Niente più kebab (né pizzette) in centro

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    La Giunta comunale ieri ha recepito la delibera regionale approvata in Pirellone lo scorso 2 febbraio, delibera che vieta l’apertura di nuove attività artigianali e commerciali non tradizionali nei centri storici e nelle aree di pregio delle città.

    Cosa significa in concreto? Niente più kebab né pizzette, piadinerie, friggitorie ecc. in centro storico ma nemmeno nelle aree di riqualificazione, come ad esempio la stazione o via Milano. La delibera è stata approvata dalla Giunta, ora passerà in Commissione Commercio, poi alle Circoscrizioni prima della definitiva approvazione in Consiglio Comunale.

    La Regione con questo provvedimento vuole in qualche modo bloccare la prolificazione dei kebab che spuntano come funghi, a Brescia vorrebbero far passare la cosa come azione per riqualificare il centro storico che è vero che pian piano si sta svuotando dai negozi tradizionali, ma non certo a causa dei kebab.
    a.c.

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    1. La risposta non è difficile: è impossibile il ritorno di una drogheria in qualche via del centro? o far in modo da moltiplicar negozi tipo Camiceria tipo quella di Zani in Corsetto S.Agata?; casa dei Bottoni;o macelleria equine alla Ciga;o cinema pomeridiani per gli anziani in spazi ormai abbandonati? Perchè il comune non aiuta,magari eliminando imopste capestro i ristoranti che hanno spazio all\’aperto,taglieggiati da prezzi plateatici da strozzini? Molti negozi sono vuoti? allora una tassa per ogni vuoto che è danno pernicioso per la Città.Riguardo i negozi tipo Kebab mi chiedo: seguono la legge ed i regolamenti igienico sanitari ? e come mai i controlli sono solo per i negozi regolari e non per quelli pieni,ad occhio nudo,di irregolarità?Su ragazzi della varia sinistra,resa quasi impotente dalle proprie ,presunte,contraddizioni!!! .Qui si tratta di regole che tutti debbono osservare.Non c\’è bisogno di prendersela con nessun STRANIERO che voglia far imprenditoria locale,senza riciclar denaro sporco o sfruttare i prropri dipendenti a mò di schiavi, se tutti le osservano,come Regola Democratica comanda.Abbiamo paura di dire la verità? Perchè la svendiamo a chi ne abusa per il suo vantaggioso muso duro?

    2. più che stabilire regole certe e valide per tutti in questo caso si introducono norme capestro che poi verranno interpretate a piacimento. cosa sono le attività tradizionali? la polenta taragna sarà tradizionale oppure no? e la piadina? entrambe non sono bresciane però sono nordiche, la piadina e anche …. padana.

      per chiarire le idee servirà un de-cretino per l\’autentica interpretazione delle norme. ormai siamo esperti

    3. E\’ l\’epoca dei decreti interpretativi.E\’ vero caro \"anonimo\" pieno di dubbi sulla tradizione.Scrivi dall\’Ufficio?

    4. La strada da seguire è quella degli incentivi a tutti i giovani bresciani prima e non bresciani in seconda battuta che vogliono avviare una attività commerciale nel centro storico, controlli sulla regolarità degli esercizi già aperti e magari qualche regola sul decoro urbano. Io abito al Carmine dove si vivono due realtà, la prima che degrada il quartiere cioè quella dei negozi gestiti da extra comunitari che sembrano al di sopra di tutto: assoluta mancanza di rispetto delle regole igieniche (per lavoro ho spesso a che fare con asl e regolamento haccp), somministrazione di alcolici in attività di rivendita (botteghe che fungono da bar) nessun orario ma soprattutto nessun controllo, perchè l\’asl è così pignola con gli italiani? forse perchè con gli stranieri non si guadagna: non appena vengono multati chiudono e riaprono con un\’altra ragione sociale. qual\’è il problema?
      Il secondo aspetto è quello di quei temerari italiani che hanno aperto bar, cinema, circoli, ristoranti al Carmine è danno un speranza di poter rendere tutto il centro storico bello e vivibile.
      Quindi aiutiamo i bresciani a far rinascere brescia e facciamo rispettare le regole a tutti.

    5. La strada da seguire è quella degli incentivi a tutti i giovani bresciani prima e non bresciani in seconda battuta che vogliono avviare una attività commerciale nel centro storico, controlli sulla regolarità degli esercizi già aperti e magari qualche regola sul decoro urbano. Io abito al Carmine dove si vivono due realtà, la prima che degrada il quartiere cioè quella dei negozi gestiti da extra comunitari che sembrano al di sopra di tutto: assoluta mancanza di rispetto delle regole igieniche (per lavoro ho spesso a che fare con asl e regolamento haccp), somministrazione di alcolici in attività di rivendita (botteghe che fungono da bar) nessun orario ma soprattutto nessun controllo, perchè l\’asl è così pignola con gli italiani? forse perchè con gli stranieri non si guadagna: non appena vengono multati chiudono e riaprono con un\’altra ragione sociale. qual\’è il problema?
      Il secondo aspetto è quello di quei temerari italiani che hanno aperto bar, cinema, circoli, ristoranti al Carmine è danno un speranza di poter rendere tutto il centro storico bello e vivibile.
      Quindi aiutiamo i bresciani a far rinascere brescia e facciamo rispettare le regole a tutti.

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