A Brescia Bossi candida suo figlio

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    Renzo Bossi, quartogenito di Uberto e Manuela Morrone, classe 1988 e un passato scolastico non proprio lineare. Il figlio del leader e fondatore storico della Lega Nord non sarà stato certo un genio a scuola ma evidentemente deve possedere altre qualità: suo padre ha deciso di candidarlo alle prossime elezioni regionali nel collegio di Brescia.

    Come si fa a dire di no a Umberto? Suo figlio Renzo di fatto toglierà un posto utile a tanti politici di vecchio corso e tanta esperienza. Accanto a lui in pole position per un posto nel consiglio regionale ci dovrebbe essere solo Monica Rizzi, e nessun altro "nome di spicco" che potrebbe offuscare il cognome Bossi.
    a.c.

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    1. Spero vivamente che la notizia sia errata. Nel corso della prima Repubblica ci siamo sorbiti i figli di De Mita, i figli di Craxi (cge peraltro ci sono ancora) e di tanti altri ducetti di partito.
      La secondoa Repubblica sta forse diventando una monarchia di stampo medievale che tramanda di padre in figlio sia il titolo di Principe che di Vassallo del Principe.
      Mi spiace per il signorino Bossi ma dimostri in qualche altro modo le sue capacità, essere l\’allenatore della Padania non è certo un titolo di merito.
      Ho un\’unica speranza; le prossime regionali avranno il voto di preferenza, mi auguro che gli elettori leghisti, cone già successo nelle scuole della Repubblica, rimandino a settenbre il figlio di papà.

    2. La notizia non è fresca ma è passata a mio avviso troppo inosservata.

      Il carissimo Europarlamentare della Lega Nord Francesco Speroni, che da sempre spinge, per ottenere consenso elettorale, su tattiche demagogiche come sbraitare contro le pratiche nepotiste di Roma ladrona, ha scelto un nuovo “assistente accreditato al Parlamento europeo”.

      Provate ad indovinare chi è il fortunato… dai che la risposta è semplice: ovviamente il figlio del Boss. Renzo Bossi.

      E così un ragazzino senza alcun merito se non quello di essersi fatto bocciare per ben tre volte alla maturità, si ritrova a fare il portaborse in Europa alla faccia di tutti i precari laureati d’Italia.

      Ma la parte più scioccante arriva adesso. Sedetevi e prendete un bel respiro perché quello che state per leggere vi farà incazzare come bestie.

      Pare che il signorino “Schiavi di Roma Mai” guadagni ben DODICIMILA (12000) euro mensili. Una cifra decisamente spropositata per un somaro. Evviva l’Italia… o in questo caso forse è meglio dire: Evviva la Padania!

      Fonte Usata: Marco Travaglio

    3. La notizia è confermata dal Consiglio Nazionale Padano.
      Che schifo. Ma quello che lascia ancor più basiti è l\’ignavia dei tanti Sindaci,Assessori provinciali,ex Assessori LEGHISTI che senza batter ciglio assistono alla nomina dall\’alto di un personaggio che non ha altro merito che essere il figlio del Capo, un po\’ come fanno i Mastella,i De Mita,i Cirino Pomicino; i Leghisti bresciani non si vergognano di votare un personaggio che non ha NIENTE DA SPARTIRE con il nostro territorio che ha visitato in occasione di una partita della Padania,tra l\’altro finanziata dalle Casse Comunali !

      LA LEGA TI FREGA !

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