindaco ombra? Mah!

Non parlo delle civiche. Per loro ha parlato Onofri, dichiarando che non si ripresenterà. La cosa meriterebbe attenzione, specie da parte dei sostenitori delle liste civiche, che dovrebbero chiedersi del perché del sostanziale fallimento dell’unico tentativo serio di vero civismo. Se nessuno lo farà forse l’attenzione ce la metterò io.

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  1. Ipotizziamo, tanto per scommettere sulla politica in modo semiserio, di seguire il criterio berlusconiano ( 12 civici e 8 politici ) e di poter scegliere liberamente un logo nuovo come simbolo di una aggregazione vincente. Via tutti i singoli simboli ( oppure scritti piccolissimi )dei partiti e una grande scritta “ CENTRODESTRA “. In prima battuta non si propone un candidato Sindaco, ma una squadra forte, che accoglie i partiti di centrodestra e le civiche “tematiche”, cioè in primis la civica di Francesco Onofri, quella di Nini Ferrari, poi Fare di Tosi, Energie per l’Italia, la lista Disabili Italiani, e le liste pro famiglia. A ciascun gruppo un incarico prevalente a secondo dei valori e delle competenze che esprime. Il sindaco scelto dall’aggregazione se, con pazienza, saggezza e abilità è riuscito a gestire il gruppo e a scrivere un programma condiviso. Il collante : una onesta passione civica ed una vera affezione per la città. Il rispetto per regole e criteri democratici, ma anche ugualmente la fiducia nel criterio della competenza…..Personalmente ho in mente anche qualche nome di un possibile Sindaco, ma, non avendolo interpellato, evito.
    so che si scateneranno critiche e derisioni dentro e fuori dal coro,che accetto volentieri a condizione che si indichi una proposta alternativa

  2. La grande scritta del logo aggregante sarebbe “centrodestra”, cioè una timbratura partitica per poi contenervi le Liste pseudo-civiche, le Liste Ciniche e le “Liste civetta”. Il collante ? Non un candidato sindaco, ma la passione civica (mi chiedo quale e di chi ?) e una vera affezione per la città (visti i precedenti, mi chiedo quale e di chi ?). Poffarbacco, cosa non si farebbe per tentare di battere l’imbattibile Del Bono. E fa sorridere che la proposta modello “oves et boves” venga da Sandro Belli, cioè uno dei saggi nominati dallo stesso Del Bono per consigliarlo nei cinque anni del suo Governo…di centrosinistra della città. Proposte alternative per veder vincere il centrodestra ? Se le facciano i fautori e i simpatizzanti di quello schieramento, che spero vivamente non ne trovino, navighino nel caos e procedano in ordine sparso sino al giorno prima della presentazione delle liste. Così al ballottaggio, profezia clamorosa, ci andranno i pentastellati poichè probabilmente ci sarà un election day (politiche+regionali+comunali). E allora sì che se ne vedranno delle belle…

  3. Marniga si sofferma, in chiusura di riflessione, sull’unico tentativo di vero civismo (fallito) cioè quello impersonato a Brescia da Francesco Onofri. Ne sono nate, dal dopoguerra ad oggi, a decine di Liste improntate in teoria ad una maggiore aderenza al sentire comune ed ai bisogni reali dei cittadini. Tutte meteore, cioè code di comete o partitiche o poltroniste: niente di più e niente di meno. Sperare in qualcosa di nuovo, veramente innovativo è assai arduo e altrettanto complesso. Ce lo conferma uno che come Belli è portavoce di quel civismo sano e sganciato dalle logiche consociative: lui stesso propone infatti un’aggregazione sotto la bandiera del centrodestra verde (leghista) e azzurro (forzista) con tutti quelli che, civici o pseudo tali, ci stanno a scrivere prima un programma condiviso e poi a scegliere un candidato altrettanto condiviso. Impresa faraonica, titanica con la sensazione che l’ardito regista di questo tentativo faccia la fine di Sisifo…

