La Giunta annulla il Bonus

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    Due giorni fa la sentenza del tribunale che ha accolto il ricorso di alcuni immigrati sostenuti dalla Cgil, ieri il dietrofront di Adriano Paroli e della sua Giunta che in una votazione all’unanimità hanno revocato il bonus bebè.
    Parla il sindaco e un pò a denti stretti dice che nonostante sia "discutibile" il pronunciamento del tribunale è pur sempre una sentenza, e va rispettata. Niente bonus quindi, né per italiani né per immigrati, sono due le motivazioni avanzate da Paroli per l’annullamento del bonus: le risorse destinate alla copertura del provvedimento (1milione e 350mila euro, 1000 euro a famiglia) avrebbero potuto non essere sufficienti per tutti (le stime del sindaco parlano di mille domande "italiane" e almeno 699 gli stranieri aventi diritto); la discordanza tra l’erogazione a tappeto del contributo e le motivazioni che portarono alla sua definizione (il sostegno alla natalità alle famiglie italiane). Paroli prosegue con la difesa della bontà del bonus "minacciando" di applicare alla lettera la sentenza del tribunale, che non consente discriminazioni di trattamento tra italiani e non, in tutte le questioni che riguardano i servizi erogati dal comuni, il che metterebbe a rischio i servizi erogati ad hoc agli immigrati come l’ufficio stranieri, il sostegno scolastico ai figli degli immigrati, i corsi di lingua per le donne straniere e via dicendo.
    Il comune si prepara a una battaglia legale da compiere in tutte le sedi opportune, convinto di avere il sostegno della maggioranza della cittadinanza.
    a.c.

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    UN COMMENTO

    1. La Giunta ha compiuto un errore imperdonabile.Il Sindaco Paroli impegnato in altre sedi si appoggia troppo sui cattivi consiglieri,che gli ronzano attorno. La Giunta ha già fallito l’obbiettivo di essere organo amministrativo di tutta la città:in questo modo ai bimbi nuovi bresciani è stato tolto quello che loro spettava per decisione già presa.Una ripicca ed un tornare indietro veramente incomprensibili.

    2. Rolfi docet.I bresciani hanno votato a larga maggioranza l’on. Paroli sindaco della città, in effetti il sindaco vero è Fabio Rolfi, un alieno nella tradione amministrativa di Brescia. Non si spiega altrimenti questa perseveranza nel commettere errori e questa ostinata chiusura verso una parte della cittadinanza. Il sindaco dev’essere sindaco di tutti e non di una sola parte, l’on. Paroli questa ovvia verità dovrebbe conoscerla.

    3. La rappresaglia —– non porta nuovi consensi, ma li fa perdere soprattutto in area moderata dove si chiede equilibrio e buon senso a chi amministra.
      Paroli & C. hanno ottenuto la maggioranza, il 51%, un anno fa e oggi pensano che minacciare rappresaglie con interruzione di servizi agli immigrati sia il modo migliore per aiutare i bresciani ai quali peraltro tolgono il promesso stimolo alla procreazione.
      Credo che il livello raggiunto sia basso, forse non ancora il fondo.

    4. L’insistenza con cui Paroli sostiene il bonus bebè discriminatorio motivandola con il sostegno alla natalità degli italiani, o dei bresciani come continuano a ripetere i leghisti, gli fa rasentare il ridicolo.
      E’ evidente che nessuna coppia che non ha intenzione di mettere al mondo dei figli per ragioni economiche, deciderà altrimenti per i 1000 euro del bonus bebè.
      E’ ancor più evidente che 1000 euro di aiuto alla natalità dati nel 2009 per i nati nel 2008 non sono un contributo alla natalità.
      Resta l’unica vera motivazione. Paroli decide di accontentare l’estremismo leghista..forse perchè gli garantiscono la possibilità di restare a Roma e non seguire, come un sindaco dovrebbe, la sua città.

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