Libero Garatti, presto a casa

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    Cadono le accuse rivolte ai tre operatori di Emergency arrestati in Afghanistan: il bresciano Marco Garatti, Matteo Dall’Aira e Matteo Pagani sono già stati liberati e presto potranno fare ritorno in Italia.

    Un detenzione durata 8 giorni durante i quali in Italia è successo di tutto. Interviste quotidiane in tv al fondatore di Emergency  Gino Strada (che non ha mai creduto nemmeno per un istante alle accuse), manifestazioni in ogni città, appelli al capo dello Stato e al ministro degli Esteri affinchèrisolvesse la situazione. Anche la nostra città si è mobilitata per il chirurgo Garatti, i cui familiari finalmente ieri sera hanno potuto tirare un sospiro di sollievo.

    La mamma di Marco Garatti ha espresso ieri una felicità immensa. Seppur non abbia mai dubitato dell’assoluta estraneità di suo figlio alle accuse che sono state mosse, ieri ha potuto finalmente tranquillizzarsi. La signora Ariede, 89 anni, e il marito Alberto, 91 (il padre non era al corrente di tutta la situazione vissuta dal figlio), erano raggianti e hanno festeggiato a lungo la felice notizia assieme a Francesco, fratello di Marco, e alla sua famiglia. Mamma Ariede ha già sentito telefonicamente Marco, che l’ha rassicurata sul fatto di essere in buone condizioni di salute dopo 8 giorni di detenzione. Le guardie, hanno riferito i tre operatori arrestati, li hanno sempre trattati con rispetto. I tre sono sempre stati divisi e non hanno mai potuto lavarsi né cambiarsi gli indumenti, ma tutto è andato per il meglio.

    La famiglia Garatti ha voluto ringraziare Cecilia Strada per la vicinanza dimostrata e l’onorevole Paolo Corsini, l’unico politico bresciano che si è interessato alla vicenda e ha messo in contatto la famiglia con il ministro Frattini.

    Ora si attende in ritorno di Marco, per la festa.
    a.c.

     

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