“Il 25 aprile di tutta la città”

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Il segretario cittadino del Pd Giorgio De Martin. www.bsnews.it
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di Giorgio De Martin – Forse perché mio padre ha combattuto nella Brigata Perlasca delle Fiamme Verdi.
Forse perché mio padre è stato imprigionato nei campi di sterminio nazisti.
Forse perché è un giorno di primavera.
Da sempre il 25 aprile è una giornata che mi emoziona, mi fa riflettere e mi rallegra.La Festa della Liberazione è lì a ricordarci la libertà ritrovata dopo il ventennio di dittatura fascista. Una dittatura che dapprima tolse la libertà agli italiani con brutalità: vennero arrestati ed assassinati gli oppositori politici, chiuse e bruciate le sedi di partiti, sindacati e giornali che si opponevano al fascismo.
Poi arrivarono le odiose leggi razziali che colpirono gli ebrei.
Infine il fascismo trascinò l’Italia in una guerra sbagliata e nella sconfitta.
Dittatura, guerra, miseria e sconfitta, non lo si deve mai dimenticare, questo è stato il fascismo.

Poi alcuni uomini e donne, all’inizio in pochi, si organizzarono nelle prime formazioni partigiane che trovarono nelle nostre montagne, nelle campagne, nelle città una solidarietà diffusa e crescente.
Sempre più italiani ritrovarono l’orgoglio di essere uomini e donne liberi di combattere o sostenere chi stava dalla parte giusta.
Furono due anni difficilissimi, di guerra dura, aspra e cattiva, ma alla fine gli italiani che avevano deciso di prendere le armi per difendere la libertà diventarono il punto di riferimento ideale per la rinascita del Paese.

Ecco perché quando ho sentito le offese e gli insulti nei confronti del sindaco della città mentre interveniva alla manifestazione di Piazza Loggia mi sono rattristato.
Il 25 aprile è il momento di unità della nazione, è il giorno che ricorda i partigiani e i cittadini che combatterono per ridare onore alla nostra Patria offesa, umiliata e soggiogata.
La Resistenza è il meglio della nostra tradizione, una tradizione di solidarietà, di giustizia, di libertà. Il giorno che la ricorda non può essere quello delle offese e degli insulti, che non possono essere giustificati neppure se la Giunta di Brescia ha utilizzato questo anno di governo della città per dividere e non per unire.

Giorgio De  Martin

(segretario cittadino del Partito democratico)

 

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UN COMMENTO

  1. Anch’io ho sentito le offese e gli insulti nei confronti delle Istituzioni ed ho constatato ancora una volta che la nostra Città è divisa. Gli insulti che,detto per inciso ,non provenivano, solo,dai “soliti facinorosi extraparlamentari", ma da persone di normale carattere e condizione sociale, facevano da sfondo ad una giornata, il 25 Aprile, ingessata da un cerimoniale molto ipocrita e qualunquista dove lo sforzo,evidentissimo,era quello di non uscire tra le righe,a non provocare ulteriori polemiche in una piazza pronta alla bolgia.La giornata è stata ridotta ai minimi termini;una festa civile depauperato dal consueto esprit libertario,coronata solo da shopping inopportuno. Me ne sono andato,ben presto, sul Lago d’Iseo dove in serata,nella sana frescura del luogo, ho riacquistato equilibrio e distanza dalle cose e dai personaggi sul palco.
    DE MARTIN conclude le sue considerazioni con uno stile al “volemose bene; la festa civile che ricorda la sconfitta,una volta tanto, del Male, è stata svuotata dei suoi significati più veri e tutto ciò non può passare in cavalleria. I fischi erano più che giustificati …e dovuti.

  2. A mio parere mai nessun fischio è più giusto di quello a questo sindaco e a questa giunta…ma non ieri, non per la festa del 25 aprile, non in quel contesto. La festa del 25 aprile, della Liberazione vera delle persone vere che hanno combattuto e sono morte per la nostra libertà deve rimanere estranea a questo tipo di offese inutili.

  3. Ieri sul palco non c’era Adriano Paroli, esponente politico discutibilissimo, c’era il sindaco di Brescia, eletto democraticamente e meritevole di rispetto anche da parte di chi non l’ha votato e mai lo voterà. E’ il principio stesso della democrazia.

