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Massimo Minini, avvocato mancato. Studia Legge a Milano fino al ’68, ma frequenta le gallerie d’arte più che le aule universitarie. Quindi decide che Lei, l’Arte, sarebbe diventata il centro del suo mondo, del suo mestiere: «molto particolare, che concede, ogni tanto, il piacere di trovarsi là dove nascono le idee…».

Dopo aver lavorato a Flash Art dal 1971 al 1973, in quello stesso anno apre a Brescia una galleria, Banco (poi Galleria Minini). La galleria nei suoi primi anni di attività ha seguito particolarmente i movimenti dell’arte Concettuale, dell’Arte Povera e Minimal.

Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, per continuare idealmente quelle esperienze, viene inserito il lavoro di alcuni giovani artisti italiani e stranieri, tra cui Ettore Spalletti, Jan Fabre, Didier Vermeiren, Bertrand Lavier, Anish Kapoor, Alberto Garutti, Icaro,  Gerwald Rockenschaub.  La galleria non trascura però un aspetto, per così dire, figurativo lavorando con artisti come Salvo, Luigi Ontani, Ger Van Elk, Jiri Georg Dokoupil, Ryan Mendoza.

Dalla metà degli anni Novanta viene privilegiato un gruppo di giovani artisti italiani tra cui si distinguono Eva Marisaldi, Mario Airò, Stefano Arienti, Maurizio Cattelan, Vanessa Beecroft, Sabrina Torelli, Sabrina Mezzaqui, Francesco Simeti e Paolo Chiasera. Insieme agli artisti storici   Boetti, Accardi, Fabro, Paolini, LeWitt, Barry, Graham, Buren  negli ultimi anni la galleria si è aperta a nuove possibilità con importanti mostre di Yona Friedman, Roger Ballen, Nedko Solakov, Haim Steinbach, Peter Halley e Ghada Amer e parallelamente ha presentato il lavoro di giovani tra cui Dara Friedman, Manfred Pernice, Sean Snyder, Mathieu Mercier, Jan De Cock, Tino Sehgal, David Maljkovic, Haris Epaminonda, John Isaacs.

 

La galleria Massimo Minini partecipa ad importanti fiere internazionali tra cui Art Basel a Basilea, con continuità da 42 anni, Fiac a Parigi, Artissima a Torino, Arte Fiera a Bologna, Frieze a New York, Miart a Milano.

 

Negli ultimi anni la galleria ha sviluppato una serie di collaborazioni con musei italiani e stranieri. Tra queste spicca la collezione di fotografia italiana di Massimo Minini United Artists of Italy, che sta girando in diversi musei europei: i ritratti degli artisti italiani realizzati da grandi fotografi come Mulas, Giacomelli, Catalano, Gorgoni, Mussat Sartor, Cresci…; o ancora il deposito al Peggy Guggenheim a Venezia di una grande scultura di Anish Kapoor.

Un’attenzione maggiore ai rapporti con la città di Brescia ha visto mostre organizzate dalla galleria alla Pinacoteca Tosio Martinengo con la mostra Capolavori in corso nel 2008-2009, all’Accademia Tadini di Lovere (Bergamo) con Quattro collezionisti a confronto nel 2009, allo Spazio Contemporanea con Massimo Minini: una storia contemporanea nel 2011.

 

Il 2013 è stato un anno importante per la galleria che ha festeggiato 40 anni di attività con una grande pubblicazione di 453 pagine intitolata Massimo Minini Quarantanni. 1973-2013, edita da a+mbookstore, con disegni, lettere, cartoline, telegrammi, fotografie e inviti a innumerevoli mostre e  avventure che sono state inventate dal 1973. Da questo libro è nata una mostra molto appassionata, Quarant’anni di Arte Contemporanea. Massimo Minini 1973-2013, uno spettacolo affascinante ospitato negli spazi della Triennale di Milano.

Dalla fine di maggio 2014 è inoltre Presidente di Fondazione Brescia Musei con l’impegno di portare la sua città alla ribalta del palcoscenico di quell’arte che lui frequenta da anni con grande piacere e profonda amicizia.

Riconosciuto come uno dei massimi galleristi europei, nel 2017 è stato insignito del premio alla carriera FEAGA awards (Federation of European Art Galleries Association).

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