Lettera aperta contro il nuovo corso

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    L’ex assessore al Traffico Ettore Brunelli, capofila dei Verdi, ha scritto una lettera aperta per rendere pubblica e motivare la sua contrarietà alla politica del suo successore Nicola Orto. Tema della lettera sono le scelte in fatto di viabilità, grande rilievo sta assumendo la questione di via Cremona: di pochi giorni fa la decisione di riasfaltarla completamente e modificarne la percorribilità.
    «In questi giorni, molto probabilmente, l’Amministrazione compirà un atto di grande rilevanza in via Cremona e mi sembra doveroso dire alcune cose prima, a futura memoria, in modo che non ci siano dubbi sulla sciocchezza di quanto si vuol fare – scrive Brunelli nella missiva -. In primo luogo rilevo con grande rammarico che, nonostante durante l’unica assemblea pubblica convocata dagli assessori comunali per mettere al corrente la cittadinanza della loro decisione di riportare in via Cremona i due sensi di marcia, come risulta dalle cronache dei giornali, sia emersa la netta e totale contrarietà dei residenti della via, sembra che tutto proceda verso il ritorno al passato. La giustificazione è la solita: più passaggio di automobili uguale a più vendite nei negozi della via. Il tempo ci dirà se il teorema era corretto o se altre erano e sono la causa della dichiarata crisi di vendite. Come si spiega altrimenti la stessa denuncia di difficoltà a vendere da parte di negozianti di altre vie a doppio senso e spesso anche con buona possibilità di parcheggio? Comunque sia, credo che le scelte viabilistiche di una città debbano volare un po’ più alte delle singole richieste o interessi di parte ed essere capaci di guardare a tutte le facce del problema per trovare il giusto compromesso».
    E ancora, in merito alla decisione di ripavimentare via Cremona: «Questa scelta, che costerà centinaia di migliaia di euro alla collettività e che a questo punto si spera riempia le tasche dei signori commercianti della via (ovviamente a scapito di commercianti di altre vie!), presenta almeno i seguenti punti negativi: penalizza le migliaia di residenti della via perché si dovranno sorbire il doppio transito con relativo aumento di rumore, inquinamento e insicurezza stradale; in futuro, di fatto sarà molto più difficile parcheggiare per la diminuzione dell’offerta relativa di parcheggi in quanto il numero dei posti auto sarà lo stesso, ma la richiesta aumenterà notevolmente».
    «Se vogliamo un traffico più snello – afferma Brunelli – dobbiamo ridurre il numero di automobili sulle strade e il trasporto pubblico locale (tpl), insieme alla mobilità ciclistica, è lo strumento dell’Amministrazione comunale utile allo scopo. Tra l’altro Brescia è una delle poche città d’Italia che negli ultimi anni ha sempre aumentato il numero dei passeggeri del trasporto pubblico locale, del 17 per cento dal 2004 al 2007, proprio grazie all’innovazione delle Lam e alla precisa volontà politica di puntare sul Tpl. Se il Trasporto pubblico locale non è appetibile si entra in un circolo vizioso per cui i cittadini sono scontenti e si muovono sempre di più con il mezzo privato, di conseguenza il «tpl» avrà sempre meno utenti e, quindi, meno risorse e il traffico sarà sempre più congestionato».
    In definitiva, dice Brunelli «è lecito per il supposto tornaconto di una categoria di cittadini, penalizzare l’intera città? Ed è un metodo partecipativo quello che organizza un incontro pubblico, anche per la gragnola di lettere al direttore contrarie al ventilato progetto, a decisone presa e senza la minima volontà e capacità di ascolto? Ed ancora, premesso che non ha senso mettere in campo sperimentazioni di progetti del costo di centinaia di migliaia di euro, quali saranno gli indicatori sui quali si baserà la verifica sulla bontà dell’intervento? I guadagni dei commercianti, se la privacy non ci impedirà di vedere il fatturato, o la qualità della vita dei residenti, il numero di incidenti stradali e le performance del trasporto pubblico locale?».

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    UN COMMENTO

    1. Abito al quartiere Leonessa, appena dopo la ferrovia di vai Cremona e ho un bimbo di due anni. Prima della sistemazione di via Cremona il luogo della mia passeggita e dello shopping era il centro storico. Da quando la via a pochi passi dalla mia abitazione, è più bella con meno traffico mi capita frequrntemente di frequnatare i negozio dei dintorni che prima non conoscevo. Sinceramente non capisco perchè il doppio transito o la possibilità di più parcheggi diventi una maggiore opportunità per i negozianti. Per me è stato proprio il contrario, unco disagio l’univa volta che dovevo trasportare il vetro dalla vetreria in fondo alla via. Rimango perplessa.

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