Giù a settembre, ma il cibo cresce

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    L’andamento congiunturale di questo mese si attesta su valori registrati a settembre dell’anno scorso con una variazione del -0,5%. La causa principale di tale andamento è riconducibile ai diffusi cali di prezzo tra i prodotti stagionali e che maggiormente incidono sui capitoli Trasporti (viaggi aerei e marittimi), Ricreazione Spettacolo e Cultura (pacchetti vacanza, stabilimenti balneari e ingressi ai parchi divertimento) e Servizi Ricettivi e di Ristorazione (camping ed agriturismo). In calo anche il capitolo Comunicazione (telefonia mobile). Ciò nonostante si evidenzia una netta inversione di tendenza, iniziata lo scorso mese di agosto, del capitolo Alimentari e Bevande Analcoliche dove i rincari, che coinvolgono circa il 49% delle voci di prodotto, riguardano comparti diversi, dai prodotti caseari ai latticini, dai prodotti ittici alle carni. Il capitolo maggiormente inflativo risulta essere quello dell’Istruzione (tasse d’istituto scuole superiori e rette scuole elementari private). Variazioni congiunturali positive, ma più contenute, anche per i capitoli Bevande Alcoliche e

    Tabacchi, Abitazione Acqua Energia Elettrica e Combustibili, Mobili Articoli e Servizi per la casa e Altri Beni e Servizi. Nonostante il cambio stagionale, rimane immutato il tasso congiunturale di Abbigliamento e Calzature. Nessuna variazione per il capitolo Servizi Sanitari e Spese per la Salute. Il trend segnala ancora, seppur in forma più contenuta, andamento

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