Renzi “Il nostro obiettivo non era cacciare Conte”

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FOTO DA ITALPRESS

ROMA () – “Se perdiamo questa occasione siamo perduti. Nel PD non riconoscono le mie ragioni? Non sopporto questo racconto per cui è tutto un problema personale mio. Non ho problemi con il PD e Conte non mi sta antipatico. I problemi ce li ho con i miei figli perché andremo a carte quarantotto se non usiamo bene il Recovery plan e il conto lo paga la gente. Non faccio la vittima né penso al complotto. Se non mi vogliono ascoltare, lasciamo le poltrone e lo abbiamo dimostrato”. Lo ha detto Matteo Renzi, leader di Italia Viva, a “Mezz’ora in più”, il programma di Rai3 aggiungendo: “Il nostro obiettivo non era cacciare Conte”.

Senza Italia Viva Conte non ce la fa, serve una coalizione con un ruolo centrale per il Pd. Lo ha detto Renzi, intervistato dal Corriere della Sera. Se Conte ottenesse 161 voti al Senato, per il leader di Iv “sarebbe un atto di chiarezza. E riconoscerei il successo parlamentare per il premier. Al momento da Palazzo Chigi sono molto attivi sui social dove – lo riconosco – sono degli autentici fuoriclasse, anche usando uno stile che mi fa rabbrividire e inquietare. Le aule parlamentari tuttavia sono fatte di deputati e senatori, non di followers. E raggiungere il quorum della maggioranza assoluta mi sembra difficile. Se in Senato Conte avrà 161 voti, rispetteremo il risultato….”. Se anche non avesse i 161 voti, comunque Mattarella non avrebbe obiezioni. “Ciò che decide di fare il presidente non si commenta”. Voi vi asterrete? “Decideremo alla riunione di gruppo ma credo che sia la scelta più saggia”. Il Pd considera chiusa l’esperienza con Iv. “Se qualcuno nel Pd preferisce Mastella alla Bellanova o Di Battista a Rosato ce lo farà sapere. Noi vogliamo che si formi un governo di coalizione con un ruolo fondamentale per il Pd…. Il Pd sa che senza Iv non ci sono i numeri”.
Non teme che alcuni parlamentari possano lasciarla? Ieri un deputato è tornato nel Pd. “Ogni giorno leggo di fughe da Italia viva raccontate dai media con la drammaticità di un esodo biblico – risponde Renzi – La realtà è che da quando siamo partiti abbiamo registrato quarantanove arrivi e due partenze. Numeri straordinari direi. E soprattutto numeri distanti dalla narrazione di un partito in crisi. Uno ci ha lasciati, altri sono in arrivo. E soprattutto il gruppo al Senato – decisivo per questa battaglia – è super compatto. Abbiamo diciotto senatori e il loro voto martedì sarà decisivo”.
(ITALPRESS).

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