Un bonus bebé per tutti

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    di Federica Papetti

    – Cari lettori o internauti, visto che il primo appello è caduto nel vuoto vi annuncio che ogni venerdì tenterò di commentare una notizia, suggerire un tema di discussione o pubblicare in prima persona una news. L’auspicio è  che tale appuntamento riesca a  coinvolgere tutti i lettori, parecchi a giudicare dai dati del provider, ma ancora timidimiditi da una partecipazione attiva per la realizzazione del nostro quotidiano online.

    Lo spunto di oggi sorge, quasi spontaneo, dalla lettera che il vescovo di Brescia, monsignor Luciano Monari, ha pubblicato sulla "Voce del Popolo", in uscita domani. Il Consiglio Comunale sta iniziando a discutere della delibera che vorrebbe concedere un bonus ai figli dei cittadini bresciani, esclusi, quindi, i figli degli immigrati. Un provvedimento che ha scaldato anche la campagna elettorale e sul quale la Chiesa bresciana ha sempre matenuto riserbo con la prudenza che contraddistingue un’Istituzione che, quando entra in gioco il "bene comune" intende rappresentare tutti, immigrati e laici compresi.

    In questa delicata questione si prospetta, però, soprattutto la categoria dell’uguaglianza, principio sancito dalla Costituzione che, per quanto mi riguarda, rappresenta uno dei "principi non negoziabili". E’ quindi alla luce di tale considerazione che non comprendo la strategia adottata dal Pd bresciano. Indire un referendum sul tema significa chiedere ai cittadini bresciani un voto su un principio che dovrebbe comporre qualla carta dei valori sulla quale costruire l’identità del nuovo partito. Mentrae la Chiesa difende i più deboli per vocazione pastorale, e qualche volta forse lo dovrebbe fare con la voce più alta, un partito  assume dei valori cardine sui quali aggregare l’elettorato. Allora cosa significa chiedere il parere dei cittadini, che peraltro con molta probalità sono d’accordo con l’orientamento della Giunta visto che l’hanno votata anche per questo punto del programma ?

    L’uguaglianza, formale e sostanziale, ossia fornire le concrete opportunità a tutti per una loro promozione socio-culturale, non rientra tra i temi etici, ma coinvolge l’insieme di principi che formano il collante di una comunità solidale, aperta e attenta al bene comune. A mio parere, quindi, misurare i provvedimenti politici in base a tale criterio significa anche misurare lo stato di salute della democrazia di una città, di un Paese o di una comunità orgogliosa di crescere insieme.

    A questo punto  mi piacerebbe conoscere anche il vostro parere.  

     

     

     

     

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    La redazione

    Comments

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    1 COMMENT

    1. Complimenti per l’iniziativa dovrete scontrarvi con altri siti ma il vostro mi sembra fatto meglio mi piace proprio e tornerò a veder vi. Ida

    2. Siete il miglior sito bresciano che io abbia visto in giro… Forse dovreste curare di più le notizie ma il prodotto mi piace davvero tanto…. complimenti e continuate così

    3. MI PIACE MI PIACE MI PIACE MI PIACE MI PIACE MI PIACE MI PIACE MI PIACE MI PIACE MI PIACE MI PIACE MI PIACE MI PIACE MI PIACE

    4. il pluralismo dell’informazione è sempre il benvenuto.
      la pagina di apertura mi sembra però un po’ troppo…piena e quindi dispersiva

    5. salve bello il sito, però non fate l’errore di bresciaonline e bolbusiness, se non si fa una triste fine. in boca al lupo!

    6. Assolutamente in disaccordo con Poalo D.
      Scrive "Se si vendono le automobili agli italiani, e si spendono decine di milioni di euro per incentivare questa pratica". E’ questo l’errore madornale in cui si incorre. Non si può andare avanti così, quella decina di milioni di euro perchè non vengono spesi per incentivare i trasporti pubblici, bus più piccoli, leggeri e meno inquinanti e molto più frequenti; Piste ciclabili serie, che permettano di far andare in sicurezza anche i bambini, con sistemi per il parcheggio sicuro della bici; abbassare il prezzo dei biglietti del bus e dei taxi; promuovere il car-sharing. Insomma DISINCENTIVARE L’USO DELL’AUTO… e se a questo servono i parcheggi a pagamento che ben vengano.

