Ritrovato il bresciano scomparso

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    Anche la più flebile speranza di ritrovarlo in vita se n’è andata: ritrovato morto Antonio Giardella, il turista 40enne di Rodengo Saiano di cui non si avevavo notizie dal 7 luglio. Antonio, insegnante tecnico di pratica di laboratorio presso l’istituto superiore Abba di via Oberdan in città, era partito per il Messico dove voleva trascorrere le vacanze estive tra divertimento e cultura, un viaggio di piacere ma anche un’avventura nelle tradizioni dei popoli centroamericani. La notte del 7 luglio la trascorse in un alberghetto ai margini del deserto di Catavina. La mattina, zaino in spalla, si diresse verso una zona dove avrebbe potuto vedere incisioni rupestri. Il corpo privo di vita di Antonio è stato ritrovato due giorni fa proprio in quell’area desertica, in avanzato stato di decomposizione. Non è stato difficile per le autorità messicane risalire all’identità del nostro concittadino, dai vestiti, dagli oggetti personali e dalla macchina fotografica ancora appesa al collo. Il riconoscimento è avvenuto grazie alla sorella di Antonio, Simona, che da settembre si trova in Messico per sollecitare quelle ricerche a tappeto che hanno portato al ritrovamento del corpo del fratello. Ricerche partite tardi, gestite male dalla polizia locale, ma ormai per Antonio non c’era più nulla da fare. Ora il corpo verrà sottoposto ad autopsia; tra le possibili cause della sua morte un malore, forse dovuto al caldo eccessivo che può arrivare a 50 gradi, oppure un morso di serpente. Interrogativi a cui solo l’autopsia potrà dare una risposta.
    Intanto all’Abba è unanime il cordoglio per la scomparsa di Antonio Giardella, benvoluto da colleghi e studenti per il carattere mite e l’allegria.
    a.c.

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