L\’assassino preso ad Anfo

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    Due pistole e un fucile a pompa per amazzare la ex moglie, una vicina di casa e un uomo con cui aveva avuto affari in passato. Tre omicidi intenzionali per chiudere i conti con le persone con le quali ha avuto problemi, e poi la fuga, terminata nella nostra provincia, ad Anfo.

    E’ stata una strage che ha coinvolto e distrutto tre famiglie. Omar Bianchera, camionista di Volta Mantovana, 44 anni, solo pochi giorni fa aveva ufficialmente divorziato dalla moglie. Il giudice del tribunale ha deciso per una consistente elargizione di denaro alla donna, e lui ha promesso a un amico che avrebbe ucciso la ex. Dopo pochi giorni è passato dalle parole ai fatti. Ha aspettato la donna sotto casa e quando è scesa ha sparato dei colpi di pistola contro la sua auto che, impazzita, ha sbattuto contro un altro veicolo e poi contro un muro. Giunto nei pressi dell’auto Bianchera ha sparato due colpi, uccidendo la ex moglie.

    Poi è stata la volta di una vicina di casa dell’uomo, Maria Bianchera (nonostante il cognome i due non sono parenti), raggiunta e ammazzata con cinque colpi solo per problemi legati ai confini delle due proprietà, sue e dell’assassinata. I carabinieri a quel punto erano già sulle sue tracce ma Bianchera non si è fatto prendere ed ha raggiunto il vicino comune di Pille di Monzambano per ammazzare Luigi Platter, uomo che in passato aveva in affitto dei suoi locali, adibiti a birreria. Proprio a causa del rapporto di affari ci sono stati diversi problemi che Bianchera volveva chiudere una volta per tutte. Luigi però non era in casa, così se l’è presa col figlio Walter, trucidato mentre era in auto con la moglie e due figli piccoli.

    Dopodiché la fuga disperata. I carabinieri hanno rilevato la presenza del suo cellulare in zona di Pozzolengo; poco dopo lo stesso Bianchera ha chiamato il 112 dicendo di volersi costituire. Ha descritto all’agente al telefono la zona dove si trovava, ha parlato del lago. Solo quando ha visto il cartello di Anfo però ha scoperto il nome del comune. Dopo poco i carabinieri di Bagolino sono arrivati e gli hanno messo le manette ai polsi.
    a.c.

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