Chiudono sempre più negozi

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    Dati allarmanti quelli che emergono da un’indagine condotta unitamente da Camera di Commercio, Regione Lombardia, Compagnia delle opere e Associazione commercianti. In corso Garibaldi, nel passato considerato il “salotto buono”della città, il 20% di attività commerciali hanno abbassato definitivamente le saracinesche. Penalizzati anche corso Mameli, dove la percentuale di chiusure definitive ammonta al 25%, e via San Faustino, con il 13% di negozi chiusi. I commercianti danno la colpa all’attuale crisi economica ma non è da sottovalutare il difficile accesso alle vie del centro e la scarsa disponibilità di parcheggi. Camillo Zola, presidente di Cdo, lancia la proposta di “costituire un soggetto giuridico partecipato da tutti i protagonisti coinvolti, pubblici e privati, che possa gestire e monitorare la capacità commerciale del centro città”.

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    UN COMMENTO

    1. Mi pare che l\’attuale crisi economica c\’entri poco, perchè il fenomeno è cominciato già negli anni in cui sembrava che tutto andasse a gonfie vele. Nemmeno l\’accesso al centro mi sembra così difficile.
      Mi pare piuttosto che si dovrebbe riflettere sul proliferare di centri commerciali nell\’hinterland, sul costo degli affitti degli spazi, sull\’aumento dei prezzi di vendita.

    2. Il soggetto giuridico a cui si riferisce Zola è la proposta che, come candidato Sindaco di Brescia nel 2008, si chiamava FRECCIA AZZURRA SPA con il 70% di capitale privato in funzione della gestione(operatori economici e residenti con tetti azionari del 2% come nella vecchia ASM SPA) e il 30% del Comune in funzione di controllo(come per le Farmacie Comunali.
      La proposta piaceva a molti, compreso il DiMezza, perchè coinvolgeva la città e direttamente i protagonisti nella gestione: ma i Leghi hanno voluto, in alternativa a quanto dice Zola, la BRIXIA SVILUPPO SPA a totale capitale pubblico con zero trasparenza, zero compartecipazione della società economica e civile, zero partecipazione della cittadinanza, e operazioni a dir poco dispersive di denaro pubblico con risultati di dubbio valore su ogni piano.

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