Patto Aib-Ubi per sostenere le imprese: sul piatto 150 milioni di euro

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    È stato presentato in Associazione Industriale Bresciana l’accordo tra UBI – Banco di Brescia ed AIB, con cui l’istituto di credito bresciano mette a disposizione delle piccole e medie imprese un plafond di 150 milioni di euro finalizzati al fabbisogno d’impresa ed all’approvvigionamento di materie prime. L’accordo è stato siglato dal presidente di AIB Giancarlo Dallera e dal direttore generale del Banco di Brescia Elvio Sonnino.

    La firma (di cui Giancarlo Dallera ha sottolineato “l’importanza per l’attenzione che la banca bresciana dimostra verso il territorio, strutturando un prodotto finanziario mirato alle esigenze delle imprese”) ha preceduto un seminario in cui il management del Banco di Brescia ha presentato i nuovi strumenti di analisi economica e finanziaria aziendale, il cui obiettivo è quello di snellire il dialogo tra le imprese e l’istituto di credito.

    “In un contesto come l’attuale, nel quale vengono esaltate l’esasperazione della competizione e l’evoluzione dei regolamenti (Basilea 3) – ha ricordato Elvio Sonnino, direttore generale del Banco di Brescia intervenendo dopo i saluti portati da Francesco Franceschetti, presidente del Comitato piccola industria di AIB – diventa fondamentale che banca ed impresa si parlino in modo diverso rispetto al passato. Da parte della nostra banca, questo significa – ha aggiunto Elvio Sonnino – comprendere meglio le caratteristiche delle imprese, intendendo con ciò non solo il loro bilancio (che rappresenta la storia passata), ma soprattutto la loro capacità di generare business nel tempo. Da parte delle imprese questo tuttavia, significa allora sintonizzarsi meglio sulle modalità che le banche hanno per determinare l’accesso al credito, i prezzi conseguenti del credito stesso ed il merito creditizio”.

    Ma come la banca valuterà le imprese? Ne ha parlato il responsabile del Servizio rischi di credito di UBI Banca Pietro Ceolin, che ha affrontato i temi connessi a Basilea 3 ed al rating, spiegando come vengono valutate dalla banca le aziende dal punto di vista patrimoniale, gestionale e prospettico.

    L’utilizzo di strumenti evoluti di analisi della dinamica economico-finanziaria dell’impresa è stato invece presentato da Luca Monti, responsabile del mercato corporate di UBI Banca. “Nel contesto attuale è necessario – ha detto Luca Monti – lo sviluppo di una visione di prospettiva del business a sostegno della continuità aziendale. Il trasferimento delle informazioni nell’ambito del rapporto banca/impresa riveste così rilevanza strategica, sia per l’impresa, sia per la banca, la quale, nello sforzo di superare il tradizionale approccio fornitore/cliente, deve tuttavia supportare l’imprenditore nell’elaborazione di un progetto. Il Gruppo UBI, già a partire dal 2008 – ha aggiunto Luca Monti – ha attivato un approccio denominato “UBI Corporate Active View”, volto ad analizzare, insieme all’imprenditore, il posizionamento dell’azienda ed i punti di forza e di debolezza, a mettere a fuoco una visione futura dell’impresa e ad individuare modalità e strumenti per realizzarla concretamente”.

    Un approccio che permette di ottenere una crescita nella relazione banca/cliente, consentendo alla banca da un lato una migliore comprensione di tutti i fenomeni aziendali e non solo di quelli finanziari, e dall’altro alle imprese una maggiore conoscenza dei processi di valutazione e delle dinamiche che stanno alla base dell’accesso al credito ed alla determinazione del suo costo per il cliente. In questa direzione viene così utilizzato uno strumento di analisi di posizionamento dell’azienda (nel settore in cui questa si muove) e di analisi dei fabbisogni finanziari. Si tratta di un lavoro che genererà un dossier da sottoporre all’imprenditore con l’eventuale personalizzazione dei parametri di simulazione prospettica

    “L’obiettivo finale – ha concluso Luca Monti – è la condivisione dei fabbisogni attuali e futuri dell’impresa e la definizione di un piano di sviluppo congiunto tra banca e impresa”.

    Nel corso del seminario si è parlato anche di materie prime. Diego Zampar, responsabile degli strumenti di copertura sulle materie prime di Centrobanca ha presentato l’evoluzione dello scenario del mercato delle commodities, interessato strutturalmente da un’ampia volatilità dei prezzi, con particolare richiamo ai comparti specifici; Diego Zampar ha quindi sottolineato la necessità strategica per l’impresa di gestire correttamente i relativi rischi, al fine di preservare la propria marginalità sui prodotti, presentando i comparti delle commodities per i quali è possibile accedere alla copertura ed i prodotti di copertura offerti da Centrobanca per le imprese bresciane.

    I lavori sono stati chiusi da Attilio Serioli, vice direttore generale di UBI Factor, che ha parlato del factoring nella gestione del capitale circolante “con un’offerta – ha ricordato – che si compone di diversi prodotti e che può esser personalizzata sulla base delle specifiche esigenze della clientela.

    Attraverso la collaborazione con UBI Banca International e attraverso la partecipazione al network Factors Chain International, UBI Factor vanta anche una significativa presenza internazionale, che le ha consentito nel 2010 di raggiungere la prima posizione nel mercato italiano per volumi di import factoring. UBI Factor, dunque, può supportare l’azienda nel suo sviluppo internazionale, in particolar modo in Polonia, grazie alla filiale polacca, in Spagna e Germania, forte della collaborazione con UBI Banca International, ed in Turchia”.  

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