Torna alla luce, in ottimo stato, il mosaico della Medusa

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    Sono stati aperti nel mese di dicembre due saggi di scavo nell’area del monastero di Santa Giulia, con l’intento di approfondire le conoscenze in merito alle strutture di età romana presenti, con l’autorizzazione della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Lombardia e il cofinanziamento di Regione Lombardia.

    Lo scavo aperto a sud delle Domus dell’Ortaglia aveva l’obbiettivo di verificare l’entità del deposito archeologico in questa zona non ancora indagata del monastero e di valutare l’opportunità o meno di estendere le aree archeologiche annesse ai percorsi di visita del Museo della città.

    Le strutture delle domus proseguono con il medesimo orientamento di quelle note a nord e del vicino kardo, con un’interessante sequenza di modifiche e di riutilizzo dei piani antichi per edifici e strutture tardoantiche e altomedievali, confermando la vivacità costruttiva in quest’area urbana e fornendo dati interessanti sulle modalità di costruzione di periodi meno noti.

    Nel cortile meridionale di San Salvatore è stata invece riaperta una porzione dello scavo condotto tra il 1980 e il 1992; per verificare lo stato di conservazione delle strutture antiche a circa 20 anni di distanza dallo scavo e dalla protezione che venne posta, prima dell’interramento di tutta l’area.

    In particolare si è raggiunta nuovamente la quota dell’ambiente della domus B, il cui pavimento è decorato con un mosaico geometrico bianco e nero, risalente al I-II secolo d. C. secolo con, all’interno di una cornice policroma, la raffigurazione di Medusa, caratterizzata da tessere di pietra e marmo di dimensioni minori per ottenere una resa quasi pittorica del volto di questa figura mitologica.

    Lo stato di conservazione si è rivelato ottimo, sia dei piani pavimentali a mosaico sia dei muri, anche di quelli con intonaco dipinto. Questi dati saranno utili per poter valutare l’entità di un eventuale intervento di restauro complessivo delle strutture antiche, qualora si intenda procedere alla musealizzazione estensiva di questo straordinario quartiere romano.

    “E’ con soddisfazione che ho verificato la buona conservazione di questo importante mosaico, segno che quest’area della città ha ancora grandi tesori da restituire a noi bresciani – ha dichiarato l’assessore alla Cultura di Brescia, Andrea Arcai-. Le tecniche di conservazione, si sono dimostrate di grande qualità e verranno se possibile ancora migliorate, già da ora, dato che le condizioni climatiche ci impongono un’immediata ricopertura del sito.

    Brescia come già più volte sottolineato dal Sindaco Paroli e dal Presidente della Regione Formigoni, deve continuare ha guardare con grande attenzione al recupero delle zone circostanti Santa Giulia, che rappresentano davvero il cuore artistico e storico della nostra città.

    I due interventi – conclude ancora Arcai – rientrano tra le azioni previste nel Piano di Gestione per la candidatura alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dal titolo I Longobardi in Italia. I centri del potere (568-774 d. C.), in particolare tra i progetti che contribuiranno ad elevare gli standard di conoscenze e di valorizzazione del complesso monastico.”

     

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    1. Questa è una bella notizia. Se c\’è una cosa su cui Brescia dovrebbe puntare è lo sviluppo e la cura del suo patrimonio storico-artistico. Piuttosto che buttare tempo e soldi in progetti di dubbia utilità (uno a caso, il parcheggio sotto il castello) io punterei sul recupero della brixia romana, con tutte le sue domus. C\’è ancora un intero anfiteatro da recuperare!!! Insieme a santa giulia farebbero un polo archeologico straordinario

    2. se c\’è qualcuno che sta lavorando per valorizzare santa giulia e i resti romani è proprio la giunta Paroli.
      Sara si informi meglio!!!!!!

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