Una 20enne stuprata per mesi

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    Non un singolo, aberrante, episodio frutto di una serata finita male ma una consuetudine ripetuta per un anno intero. Tanto è durato l’orrore che ha dovuto subire una ragazza di 20 anni di Chiari, una ragazza fragile che è finita nella mani di un aguzzino  marocchino, suo coetaneo residente in un appartamento in affitto a Rovato.
    A fine 2007 la ragazza conosce l’immigrato. Forse all’inizio le cose si svolgono come in ogni altra amicizia, o come in ogni altro rapporto d’amore, ma preso virano verso una spirale di violenza. L’uomo capisce che la ragazza è fragile, le chiede soldi e lei glieli fornisce, prelevandoli dal conto corrente in banca che i suoi gelitori alimentano, lei non lavora. Ma i soldi al marocchino non bastano, presto inizia a pretendere prestazioni sessuali, condite da maltrattamenti e percosse, perpetrati nella campagna dei dintorni di Chiari. La ragazza è succube dell’uomo, ad ogni sua chiamata si fa trovare pronta con 50, 100 euro. Ogni incontro lascia sul suo corpo i segni della cattiveria dell’uomo, ma nessuno sembra accorgesene anche se lei a volte si è pure rivolta al pronto soccorso. Qualche giorno fa infine i suoi genitori scoprono che il conto in banca è prosciugato: la figlia confessa tutto e assieme si rivolgono ai carabinieri di Chiari. Mentre la ragazza sta deponendo il colpo di scena: le squilla il cellulare, è il suo aguzzino. I carabinieri le consigliano di rispondere e di fissare un appuntament come se tutto fosse nella norma. All’ora prestabilita la ragazza si fa trovare in una stradina di campagna, nascosti poco distante i militari. Arriva il marocchino, prende la giovane per i capellie si abbassa i pantaloni: proprio in quell’istante sbucano i carabinieri che hanno visto a sufficienza, lo arrestano e lo portano in carcere a Canton Mombello.
    Un’altra storia di violenza, un’altra storia triste subita da una ragazza fragile e indifesa.
    a.c.

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