Il cantiere della tangenziale è sotto sequestro

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    Modalità di assegnazione dell’appalto e materiale utilizzato per il fondo stradale. Questi sono i due filoni dell’indagine in corso che ha portato al sequestro del cantiere per la realizzazione della tangenziale a Orzivecchi, nella Bassa Bresciana, cantiere fermo già da settembre.

    Il Pm della Procura che si occupa dell’indagine è Carla Canaia, che ha disposto un sopralluogo per acquisire documentazione utile anche in Provincia, negli uffici dell’assessorato ai Lavori Pubblici. Tutto è partito con l’esposto alla Procura da parte dei sindaci di Orzinuovi e Orzivecchi, preoccupati perchè le ditte appaltatrici utilizzavano materiali inerti non provenienti da cave autorizzate per la realizzazione del fondo stradale del tratto di tangenziale di 2,3 km.
    a.c.

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    1. Eppure, questa storia è una medaglia che ha anche un altro lato: le scorie di fonderia, il \"materiale non autorizzato\" che dovrebbe essere stato fraudolentemente usato, non sono altro che materiali inerti che, con un trattamento neppure troppo sofisticato, possono essere impiegati (e sono impiegati in tutta Europa) proprio per la realizzazione delle strade.
      Danno vantaggi cospicui: non sono inferiori sul piano meccanico alla ghiaia di cava, ma costano molto di meno. Il loro impiego assicura un recupero di materiale a vantaggio di un minor utilizzo delle discariche e di un minor escavo delle cave.
      Naturalmente, il loro impiego riduce i guadagni (peraltro cospicui, come ciascuno sa) di una categoria di imprenditori chiacchierata per la sua disinvoltura.
      Allora, forse, vale la pena di chiedersi se qualcuno non abbia un interesse a scoraggiare il reimpiego delle scorie di fonderia.
      E se questo interesse abbia davvero a che fare con la tutela dell\’ambiente, della salute pubblica e del patrimonio pubblico.

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