    7. Cara Federica, non ho proprio compreso il tuo "fondo/commento" settimanale, mi pare poco convincente.
      La proposta della Giunta sul bonus bebè è emblematica.
      E’ figlia della idea che la comunità bresciana è solo quella dei cittadini italiani residenti in città e conseguentemente che il sindaco di Brescia è primariamente se non solamente il sindaco dei residenti cittadini italiani.
      Non è solo un problema quindi di eguaglianza ma di diversa concezione della comunità oggi e domani. C’è l’idea che gli immigrati sono un accidente, una contingenza che passerà come passa una influenza. Non c’è l’idea che la integrazione con loro (e non solo una banale convivenza o tolleranza) sarà la sfida politica più grande per la nostra città.
      E’ un tema politico e insieme etico, sì perchè non c’è politica che non si fondi su impianto di valori etici condivisi. Come pensi che questa grande questione politica debba essere oggetto di un serio, diffuso, popolare dibattito. Solo attraverso qualche lettera al direttore gentilmente ospitata?.
      Non vedi che il tentativo di una parte della stampa bresciana è quella di accreditare questa giunta come la continuazione della tradizione moderata bresciana. Non è invece ora che si veda che la Giunta è guidata da un sindaco ex democristiano ma egemonizzata da una cultura leghista, con l’ossessione degli immigrati. La maggioranza dei bresciani la pensa così? Può essere, tuttavia andrei a verificare la compattezza di certi mondi e realtà che hanno votato Paroli alle elezioni amministrative. E tuttavia le battaglie che segnano il carattere, l’dentità di una proposta politica meritano di essere combattute. In una città nella quale il primato della persona umana è bene venga saldamente e vigorosament difeso. Senza sofistiche titubanze. Un saluto di stima e amicizia. Emilio

    8. Interessante lo spunto della notizia.. un pò dispersiva l’argomentazione.. soprattutto con tutti quegli errori di ortografia! Abbastanza imperdonabili su un sito il cui scopo è comunicare.

    9. La mia voleva essere una critica costruttiva, un suggerimento. Esclusivamente perchè, se decido di pubblicare un editoriale, magari è meglio se lo rileggo un paio di volte per evitare sviste del tipo: "timidimiditi" "qualla carta" "Mentrae la Chiesa" "con molta probalità", che comunicano fretta e imprecisione a chi legge. Tutto qua.

    10. La mia voleva essere una critica costruttiva, un suggerimento. Esclusivamente perchè, se decido di pubblicare un editoriale, magari è meglio se lo rileggo un paio di volte per evitare sviste del tipo: "timidimiditi" "qualla carta" "Mentrae la Chiesa" "con molta probalità", che comunicano fretta e imprecisione a chi legge. Tutto qua.

    11. Intervengo tra Micol e Luca per un semplice motivo: perchè in questo sito, ho l’onore e l’onere di metterci la faccia con un nome che non è di fantasia. E perchè spero di porre fine al battibecco. Non so chi tu sia Micol, ma hai ragione! Un lavoro sciatto nella comunicazione è ingiustificabile. Però dai….il perdono è cosa ben più seria, anche della comunicazione. Accolgo la “bacchettata” e ti invito a ritornare e commentare le notizie del sito.

    12. Infatti è diventata una cosa più grande di quello che voleva essere.. Il mio era solo un consiglio perchè anch’io mi occupo di comunicazione online e per quanto so che sia impossibile non commettere neanche un errore, mi rendo sempre più conto che la gente valuta la credibilità di una testo in base a questo parametro. Tornerò sicuramente sul sito.. e senza alcun rancore.
      Buon lavoro! 🙂

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