  4. In questo giorno che è sacro non si fischia nessuno,che partecipa a questa ricorrenza. Come non si fischiano inni e bandiere di altri stati, dobbiamo maturare altrimenti la democrazia sarà sempre più debole. W la resistenza W l’Italia

  5. Ho sentito i fischi e sono convinta che chi fischiava aveva tutto il diritto di esprimere così la sua disapprovazione per quanto veniva detto e da chi veniva detto.
    Io non ho fischiato perchè volevo sentire il discorso che il sindaco si era preparato, ma ho voltato le spalle a chi stava dicendo cose in cui non credeva. Ho voltato le spalle a chi con il suo operato smetisce quotidianamente le parole che in quel momento stava pronunciando.
    Ho anche notato una cosa: sul Corso e in Via X Giornate (luoghi aperti allo shopping) c’era pieno di tricolori, in Piazza della Loggia e sulla "casa del Sindaco", nemmeno uno.

  6. Gentile Luigi Cerritelli, ma lei ha sentito il breve discorso di Agape Nulli Quilleri? Ma lei ha sentito le parole di Mino Martinazzoli? Evidentemente no perchè se ne stava andando ad Iseo. Perchè se le avesse sentite non avrebbe mai detto che si è trattato di una cerimonia ipocrita e qualunquista… Qulunquista, mi perdoni, è lei che giudica senza aver sentito… Sul resto concordo con l’amico De Martin, e scusate, è già un bel successo.

  7. Vivo in Veneto ma il 25 aprile ero a Brescia con degli amici e insieme siamo andati in Piazza della Loggia per festeggiare quegli ideali che così bene il signor De Martin ha descritto. Lui si è rattristato, io mi sono infastidita per le urla e le parolacce nei confronti del Sindaco della vostra città. Mi hanno detto che è un Sindaco che ha fatto cose sbagliate, mi hanno raccontato quella del bonus bebè che è bruttissima, ma in quel momento era li a rappresentare tutta la città in ricordo della pagina più bella della nostra storia. La Resistenza. Le contestazioni si possono fare e si devono fare quello era il luogo e il momento più sbagliato.

  8. Gentile Alessandro,con Agape,ragazza della Resistenza,staffetta veloce come il vento ed imprendibile come come una chimera,e con Hermes Gatti,che vive ancora nel nostro ricordo,organizzai,in Loggia,il 2 giugno 2002 la festa della Repubblica,in onore della Stessa e di chi contribui a costruirla; con la collaborazione di Cesare Trebeschi,Paolo Corsini,Angelo Franceschetti ed il mitico Aldo Aniasi,comandante partigiano ed exsindaco di Milano.Conosco,pertanto,molto bene le sue Parole,quelle di Agape,che sono giunte,da tempo, anche nelle scuole della Città e della ariosa provincia bresciana.
    Ora,a parte tutto ciò,devo riaffermare che i fischi alla Istituzione Comunale ci stanno tutti perchè vuol dire che c’è gente,anche amica, che dissente e disapprova quello che è stato fatto fino ad oggi e come è stato fatto.Hanno fisohiato Agape? non mi sembra! hanno fischiato qualcun altro.Ad Iseo me ne sono andato dopo. Se non ci fosse stato un minimo di dissenso poteva sembrare che tutto va bene ,madama la marchesa! Tutto questo non mi impedisce di avere stima per Giorgio De Martin,uomo serio,responsabile,di buon senso,alle prese con una situazione politica sfavorevole al suo gruppo.Non condivido però le conclusioni del suo intervento.

  9. Chiedo scusa se intervengo ancora ma rileggendomi faccio notare che io parlo di fischi…come a teatro,quando l’artista non è convincente.Le offese e le parolacce ritornino pure ai mittenti.

  10. De Martin è bella la sua riflessione. Lei parla di offese e insulti e concordo che vanno condannati, ma qualche fischio Paroli se li merita..magari fischiamolo in un’altra occasione ma fischiamolo!

  11. io penso che un silenzio assoluto sarebbe stato più assordante di quei fischi e di quegli insulti. Un silenzio di chi non tace di fronte ad una politica che nega nella prassi quotidiana i valori e i sacrifici di quei giorni, probabilmente i più nobili del secolo scorso e che vennero scritti nella costituzione. Non fischiare non è un volemose bene, è un rispetto istituzionale che si deve se ci si riconosce nella costituzione.

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