  4. Come previsto, in una ipotesi trappola semiseria si cade facilmente, Nostradamus ! In primo luogo le tue definizioni trancianti delle civiche sono fuori luogo : le liste ‘tematiche ‘ con tema famiglia, anziani, disabili non sono ciniche o civetta. La lista Onofri è da sempre civica e non falsa. Seguendo la teoria berlusconiana 8/12 le altre componenti come la lista Ferrari, un po’ civica e un po’ politica, fornisce proprio quel mix di politica e civismo che sta nella formula 8/12. Il logo ‘centrodestra’ non lo battezzo io, ma tutta la comunicazione individua come controparte al centrosinistra e ai 5stelle una aggregazione che chiama centro destra, a volte intendendo una formazione con la lega, a volte senza (comprensibile, visti i molti tentennamenti, che certo personalmente non voglio né semplificare né indovinare ). Quanto al fatto che sia io a proporre una compagine, come sai, da sempre mi son sentito cittadino libero, pur con amicizia e a volte come libero suggeritore sia con Corsini, che con Paroli che infine con Del Bono. Un ultimo esempio che puoi leggere su Brescia news : le proposte che io con Bresciacittagrande lancio alla città per il suo futuro, sono un suggerimento libero, senza alcun vincolo di parte politica, vincolo che non ho mai avuto, pensato, chiesto. Distribuisco liberi pareri che, come tu spesso fai, tutti possono criticare o condividere.
    Vedo che neppure in un gioco semiserio hai fatto proposte alternative, se non uno slogan elettorale di parte.

  5. Ipotesi semiseria. Lo scopo era un brain storming popolare, un mischiamento di carte, un risveglio di idee e coscienze. Un esercizio logico che aveva un presupposto : dare per valida la ‘ formula berlusconiana ‘ di 8 politici e 12 civici. Cambiando questa ipotesi, cambia il gioco.

    • Non c’è più tempo per le ipotesi e i suggerimenti: a Brescia si vota fra poco e di alchimia politica, carte mischiate, brainstorming e “scherzi a a parte” i bresciani non sanno cosa farsene, men che meno delle formule berlusconiane 8/12, queste sì paraculeschi slogan elettorali in cui il pregiudicato di Arcore è maestro. E tale è la sintesi: non esistono indicazioni di parte, bensì realistiche prese d’atto. Il centrodestra a Brescia sta accumulando pericolosi ritardi ed ha davanti l’umiliante spettro di mandare al ballotaggio i pentastellati con Del Bono, che comunque sa di aver il secondo mandato già in tasca, nel quale speriamo scelga dei saggi possibilmente… non di centrodestra. Namastè.

  6. Che non ci sia tempo per la formula 8/12 non mi pare proprio. Non solo è lo schema di gioco proposto e seguito da Berlusconi oggi, ma corrisponde a molte proposte anche della sinistra, alle dichiarazioni filo civiche di Renzi e Bersani, ecc. In due mesi anche a Brescia qualcosa può avvenire.
    Anche nell’ambito della maggioranza attuale bresciana, qualche necessità di colloquiare con le realtà civiche su vari temi persiste, anche senza utilizzare i saggi.

    • E’ inutile ripetersi, andiamo al sodo. Con le cosiddette realtà civiche non si colloquia su alcun tema, ma si tratta questo o quel posto, posticino, poltrona o poltroncina in base al consenso che, voto per voto, si conteggerà il giorno seguente alle elezioni. Si fidi, Belli, glelo dice uno che quattro o cinque volte fu seduto a questi “tavoli di concertazione” e che di temi cari ai cittadini, proposte o soluzioni non sentì mai parlare. Il programma, redatto da due o tre esperti di partito conteneva qualche lieve pennellata civica qua e là e lo si faceva sottoscrivere a tutti i presenti. Poi si passava alla trattativa: “questo a me, quello a tutti ma non a lui, a me questo se arrivo al 5%, a lui niente se non arriva al 2%, e così via. Alla fine, il candidato Sindaco si ritrova con un pacchetto di cambiali elettorali che sa di dover via via e prima o poi onorare. Tutto il resto, glielo ridico, è noia, come cantava Califano. In quanto all’8/12 berlusconiano, tutto gira e girerà come in Sicilia, dove oggi a Presidente del Consiglio Regionale Siciliano è stato eletto nientemeno che Gianfranco Miccichè (transitato pià volte da Forza Italia alla sua Lista Civica “Grande Sud”), amico fraterno del pregiudicato Dell’Utri e già dirigente di Pubblitalia transitato, in questa veste, pure a Brescia. Così è, se vi pare: chiudiamo con Pirandello.

      • Non capisco perchè belli e cittá grande non fa una lista con o programmi e gli argomenti che sbandiera, invece di continuare a dare consigli che tanto nessuna forza politica ascolta ed attua…

    • Marniga deve dire sul centro destra o sulle civiche, diventate qui argomento di dibattito? Sul vuoto del centrodestra non ha nulla da dire, poiché nulla c’è da dire.

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