Vivere all’insegna della natura

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    Cristina Guerra è la responsabile di “AmbienteParco” , il progetto nato per promuovere una cultura ecosostenibile e che, nel Parco dell’acqua Asm Gianni Panella, ha trovato il luogo ideale per avvicinare i bresciani su questo tema. Abbiamo conversato con Cristina Guerra che, con altri otto soci, gestisce le attività dell’ex parco ittiogenico, un oasi di verde proprio nel centro di Brescia.

    Cos’è AmbienteParco?

    Dal punto di vista fisico è uno spazio comunale situato in Largo Torrelunga, lungo le mura della città dove un tempo esisteva un allevamento ittiogenico e che oggi è un parco intitolato all’ex sindaco Gianni Panella. Tale spazio è stato dato in concessione alla nostra società. Ma “Ambiente Parco” è soprattutto un progetto poliedrico, concepito con il fine di valorizzare e diffondere la cultura della sostenibilità ambientale.

    Com’è nata questa idea?

    Da un gruppo di professionisti e amici bresciani, più due genovesi che, su diversi fronti e da tempo trattano il tema della sostenibilità. Ma anche a livello personale posso dire che tutti siamo accomunati dalla stessa sensibilità, tanto per fare un esempio alcuni di noi ormai da anni viaggiano con auto elettriche. In pratica dalle  diverse competenze e dalla comune sensibilità ambientale nasce il progetto di “AmbienteParco”.

    Come siete riusciti a gestire il parco dell’acqua Asm Gianni Panella?

    Nel 2008 abbiamo partecipato alla maniestazione d’intenti indetta dalla Giunta Paroli che voleva trovare idee per valorizzare quello spazio. Successivamemente è stato indetto un bando andato deserto e nel 2009 la GM Progetti, trasformata poi in AmbienteParco, ha vinto la concessione per 18 anni.

    Quali progetti avete messo in campo fin’ ora?

    Abbiamo le chiavi dal 2 dicembre 2009 e abbiamo partecipato all’evento “M’illuimino di meno” durante il quale abbiamo distribuito 500 lampade a basso consumo. A marzo abbiamo avviato i laboratori per i bimbi sul tema dell’acqua e ospitato l’”Osservatorio Serafino Zani”, ma il vero debutto è stato l “Elettric mobility festival” organizzato in concomitanza con la Mille Miglia  e in quell’occasione abbiamo realizzato nel parco una postazione per la ricarica delle auto elettriche quale testimonianza di un approccio diverso anche la tema della mobilità. Un piccolo segno che, però, potrà durare per sempre. Verso giugno, invece, abbiamo festeggiato il complenno del “Teatro Telaio” con diverse iniziative rivolte ai bimbi e alle famigle, mentre solo poche settimane fa abbiamo partecipato alla settimana  europea della mobilità sostenibile. E proprio per indurre i cittadini bresciani ad incrementare l’uso della bicicletta abbiamo organizzato sempre nel parco una cicloofficina dov’è possibile riparare le bici. Inoltre, ogni giorno diffondiamo su un tabellone i dati dell’inquinamento a Brescia, dati raccolti dall’Arpa e forniti via internet dal Comune.

    Progetti in cantiere?

    Questa è un po’ una sorpresa, comunque posso dire che abbiamo un calendario che segue le scedenze intenazionali, nazionali e locali.

    Chi vorreste che frequentasse il Parco?

    Tutte le famigle e le persone sensibli al tema della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente. Chi ha dei dubbi, ma anche chi ha già individuato delle risposte.

    Come vi sostenete dal punto di vista economico?

    Lavoriamo in collaborazione con il Comune e con gli sponsor che con noi condividono tale mission. Anzi, invito chi volesse darci una mano a venire al Parco o partecipare alle nostre iniziative per toccare con mano la bontà del progetto.

    A suo parere i bresciani sono sensibili a questo tema?

    Dipende dagli aspetti. Direi che per quanto rigurda il riciclo o tutto l’ambito del biologico o ancora delle energie alternative esiste una buon grado di consapevolezza. Mentre, per quanto concerne la mobilità la situazione è un po’ problematica, ma noto comunque attenzione da parte dei cittadini. Quindi, speriamo che cambi l’approccio all’auto e s’inverta la tendenza anche in questo settore.

    Federica Papetti

     

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