Giancarlo Tarquini va in pensione

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    Ultimo giorno di lavoro, ieri, a Brescia per Giancarlo Tarquini. Il magistrato che dal 1996 al 2008, fino all’entrata in vigore della legge sulla turnazione, ne è stato il Procuratore della Repubblica. Tarquini, da oggi in pensione, ha sottolineato che ora tornerà a Reggio Emilia, la città di cui è originario, dove si dedicherà alla professione d’ avvocato.

    Da capo della Procura di Brescia, Tarquini si è occupato di numerose vicende venute alla ribalta delle cronache nazionali, tra cui quella in cui fu coinvolto Antonio Di Pietro (poi prosciolto dalle accuse). ”C’è stata – ha ricordato ieri – l’inchiesta sul terrorismo islamico, con le prime condanne, in Italia, passate in giudicato. Ma molto importante è stata anche l’indagine sul sequestro di Giuseppe Soffiantini conclusasi con la liberazione dell’ostaggio e il recupero del denaro”.

    Tarquini si è quindi soffermato sul processo per la strage di Piazza della Loggia, conclusosi recentemente con l’ assoluzione dei cinque imputati. ”I due Pm che hanno condotto l’ inchiesta”, ha detto alle agenzie di stampa, “sono stati bravissimi. E’ un processo storico, abbiamo ottenuto proroghe all’inchiesta, grazie a leggi votate sia da maggioranze di centrodestra che di centrosinistra. Ma molto importante è stata anche la digitalizzazione, grazie alla quale abbiamo risolto tanti problemi. Si è concluso con una sentenza che, in sostanza, significa un’assoluzione per insufficienza di prove, ma bisogna tenere presente che il materiale raccolto è stato infinito e quello della Corte è stato un compito improbo. L’assoluzione”, ha concluso, “non significa, in ogni caso, che il processo non andrà avanti. Potrebbe esserci un risvolto positivo in sede d’ appello, me lo auguro. Intanto resta che questo sforzo, quest’impegno, queste acquisizioni rimarranno un patrimonio a disposizione di tutti”.  

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