La piscina abbattuta va pagata

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    Nel 2006 venne rasa al suolo la struttura della vecchia piscina di Mompiano, operazione indispensabile per consentire la realizzazione dei cantieri della metropolitana. Ora, a distanza di oltre due anni, dopo che l’impianto è stato di fatto espropriato prima di giungere ad un accordo, viene reso noto il conto da saldare al Coni (proprietario e gestore dell’impianto natatorio), conto non proprio a buon mercato: 650mila euro.
    L’assessore allo Sport del Comune ammette lo sforzo economico notevole, ma assicura che la futura piscina sarà solo dei bresciani, senza partecipazione del Coni.
    a.c.

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    1. Il redazionale parla di CONTO NON PROPRIO A BUON MERCATO ATTRIBUITO AL CONI:650.000 EURO. Tenuto conto della zona,dell’impianto e della sua ampiezza che io ricordo bene visto che la piscina di Mompiano fu l’ambiente in cui quelli della mia età,contigua ormai alla vecchiezza,passorono le torride estati degli anni sessanta e settanta, è immediato osservare che si tratta di cifra equa facilmente confrontabile con i prezzi immobiliari di zona. Lo sforzo economico di cui parla l’Assessore è il giusto rimborso.Il vero sforzo sarà espresso dagli impegni finanziari di costruzione della NUOVA PISCINA.Ma questo è un’altra questione che è piena di problematiche varie.

    2. NOTIZIA in tema: BRESCIA OGGI del 20 Gennaio 2008 ( a firma D.BO.)
      Il Consiglio di Stato ha messo la parola fine alla vicenda tra Brescia Mobilità e la Edilfrair, la società abruzzese che in prima battuta si era aggiudicato il bando di gara per la costruzione della nuova piscina di Mompiano. I lavori, dopo una vicenda legale piuttosto controversa, sono tornati alla Edilfrair di Giovanni Frattale, costruttore molto attivo tra Verona e Mestre, grazie ad una sentenza che annulla completamente quella emessa qualche mese fa da Tar di Brescia che aveva invece dato ragione a Brescia Mobilità che in seconda battuta aveva dichiarato l’Edilfrair non idonea a costruire la piscina assegnandone di fatto, l’edificazione, alla bresciana Bianchetti.
      «Sono contento – assicura Frattale – : finalmente è stata fatta giustizia, ora aspetto, come dice chiaramente la sentenza, che Brescia Mobilità stenda il contratto, mi convochi per la firma e che mi consegni il cantiere per poter andare avanti con i lavori. Se davvero Brescia vuole fare questa piscina è ora di fare sul serio. Io ho fortemente voluto vincere questa causa, dopo la sospensiva del Consiglio di Stato al mio avvocato è arrivata da Brescia un’offerta vicina ai 250 mila euro per farmi da parte. Io l’ho rifiutata, e questo è stato un segnale molto forte sulla mia volontà di lavorare e portare a termine un progetto per cui ho partecipato al bando. Siamo in un momento delicato, la crisi si avverte, la Edilfrair è nata per lavorare e non per partecipare a bandi di gara e farsi da parte. Io sono pronto».

      DOMANDA OVVIA: Ci chiediamo da chi è arrivata l’offerta di 250.000 Euro.Sono soldi di chi? E poi c’è chi si lamenta che l’esproprio al CONI è stato troppo caro!!

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